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Geopolitica 2007
EURASIA INFORMA
Quanti
alcuni anni fa accusavano il Coordinamento Progetto Eurasia di "utopia" sono
stati in questi giorni smentiti, quando tutti i principali quotidiani
italiani hanno dovuto ammettere (riprendendo le parole del Ministro degli
Esteri Massimo D'Alema) il carattere strategico delle relazioni tra Mosca e
l'Europa, Italia in primis.
Oggi la Russia, grazie alla politica realista del suo presidente Vladimir
Putin, non ha solo evitato il fallimento che solo 7-8 anni fa tutti davano
ormai per scontato ma è ritornata ad essere una protagonista delle relazioni
internazionali e si è posta alla guida delle nazioni che vogliono un mondo
multipolare, cioè non sottomesso all'egemonia statunitense. Dalla Cina
all'India, passando per l'Iran e il Venezuela, tutti i Paesi che intendono
ostacolare il dominio unilaterale dell'imperialismo di Washington hanno
trovato sostegno da parte del Cremlino.
Il blocco eurasiatico che si sta per ora configurando ha soprattutto
caratteristiche geo-economiche ma in futuro esso potrebbe divenire un'
alleanza geo-politica che noi auspichiamo possa ispirarsi a un modello di
sviluppo che non è quello liberal-capitalistico. Nel frattempo, il CPE
ritiene opportuno sostenere tutti i processi, anche economici, che
facilitino la cacciata delle lobbies atlantiste dall'Eurasia; una volta
libero dall'occupazione statunitense, il nostro continente potrà guardare a
un sistema sociale comunitarista e anticonsumista.
Chi osserva le relazioni internazionali con occhio disincantato e scevro da
pregiudizi ideologici non potrà infatti che constatare come gli Stati Uniti
ritengano molto più pericolosa la Russia di Putin (e la Cina di Wen Jiabao),
in quanto più efficiente e capace di sottrarle influenza rispetto a quella
di Brezhnev. I "conti interni" si faranno dopo.
Foro di Dialogo Italia - Russia
(Roma, 13/03/07)
Il 13 marzo si è tenuta a Villa Madama una conferenza del "Foro di Dialogo
Italia-Russia", organizzazione creata nell'autunno 2004 dall'allora
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal presidente della
Federazione Russa Vladimir Putin.
L'incontro, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero degli
Affari Esteri e organizzato in collaborazione con l'ISPI, ha visto i lavori
dividersi in due sessioni: quella mattutina incentrata sui rapporti
economici, ed in particolar modo energetici, tra Italia e Russia, e quella
pomeridiana riguardante le relazioni culturali. Con la partecipazione di
vari esponenti dell'industria e della finanza italiani e russi, tra cui
Roberto Poli (Presidente ENI), Giovanni Castellucci (Amministratore Delegato
Autostrade), Alessandro Profumo (Amministratore Delegato Unicredit), accanto
ai colleghi russi, tra cui Victor Vekselberg (Presidente Gruppo Renova) e
Aleksandr Shokhin (Presidente Unione Industriali), la sessione mattutina è
stata un susseguirsi di scambi di visioni e di esperienze di imprenditori
dei due Paesi. Dalle relazioni dei partecipanti italiani è emerso come la
Russia sia ormai un potenza stabile dal punto di vista finanziario, con 300
miliardi di Dollari di riserve valutarie (terzo posto al mondo dopo Cina e
Giappone), manca tuttavia di un sistema industriale diffuso e sviluppato. Il
valore aggiunto dato dall'enorme disponibilità di materie prime non è
compensato da una presenza industriale che al momento resta, in quantità e
qualità, dieci volte inferiore a quella europea.
Nel pomeriggio si è tenuta una sessione dedicata ai rapporti culturali e
alla percezione dell'altro nei rispettivi media a cui hanno partecipato vari
giornalisti, scrittori e intellettuali italiani e russi.
La conferenza ha visto gli importanti interventi introduttivi del ministro
degli Esteri Massimo D'Alema e dell'ambasciatore russo in Italia Alexey
Meshkov. Nel suo breve intervento D'Alema si è detto preoccupato per le
tensioni tra Russia e Occidente e per la corsa generalizzata agli armamenti
a cui stiamo assistendo.
Ha ribadito il ruolo centrale dell'ONU come luogo di dialogo internazionale,
mentre spetta all'Unione Europea il compito prioritario di migliorare i
rapporti con la Russia. D'Alema ha definito il quadro dei rapporti tra
Italia e Russia "soddisfacente". Ha inoltre aggiunto che: "La soddisfazione
è legittima per i risultati raggiunti con la finalizzazione delle "tabelle
di marcia" sui Quattro Spazi Comuni quale cornice di riferimento per un
rapporto con l'Unione Europea organico e proiettato verso il futuro. Essa
incoraggia a sperare che sia possibile - auspicabilmente in tempi brevi -
raggiungere una soluzione che consenta anche la conclusione di un nuovo
accordo di partenariato, più comprensivo ed efficace".
Da questo punto di vista la proposta lanciata dalla Germania sul fronte
energetico-ambientale (con particolare risalto per la valorizzazione delle
fonti rinnovabili) all'ultimo Consiglio Europeo è un segnale incoraggiante
per il futuro dell'Europa dopo gli ultimi anni di stallo. In particolare sul
tema degli approvvigionamenti energetici il ministro dice: "dobbiamo
adoperarci per costruire un quadro di collaborazione all'insegna di una vera
reciprocità. [...] è ora che l'Europa sappia presentare alla Russia una
posizione unitaria, piuttosto che la geometria variabile dei singoli
interessi nazionali. Nell'interesse dei paesi europei, innanzitutto; ma
anche nell'interesse della stessa Russia." D'Alema ha citato oltre che il
settore energetico, anche le collaborazioni in corso che avvengono nei
settori delle telecomunicazioni, dello spazio, delle poste, delle
radiocomunicazioni e dell'aeronautica civile con l'accordo firmato tra il
Ministro Bersani e il suo omologo russo Khristenko sul progetto "Super Jet
100" (progetto che coinvolge Alenia Aeronautica e la russa Sukhoi per la
produzione di un velivolo civile di medio raggio). In campo culturale vi è
altrettanta vivacità grazie alla firma dell'accordo con il collega russo
Lavrov per un nuovo protocollo di collaborazione culturale, soprattutto
incentivando ulteriormente gli scambi giovanili, che già interessano ogni
anno migliaia di studenti italiani e russi e rappresentano, secondo D'Alema:
"un investimento per il nostro futuro".
Antonio Grego
Sono essenzialmente due le forze che hanno contestato la visita di Putin a
Bari: i soliti "Radicali" e i "Giovani Comunisti", come a dire "l'estrema
destra" e "l'estrema sinistra" della traballante coalizione che sostiene il
capo del governo Romano Prodi. Evidentemente alla CIA piace giocare su due
tavoli contemporaneamente ...
Putin in Italia: Partnership strategica, ok interscambi
(ANSA 14/03/2007)
BARI - Il vertice Italo-Russo è stato straordinario" e rappresenta "la
migliore testimonianza della partnership strategica tra l'Italia e la
Russia". Romano Prodi è soddisfatto della giornata pugliese, che fa salire a
quota quattro gli incontri con il presidente della Russia Vladimir Putin in
pochi mesi, e nella conferenza stampa finale snocciola i numeri di questo
successo: gli interscambi commerciali nel 2006 hanno raggiunto i ventuno
miliardi di euro, facendo dell'Italia il terzo partner della Russia". Numeri
dei quali si è mostrato orgoglioso anche Putin.
Industria, banche ma soprattutto energia: questi i principali argomenti
economici affrontati oggi dai due leader, a partire dall'accordo Eni-Gazprom
e da quello fra l'Enel e l'agenzia federale per l'energia nucleare della
federazione russa (Rosatom). Se sono andate deluse le aspettative di quanti
credevano che il summit pugliese avrebbe suggellato un ulteriore passo in
avanti nell'intesa fra il cane a sei zampe e Mosca, Palazzo Chigi e il
Cremlino non hanno comunque nascosto il proprio entusiasmo per quanto fatto
fino ad ora. Si tratta, spiega infatti il premier, di un accordo "modello",
che mette in pratica la tanto auspicata "interdipendenza" alla quale devono
essere improntati i rapporti economici. Sì, perché, "la reciprocità
nell'accesso", è convinto il Professore, è la "migliore garanzia per chi
produce e per chi consuma".
Insomma, l'accordo con il gigante russo Gazprom c'é e "va avanti", si sta
"completando negli aspetti tecnici che non sono semplici", rassicura Prodi.
All'assenza, dunque, dell'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, la
cui presenza era stata inizialmente annunciata, non vanno attribuiti
significati particolari. "Non c'era alcun accordo Eni-Gazprom da firmare
oggi", dice infatti il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani
e, dunque, "non è slittato nulla". Anche perché Mosca conferma di avere le
porte aperte: "Se Eni allargherà le sue attività in Russia - annuncia il
leader del Cremlino - saluteremo la cosa positivamente".
Sempre in tema di energia, anche se questa volta nucleare, altro tassello
chiave è l'accordo, firmato sempre oggi, tra Enel e Rosatom per la
"collaborazione a tutto campo con investimenti comuni e partecipazione nei
rispettivi asset" per la realizzazione di nuovi impianti nucleari di
generazione.
Un passo che moltiplica e rafforza i legami tra la società italiana e il
Cremlino, dal momento che a breve scatterà l'asta per alcuni degli asset
dell'ex colosso russo Yukos. "L'Enel è già presente in Russia e intende
partecipare - afferma infatti Prodi - attivamente al processo di
privatizzazioni". La partnership Italia-Russa vola però anche sulle ali del
nuovo 'Superjet 100', un programma per creare una famiglia di aerei
regionali al quale lavoreranno Alenia (Finmeccanica) e Sukhoi. Un progetto
che per Prodi rappresenta "un'occasione unica sia per la Russia che per
l'Italia di entrare in questo segmento di mercato". A chiudere il cerchio
degli accordi commerciali, le nuove linee di credito aperte da
Intesa-SanPaolo e Mediobanca per un valore complessivo di circa 500 milioni
di euro e il settore dei trasporti. Anche in questo campo, infatti, Roma e
Mosca collaboreranno alla costruzione di un elettrotreno regionale in
Russia.
Putin in Italia: con vertice Bari più vicine le Chiese
BARI - Si è inginocchiato, ha baciato la tomba del patrono di Bari e poi ha
preso un fazzoletto, proprio come fanno i pellegrini, per passarlo
delicatamente, con grande devozione, dove c'é l' apertura dalla quale si
prende la manna di San Nicola: è stato questo un momento molto intenso della
visita del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che a Bari,
nella cripta della Basilica dove vengono custodite le reliquie del santo, ha
forse così reso visibile i passi che si stanno compiendo nell' ambito delle
relazioni fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Il vertice
italo-russo è avvenuto a Bari proprio nel nome di San Nicola, santo venerato
dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, vescovo, nella seconda metà
del IV secolo, della città di Myra.
Le sue spoglie erano conservate nella cattedrale di Myra: quando la città
dell'attuale Turchia cadde in mano musulmana, le ossa vennero trafugate da
62 marinai baresi. Era il 9 maggio del 1087. Dopo la visita di Putin ieri da
Papa Benedetto XVI, la tappa 'religiosa' di Bari rappresenta dunque un
momento forse 'storico' nel dialogo tra le due Chiese. Lo ha rimarcato Prodi
quando, durante la conferenza stampa che si è tenuta nel Teatro Piccinni di
Bari, ha sottolineato che "questa ripresa di un dialogo religioso è
importantissima e Bari è un punto di incontro". "Il dialogo tra cattolici ed
ortodossi - ha detto il premier italiano - è stato difficile, ha registrato
tante divisioni in passato. Il fatto che ci sia un inizio di approfondimento
delle relazioni è importantissimo". Una 'vocazione', quella di Bari verso la
Russia, evidenziata durante il vertice italo-russo anche dal ministro degli
Esteri, Massimo D' Alema. Ma è stato il ministro della Famiglia, Rosi Bindi,
a rimarcare che il tema del dialogo "sta a cuore" anche al Papa.
"Oggi - ha detto infatti Bindi - noi andiamo da San Nicola, santo che fonda
il dialogo tra l' Europa cui apparteniamo noi e quella a cui appartengono i
russi. Anche questo è un tema che sta molto a cuore al Papa". La visita di
Putin, la prima di un capo di Stato russo nella Basilica di San Nicola, "fa
cadere quei muri che nel passato sembravano impossibili da superare": ne è
convinto l' arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, che ha
sottolineato anche che la cessione fatta dal Comune di Bari della chiesa
russa, è un segno che potrà avere "ulteriori conseguenze positive nel
rapporto tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa". "E' un segno di
ulteriori sviluppi - secondo il priore della Basilica di San Nicola, padre
Damiano Bova - per quanto riguarda i rapporti ecumenici perché è chiaro che,
anche se ci sono delle difficoltà ancora tra la Chiesa cattolica e la Chiesa
russa, questo gesto nel nome di San Nicola può dare un ulteriore balzo in
avanti per la reciproca comprensione e per un riavvicinamento, per l' unità
dei cristiani".
Putin in Italia: gli accordi siglati oggi
BARI - Questi gli accordi firmati oggi a Bari nel corso del vertice
intergovernativo italo-russo.
TRE ACCORDI GOVERNATIVI
1) - Reciproca protezione proprietà intellettuale nell'ambito della
cooperazione tecnico militare (firmato dai ministri Parisi e Ustinov). 2) -
Protocollo per collaborazione nel settore della costruzione, produzione e
vendita di aerei super jet 100 - Progetto Russian regionale Jet (Bersani-Khristenko).
3) - Programma esecutivo collaborazione culturale 2007-2009 (D'Alema e
Lavrov).
SETTE ACCORDI INDUSTRIALI / BANCARI / CULTURALI:
1) - Finmeccanica-Ferrovie Russe (sviluppo congiunto elettrotreno regionale;
telerilevamento territorio linea ferroviaria Tuapse-Adler). 2) -
Enel-Rosatom (collaborazione nel settore dell'energia elettrica, meccanico/componentistica
nucleare). 3) - Intesa/Vneshtorgbank (estensione linea di credito 100
milioni di euro per acquisto macchinari italiani con copertura Sace). 4) -
Medio banca/Vneshtorgbank (accordo finanziario per 200 milioni di euro). 5)
- Medio banca/Vneshtorgbank (pacchetto finanziario 130 milioni di euro a
sostegno di progetti industriali) 6) - Ferrara/Ermitage (protocollo d'intesa
per istituzione a Ferrara di una prima sede in Italia dell'Ermitage). 7) -
Università di Foggia/Amgas/Avelar/Energy (lettera di intenti per sviluppo
energie rinnovabili - fotovoltaico e eolico in Puglia).
Probabilmente si tratta di un "avvertimento" statunitense a tre nazioni,
Italia, Grecia e Turchia, che per motivi diversi non sono oggi perfettamente
allineate alla politica di Washington. La notizia s'inserisce in un momento
storico interessante, in quanto Francia e Germania stanno contestando la
decisione degli Stati Uniti di dispiegare le loro batterie antimissile, in
chiara funzione antirussa, in Polonia e Repubblica Ceca (ma probabilmente
anche in Georgia). Sembra cioè riproporsi lo scontro del 2003 tra la
"Vecchia Europa" (essenzialmente l'asse Parigi - Berlino, oggi timidamente
appoggiato anche da Madrid) e i Paesi della "Nuova Europa" (quelli dell'Est,
recentemente approdati nell'Alleanza Atlantica).
In ogni caso questo episodio conferma come la NATO non sia oggi un mezzo di
protezione per l'Europa esattamente come non lo è mai stato neanche in
passato, si ricordi al proposito il documento elaborato durante
l'Amministrazione Reagan secondo il quale in caso di guerra nucleare tra
URSS e USA l'Europa sarebbe stato il campo di battaglia (e quindi distrutta
completamente ...).
Lo stesso progetto dello scudo spaziale statunitense non ha la minima
valenza difensiva contro eventuali attacchi dell' Iran (che è peraltro il
primo partner economico dell'Italia) e della Corea del Nord ma è invece
diretto contro la Russia, allo scopo di danneggiarne le sempre più
strategiche relazioni con l'Unione Europea.
Scudo spaziale: Segretario NATO, Italia non sarebbe protetta
BRUXELLES - Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, in
un'intervista al Financial Times, ha messo in guardia sui rischi che la
proposta Usa di installare un sistema di difesa missilistico in Polonia e
Repubblica Ceca, potrebbe creare divisioni in Europa. "In materia di difesa
missilistica non ci possono essere paesi di serie A e paesi di serie
B,all'interno della Nato. Per me l'indivisibilità della difesa è il
principio guida", afferma de Hoop Scheffer. Il sistema progettato dagli
Stati Uniti sarebbe in grado di di coprire gli Usa e di portare benefici a
molti paesi dell'Europa centro occidentale, mentre altri paesi, tra cui
Italia,Grecia e Turchia, resterebbe esposti ed avrebbero bisogno di un
sistema aggiuntivo a corto raggio pervia della loro vicinanza all'Iran. Per
il segretario generale della Nato sarebbe praticabile e abbordabile
estendere la protezione a questi paesi entro del 2010, affiancando allo
scudo Usa un sistema missilistico europeo 'di teatro'."Stiamo già procedendo
con lo sviluppo dei sistemi per proteggere le forze schierate, così come la
popolazione e i territori", afferma de Hoop Scheffer. "In una fase
successiva si potrebbe mettere in atto una correlazione tra i due sistemi".
Per De Hoop Scheffer, l'Europa deve fare fronte ad un rischio missilistico
reale: "Ci sono tutte le ragioni per crederlo, considerato i test della Nord
Corea, la capacità potenziale iraniana e quello che gli iraniani vanno
predicando". Il segretario generale Nato respinge anche l'opposizione russa
al progetto americano,affermando che i dieci missili intercettori di cui è
prevista l'installazione "non diminuiscono la capacità della Russia di
colpire per prima". Nel vertice Ue di giovedì e venerdì scorso, il
presidente francese Jacques Chirac ha messo in guardia sul rischio che il
programma missilistico Usa possa riaprire vecchie divisioni nel continente
europeo. Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, all'ultimo
consiglio degli esteri a Bruxelles, ha auspicato che la proposta degli Usa
venga discussa in sede europea, sia dalla Ue che dalla Nato.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2111898439.html
Abu Omar, governo a Consulta: annullare rinvii giudizio
(MSN NOTIZIE 2007-03-15 21:35)
ROMA - Annullare il rinvio a giudizio dell'ex direttore del Sismi Nicolo'
Pollari e di altri 32 imputati per il sequestro dell'ex imam Abu Omar, tra
cui 26 agenti Cia. Il giorno stesso in cui il ministro della Giustizia
Clemente Mastella fa sapere che aspetterà la pronuncia della Corte
Costituzionale prima di decidere sulla richiesta di estradizione dagli Usa
degli agenti Cia, il governo Prodi presenta in secondo ricorso alla
Consulta. Con cui chiede, appunto, di annullare l'ordinanza di rinvio a
giudizio disposta dal gup Caterina Interlandi, lo scorso 16 febbraio. E
questo perché - viene argomentato dall'avvocato generale dello Stato Ignazio
Francesco Caramazza - la decisione sarebbe stata presa sulla base di alcuni
elementi di prova 'viziati', ossia prodotti dalla procura di Milano violando
il segreto di Stato. L'ammissibilità del nuovo ricorso, arrivato ieri alla
Corte costituzionale, verrà discusso il prossimo 18 aprile, assieme al primo
conflitto del governo contro la procura di Milano. Se giuridicamente si
tratta di un atto ritenuto dall'Avvocatura generale "conseguenziale" al
precedente, politicamente la scelta del governo viene mal digerita a Milano,
dove ancora ricordano le battaglie e le critiche di esponenti del
centrosinistra (alcuni di essi divenuti ora sottosegretari) contro l'ex
Guardasigilli leghista Roberto Castelli che bloccò la richiesta di
estradizione degli agenti Cia. Il processo contro Pollari inizierà il
prossimo 8 giugno ed "é bene che vada avanti per accertare la verità, perché
e' giusto che il popolo italiano sappia se c'é stata una violazione della
sovranità nazionale, della Costituzione e dei diritti umani", tuona l'ex
procuratore di Milano Gerardo D'Ambrosio e ora senatore dell'Ulivo. Il gup
Interlandi si dice "serena" rispetto alla sua decisione di rinvio a
giudizio. E intanto il ministro della Giustizia Mastella prende tempo su un
altro fronte della spinosa vicenda Abu Omar. Inoltrerà o no negli Usa la
richiesta di estradizione degli agenti Cia? All'interrogazione presentata
dal presidente della Commissione Giustizia, Cesare Salvi (Ds), il
Guardasigilli risponde leggendo cinque cartelle. E annuncia "la necessità di
un'ulteriore attesa", in vista del pronunciamento della Consulta. Ma il
discorso di Mastella e' articolato, con tanto di 'un colpo al cerchio e uno
alla botte' : prima difende i pm Spataro e Pomarici dagli "urlati e
scomposti" attacchi da parte della stampa Usa verso i quali manifesta il suo
"stupore" e la sua "assoluta contrarietà"; poi, però, cambia registro e
definisce "istituzionalmente improprie le sollecitazioni" che gli sono
arrivate dai magistrati di Milano perché decidesse sull'estradizione degli
agenti Cia, quasi si trattasse di "vere e proprie 'messe in mora'" nei suoi
confronti. Mastella rivendica, invece, l'autonomia della sua decisione che -
afferma - "é un atto politico per eccellenza", che non ha termini di
scadenza e che "non comporterà alcun effetto sul regolare svolgimento del
processo nei confronti degli imputati", come dimostra il fatto che "anche
durante l'attesa della mia decisione il processo ha avuto regolare corso".
Al Guardasigilli non sfugge certo che la richiesta di estradizione e' sempre
possibile anche se gli Usa hanno già fatto preventivamente sapere che non
l'accoglieranno mai, ma decide aspettare la Corte Costituzionale.
L'accoglimento del ricorso del governo, infatti, "determinerebbe infatti
necessariamente il venir meno di parte degli elementi acquisiti bel processo
e la regressione di quest'ultimo alla fase delle indagini". La risposta di
Mastella lascia "profondamente insoddisfatto Salvi" e "sconcertato" Russo
Spena (Prc) per l'esitazione. Nei ricorsi alla Consulta - che sono stati
secretati e che verranno decisi nel merito solo se dichiarati ammissibili -
il governo sostiene che la magistratura di Milano, nell'indagare sul
sequestro di Abu Omar, avrebbe violato il segreto di Stato intercettando i
telefoni cellulari di 180 agenti del Sismi e svelando l'identità' di 85 spie
italiane e straniere; avrebbe utilizzato integralmente un documento
sequestrato nell'ufficio romano del Sismi gestito da Pio Pompa nonostante il
Servizio segreto militare avesse gia' trasmesso lo stesso documento con
alcuni passaggi 'oscurati' perché riservati e dunque coperti dal segreto di
Stato. (ANSA)
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01/04/2007