Geopolitica 2007

LA SIRIA AGO DELLA BILANCIA DEI DESTINI GEOPOLITICI DEL VICINO ORIENTE

 

di Dagoberto Bellucci

 

La Repubblica Araba Siriana , dopo la rielezione del Presidente Bashar el Assad alla guida del paese, rilancia un'iniziativa di pace regionale su larga scala: forte del consenso politico interno e della sua centralitā nella regione vicino-orientale la Siria prosegue nel suo lento ma inevitabile avvicinamento alla comunitā internazionale rompendo, di fatto, un isolamento che perdurava costante da oltre due anni ovvero dall'assassinio dell'ex premier libanese Rafiq Hariri. Dopo la partecipazione al summit della Lega Araba di Riad nel marzo scorso, alla conferenza internazionale sull'Iraq di maggio e alle visite della presidente della Camera Usa, la democratica Nancy Pelosi, e di quelle dei rappresentanti dell'U.E. (Solana) e dell'Italia (D'Alema e Dini)  - recatisi a Damasco per rilanciare il processo di pace e dialogare con quella che rimane la nazione-guida del fronte arabo del rifiuto -  la Siria ritorna al centro dei giochi diplomatici internazionali optando per un dialogo con l'Occidente.

La svolta siriana appare determinante in un momento di prolungato impasse politico che ha visto deteriorarsi la situazione dei confinanti Libano, Palestina ed Iraq. Ne sono consci i diplomatici europei e quelli statunitensi per i quali il regime ba'athista rappresenta ancora  "uno dei motivi del perdurare dell'instabilitā". Le quotidiane accuse rivolte dall'amministrazione Bush all'indirizzo di Damasco sono strumentali e inutili: sono in molti a riconoscere oggi , anche all'interno di influenti settori dell'establishment neocons, che č necessario un cambio di rotta nei rapporti con la Siria.

Rispondendo al quotidiano arabo "al Hayat" il direttore del Centro americano di Studi Internazionali e Strategici , John Alterman , ha recentemente dichiarato che la Siria deve sforzarsi maggiormente , e con un'attitudine costruttiva, per rilanciare il dossier regionale e i processi di pace. Una delegazione di questo centro di studi internazionali a stelle e strisce si era recata ai primi del mese a Damasco.

I risultati di questi incontri rafforzano nell'opinione pubblica araba l'idea che Washington e Damasco stiano risolvendo le loro controversie cercando una soluzione negoziale per le questioni dell'Iraq e del Libano: i dirigenti siriani si sono dichiarati moderatamente ottimisti sulla prospettiva di un rilancio del processo di pace e hanno recentemente rilanciato la palla-negoziati in direzione dello stato-pirata sionista al quale toccherā la decisione tra un nuovo conflitto oppure un accordo che sicuramente aprirebbe una nuova era nelle relazioni tra Damasco e Tel Aviv.

Nessuno in Siria si fa scrupoli nell'ammettere candicamente che Damasco vorrebbe giungere quantoprima ad un accordo bilaterale con l'entitā sionista fondato sul riconoscimento dei diritti sacrosanti del popolo palestinese e sulla resistuzione delle alture del Golan: obiettivi finora rimasti utopia e sepolti dall'arrogante politica di morte dell'entitā sionista.

 Washington con ogni probabilitā saboterā qualsiasi relazione bilaterale tra il suo alleato israeliano e quelli che - nella disinformazione sistemica - sono a tutt'oggi ritenuti tra i principali 'sponsor' del terrorismo internazionale ma questo refrain , pressochč quotidiano, oramai non raccoglie pių consensi nč dentro nč fuori l'amministrazione. Che occorra modificare attitudine all'indirizzo della Siria sembrano accorgeresene anche gli europei ai quali, con ogni probabilitā, l'America ha delegato un ruolo da comprimarI anche considerando che la questione del dialogo con Damasco rappresenterebbe una possibile opzione prima della scandeza del mandato del Presidente Bush.

"Siamo interessati a risolvere la questione Iraq - ha sottolineato Alterman - e alcuni rappresentanti della diplomazia siriana ci hanno confidato che l'Iraq č stato il principale problema che sono stati chiamati ad affrontare negli ultimi anni". Al di lā di quelle che saranno le decisioni dell'amministrazione Bush - all'interno della quale i falchi Dick Cheney e Elliott Abrams continuano a opporsi a qualsiasi apertura in direzione di Damasco - la soluzione per i numerosi problemi del Vicino Oriente passa inevitabilmente dal riconoscimento del ruolo determinante che gioca la Siria sia per quanto concerne l'Iraq, sia per il Libano e la Palestina.

Gli ultimi sviluppi libanesi e palestinesi non aiutano il processo di distensione: proprio l'assassinio del deputato Walid Eido a Beirut e la rivolta al campo palestinese di Nahr el Bared hanno ridato fiato alla corrente oltranzista delle guerre preventive.

Ciononostante la via intrapresa da Damasco č chiara: rilanciare il processo di pace regionale, affrontare i nodi Iraq e Libano, porsi al centro del dialogo israelo-palestinese e recupero della sovranitā sulle alture del Golan. Alla propaganda menzognera delle centrali di disinformazione atlantiche la Siria risponde con un'iniziativa di dialogo e di pace. E' la promessa di Assad che, nel solco della continuitā, mantiene la Repubblica Araba Siriana al centro dei giochi geopolitici mediorientali.



31/07/2007


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