Geopolitica 2008

 
 

ITALIA-RUSSIA: LA COOPERAZIONE SI ALLARGA

di Stefano Vernole *

L'Italia sostiene pienamente i processi di integrazione della Russia nel sistema delle relazioni internazionali, in particolare l'adesione di Mosca all'Organizzazione mondiale del commercio e all'Ocse.
E' quanto si legge sul notiziario della diplomazia italiana 'Esteri News' a proposito dei temi sul tavolo del Consiglio di Cooperazione italo-russo che si terra' il 16 febbraio a Roma alla presenza del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, e co-presieduto dal vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze russo, Aleksei Kudrin.
''Ci attendiamo inoltre sostegno e supporto, contributi interessanti da parte dei russi per quanto
riguarda il buon esito e successo della nostra presidenza del G8'', ha detto il consigliere Giuseppe Scognamiglio.
Alla riunione interverra' anche il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, e il suo omologo russo.
“Il Consiglio - ha aggiunto Scognamiglio - e' un importante e prezioso strumento per le relazioni bilaterali italo-russe che sono in continua crescita; quest'anno l'interscambio e' cresciuto dell'11%, ormai parliamo di valori pari al 26,5 miliardi di euro e inoltre i flussi turistici sono in continua
ascesa e la presenza anche di imprese italiane in Russia, e viceversa, e' in continua crescita''.
Queste dichiarazioni confermano ancora una volta la vicinanza del Governo Berlusconi alle istanze di una maggiore cooperazione tra l’Italia e la Federazione Russa, così come emerso nel recente passato in occasione delle diatribe scoppiate in sede europea dopo la guerra russo-georgiana per l’Ossezia del Sud.
La difesa, operata dall’attuale Presidente del Consiglio, delle ragioni di Mosca ha comportato, peraltro, l’uscita dal Partito delle Libertà del parlamentare Paolo Guzzanti, noto per le sue posizioni russofobiche e filo-israeliane.
Difesa che si univa alle precedenti esternazioni di Berlusconi, secondo il quale l’allargamento della NATO ad Est, il dispiegamento dello scudo spaziale statunitense in Polonia e Repubblica Ceca e il riconoscimento unilaterale dell’indipendenza del Kosovo, costituivano chiare provocazioni nei confronti del Cremlino.
Resta da capire se queste mosse diplomatiche dell’Italia nei confronti della Russia siano dovute soltanto agli stretti interessi economici che legano i due Paesi o costituiscano al contrario il preludio ad un cambiamento di strategia geopolitica da parte del governo di Roma, che potrebbe gradualmente allentare gli storici legami transatlantici approfittando della rovinosa crisi economica-finanziaria degli Stati Uniti.

* redattore di “Eurasia” – Rivista di Studi Geopolitici

14/02/2009


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