Geopolitica 2009

 
GEOPOLITICA, IRAN E 'GIOCHI' EURASIATICI

di Dagoberto Husayn Bellucci

Avevamo abbondantemente preventivato - del resto era 'facile'...scommessa vinta senza 'se' e senza 'ma' - fin dall'inizio dei disordini che hanno contrassegnato l'immediato dopo-elezioni iraniane che la rivolta dei ruffiani dell'America alias i sostenitori del candidato "riformista" Mir Hussein Musavi non avrebbe resistito alla puntuale, marziale, energica e 'squadristica' reazione dei Guardiani della Rivoluzione i Basij....sottolineando che la legittimità del voto delle elezioni presidenziali era assolutamente incontestabile come fornito, fin dai primi giorni e 'cifre' alla 'mano', dalla radiotelevisione di Stato...Ahmadinejad impera! Piaccia o meno ai tanti, 'troppi', kippizzati dell'estremismo democratico e del fondamentalismo liberista che hanno prevaricato in quest'ultimo mese inondando ogni fonte d'informazione dell'Occidente giudaico-mondialista di menzogne e banalità.

La Repubblica Islamica dell'Iran è presente sul palcoscenico della politica mondiale da oltre trent'anni e non certo per far 'piacere' ai "quaraquaquà" sionistizzati dei quattro angoli del pianeta.. Appare evidente la sovrabbondanza e sovrapproduzione di pseudo-analisi, realizzate ad hoc nell'ultimo mese, e "letture articolistico-storiche" assolutamente 'assenti' rispetto alla realtà multiforme e onnicomprensiva della Totalità Organica irradiante dalla Teocrazia islamico-shi'ita iraniana. Qualsivoglia confronto con altre nazioni esistenti sulla faccia del pianeta rappresenterebbe un'infamia ed un'infelice (...di 'infelici' ce n'è in abbondanza...soprattutto dalle parti di Washington e Tel Aviv...) ricognizione analitica... Noi che conosciamo bene gli iraniani sappiamo perfettamente che "sono svelti" e conosco abbondantemente le 'regole' del 'gioco' (...il Grande Gioco eurasiatico-planetario dei rapporti di forza continental-internazionali...'La Grande Scacchiera' utilizzando la 'brillante' metaforica del giudeo-mondialista Zbigniew Brzezinksi relativa all'Eurasia, terreno di scontro 'privilegiato' delle potenze mondiali nel Terzo Millennio e 'continente vitale'..."la spazio vitale" di hitleriana 'memoria'..., il quale fin dal decennio scorso 'auspicava' cambiamenti sostanziali nelle relazioni americano-iraniane 'comprendendo' l'inaffondabilità della centralità geopolitica e strategica di Teheran, il ruolo decisivo nei rapporti di forza eurasiatici svolto dalla Repubblica Islamica e sostanzialmente riconoscendo l'irrinunciabilità di un dialogo diretto fra l'Establishment che controlla le politiche economiche ed estere della superpotenza a stelle e strisce e la leadership religiosa iraniana.
Puntualmente Brzezinski (1) analizzava i nuovi scenari della politica mondiale sostenendo la necessità per gli Stati Uniti di arrivare ad un inevitabile confronto, politico, strategico, economico, militare, con gli altri attori della geopolitica eurasiatica. "Nel 1997, ne “La grande scacchiera”(2), egli identificava nell’implosione del sistema sovietico un grande fattore d’instabilità ed un grande rischio per l’avvenire della civilizzazione yankee.
Brzezinski sosteneva che a causa del suicidio moscovita era improvvisamente venuta meno la contrapposizione ideologica e geopolitica che aveva sobillato ma anche equilibrato tra loro la Potenza navale e la Potenza terrestre per eccellenza.
L’effetto più preoccupante del fallimento sovietico oggi è dato, secondo lo studioso, dal gran vuoto di potere che si è venuto a verificare in Asia Centrale, teatro della partita per la conquista del mondo.
L’ideologo parte dal presupposto che la stabilità, la libertà, la ricchezza, il progresso e la democrazia sono garantiti solo ed esclusivamente dall’America e che, pertanto, quest’ultima deve assumere ed esercitare la gestione mondiale impedendo ad altri di farle ombra, il che deve soprattutto essere garantito nell’Asia centrale.
Chi sono questi altri che possono mettere a rischio l’unipolio americano ?
Brzezinski identifica cinque attori principali che egli definisce giocatori geostrategici. Costoro sono a suo avviso: Francia, Germania, Russia, India e Cina." (3)

Ora premessa l'insindacabile verità fattuale che assegna un ruolo di primissimo piano nella "scacchiera eurasiatica" e in quella planetaria all'Iran - che per i ruffiani di ogni 'colore' e i sionisti di ogni risma ovviamente non deve 'giocare' ...è 'storia' vecchia...vecchissima...praticamente la solita 'routine' analitica dei paraplegici epigoni fallimentari di ambienti in decomposizione da...sempre...Siamo ancora qui. A 'parlare' di Iran...'strano' 'strano'... - quale supremo referente ideologico, politico, strategico, militare del mondo islamico e delle avanguardie rivoluzionarie 'sparpagliate' nell'ensamble sgangherato e depauperizzato dei quattro angoli del pianeta; noi rimandiamo a quanto scritto lucidamente, 'profeticamente' (...un profeta del 'nulla' contemporaneo...un Grande con la G maiuscola...) e insindacabilmente diciotto anni or sono da Maurizio Lattanzio il quale sottolineava: "La validità assiomatica della cultura integrale si fonda sull'atto assoluto del soldato politico nichilista che le conferisce esistenza sul piano storico-temporale. L'efficacia pratica della 'proiezione' progettuale derivante dal 'canone' culturale, è invece subordinata all'avvenuta 'maturazione' di una serie di condizioni predisponenti (...'inesistenti' allo stato degli 'atti'...ndr). Tra esse figura l'istintiva (l''istinto' della razza...) percezione del destino geopolitico nel quale la comunità dei soldati politici riconosce una 'scia' iridescente: essa illumina il 'camminamento' diretto verso la prima linea di combattimento del fronte di lotta mondialista. L'affermazione della scienza geopolitica è riconducibile ad un arco di tempo compreso tra la fine del XIX secolo e la seconda guerra mondiale. Fra i più qualificati studiosi di questa disciplina annoveriamo l'inglese Halford John Mackinder, lo statunitense Alfred Thayer Mahan, il tedesco Karl Haushofer e lo svedese Rudolf Kjellen, il quale, per primo, introdusse nel lessico politologico il termine geopolitik. (...) Noi affermiamo, quindi, che la geopolitica individua le costanti di tipo geografico e storico, 'applicandole' alle variabili costituite dalle identità politiche e dalle dimensioni economiche, mediante l'intervento di un fattore di sintesi relativamente costante - ma decisivo - rappresentato dalla razza. La complementare 'ricomposizione' unitaria delle teorie di Mackinger e Mahan, consente una omogenea rappresentazione del significato essenziale che 'permea' la scienza geopolitica. Il World Island o "Isola del Mondo" - secondo Mackinder - è l'area geografica più vasta (Europa, Asia, Africa) costituita dalle terre emerse. Egli definisce Heartland o "Cuore della Terra" il centro di quest'area, localizzandolo nell'Europa dell'Est. Sulla base della presente analisi, tellurocentrica e continentale, Mackinder formulerà la nota 'massima': "Chi occupa l'Europa orientale domina lo Heartland; chi domina lo Heartland controlla il World Island; chi controlla questa isola del mondo esercita la propria supremazia sul mondo intero". (...) L'identificazione operata da Mackinder fra lo Heartland e l'Europa orientale risente di una condizionante concezione eurocentrica, riconducibile all'epoca tra le due guerre, quando l'Inghilterra rappresentava la maggiore potenza marittima del pianeta. Lo Heartland, invece, deve essere localizzato al di là dell'Europa dell'esta e precisamente "nell'autentico cuore geografico e storico del World Islan, cioè in corrispondenza della fascia trasversale eurasiatica spartiacque tra il mondo occidentale e l'area del Pacifico e del subcontinente indiano", mentre "lo Heartsea corrisponde all'Oceano Indiano, cuore della massa oceanica dell'emisfero Sud (delimitata dallo stretto di Drake) e intermedia fra le acque del Sud atlantico, Antartico e Pacifico". (4)

'Questo' Maurizio Lattanzio scriveva quasi un ventennio fa analizzando i 'fondamentali' geopolitici del progetto "Eurasia-Islam" che dal mensile "Avanguardia" andava prospettando una visione unitaria, onnicomprensiva e organica, della Cultura Integrale e dell'opposizione radicale al sistema giudaico-mondialista. Nessuno, nè ideologicamente, nè politicamente e tantomeno geopoliticamente ha saputo 'offrire' di meglio finora rispetto alle calibrate, incisive e lucidissime 'traiettorie' antagoniste lattanziane...un 'progetto' - quello delineato per quasi sette anni dalle pagine del mensile siciliano dal Grande Guascone di Popoli - assolutamente 'conforme' alle premesse di "disintegrazione del sistema"....
Ovviamente non pretendiamo, vent'anni dopo, che ci sia chi l'abbia 'capito' nè - sarebbe 'troppo' - qualcuno che l'abbia 'attuato'... Tant'è questi sono i 'precedenti' i quali identificavano nella scienza geopolitica il settore d'analisi ricognitivo in relazione ai rapporti di forza internazionali o, per esser più esatti, in quelle dinamiche di scontro-incontro - in un 'balance of powers' (bilanciamento/equilibrio dei poteri) - necessarie alle relazioni fra soggetti statali, organismi sovranazionali, entità geopolitiche 'organiche' ricomprendente al suo interno anche le 'famose' "zone d'ombra" delle quali sovente parlava anni fa l'ex segretario per la sicurezza nazionale Henry Kissinger (fondatore della Trilateral Commission e 'compare' di Brzezinski nell'elaborazione 'pratica' delle teorie relative all'One World = il mondo unidimensionale e uniformato alias Globalizzazione delle quali fu assertore fin dagli anni cinquanta Aldous Leonard Huxley (5) già noto per le sperimentazioni che fece della mescalina e dell'acido lisergico ovvero del composto poi diventato noto al grande pubblico come LSD del quale fu un anticipatore scrivendo il volume "Le porte della percezione" del 1954 al quale si ispirerà anche il gruppo musicale dei Doors di Jim Morrison) ed all'interno delle quali si muovono centrali spionistiche, servizi d'intelligence, faccendieri di ogni risma, razza, colore, elementi collegati a multinazionali del crimine, 'cartelli' di narcotrafficanti e ogni sorta di soggetto 'potenzialmente' 'utilizzabile' per i cosiddetti "lavori sporchi" che devono essere realizzati da qualche Governo o Istituzione più o meno 'occulta'. Si tratta di un 'livello' superiore degli affari di Stato 'delegato' volentieri dagli "addetti ai lavori" sistemici ad esponenti della malavita e/o organizzazioni criminali (la storia dell'italietta repubblicana post-fascista ne è 'contrassegnata' ...l'alleanza in funzione "anticomunista" tra ambienti mafiosi, Stati Uniti e 'amministratori' partitocratico-istituzionali ne sono semplicemente la punta di un iceberg nel profondo del quale si celano i tanti, 'troppi', "misteri" italiani... l'Italia un paese a sovranità limitata e un laboratorio politico-sperimentale della CIA e di decine di altre agenzie d'intelligence...).

'Anche' la Globalizzazione deve dunque ritenersi 'prioritaria' ricognizione d'analisi per l'articolazione di proiezioni geopolitiche, strategiche, militari ed economiche relative alle relazioni internazionali (per comprendere le quali occorrerebbe 'rileggere' qualche volume 'essenziale'...(6)....) verso le quali inevitabilmente le ricette mondializzanti del progetto 'globalizzante' incidono e pesano in quanto se intendiamo la globalizzazione come l'estensione a livello planetario di un modello unico culturale, di pensiero e di economia è inevitabile che queste dinamiche andranno ad intersecarsi ed interagire con i processi di formazione del potere, modificando i concetti di autorità e di Stato, ricollegandosi alle valenze 'espansionistiche' della cultura egemone che - all'inizio del Terzo Millennio - è ricompresa all'interno del mondo occidentale nell'american way of life e nei suoi ritmi-mode-stili di vita.
E se i 'germi' della globalizzazione economica sono da ricollegare direttamente agli accordi intercapitalistici di Bretton Woods dell'estate 1944 è indiscutibile che i loro effetti socio-culturali si siano sviluppati nell'arco dei decenni successivi mediante l'inondazione di un insieme onnicomprensivo di modelli di riferimento che hanno 'edificato' l'attuale involutiva (pseudo)civilizzazione occidentalista.

In merito all'eurasiatismo occorre sottolineare l'errate considerazione eurocentrica determinata dalla suddivisione 'scolastico-paraplegica' della destra europea che assimilava l'Europa allo spazio compreso tra Oceano Atlantico e gli Urali (..."l'Europa da Lisbona a Vladivostok"...'slogan' funzionali a determinate logiche destrorse pre-neoconservatrici ieri anti-sovietiche oggi 'attualizzabili' nell'anti-islamismo, anti-orientalismo dei filosionisti affermatori di una centralità del Continente europeo inesistente...l'Europa non esiste da quella maledetta primavera del 1945...). In proposito scriverà Guido Giannettini: "gli Urali non hanno mai separato l'Europa dall'Asia: dalla protostoria all'evo moderno, i territori dell'Asia centrale e della Siberia sono stati più vicini all'Europa che alla Cina. Ciò spiega, tra l'altro, perchè Gengis Khan giunse all'Adriatico e Tamerlano in Siria, invece che a Canton, o i Russi in Alaska e non a Shangai." (7)
"L'Eurasia - conclude Maurizio Lattanzio (8) - è quindi l'area continentale che si estende dall'Atlantico a Vladivostok o, meglio, al mar di Okhotsk, e delimitata al Sud da una 'fascia' naturale che la separa dal Pacifico e dal subcontinente indiano. Quest'area confinaria longitudinale si chiama "Terra di Mezzo" ed è costituita, procedendo da occidente ad oriente, da: penisola anatolica, massiccio kurdo-armeno-iranico, altopiano desertico del Khorasan, steppa turanica, sistema Hindukush-Alai-Himalaya, regione degli altipiani Tibet/Tchingai, deserto Sinkiang-Gobi, sistema Altai-Baikal, catena del Khingan, regione Corea-Primorye-Giappone." e sottolineando lucidamente che "...le potenze continentali dell'Eurasia, sia pure venendo a conflitto fra loro, hanno mirato all'unificazione imperiale dell'area continentale euroasiatica"....tant'è il fondamentalismo w.a.s.p. (white-anglosaxon protestant) che influenza i moderni 'cultori' dell'ideologia neoconservatrice statunitense e i loro 'compari' destroestremo radicali del suprematismo bianco continueranno a considerare l'Europa 'appendice' del sedicente "impero d'Occidente" sotto 'insegne' e bandiere grondanti il sangue di milioni di individui massacrati dall'espansionismo imperialistico-capitalista della superpotenza a stelle e strisce.
L'Occidente è un non luogo. Invenzione 'recente' dell'imperialismo "made in USA" ieri in funzione anti-sovietico/anti-comunista attualizzata nello "scontro delle civiltà" anti-islamico/anti-cinese del quale l'Europa è esclusivamente 'spettatrice' mancando completamente di una politica estera indipendente, di coordinate progettuale autonome, di sovranità politica, culturale, tecnologica e militare che non sia 'dipendente' dai diktat dell'"Impero" del male d'oltre Atlantico.
"...l'Europa occidentale estenuata dalla democrazia borghese e degradata dalla massificazione consumistica coincide con l'estrema ragione occidentale (meglio: l'appendice putrescente) del continente eurasiatico." sottolineerà più che legittimamente Lattanzio (9).

Il 'polo' di riferimento supremo dovrà essere dunque 'spostato' dall'Europa - che fu ...Germania cuore del mondo e della civilizzazione ariana dilaniata e devastata dalla seconda guerra d'aggressione mondiale scatenata contro i popoli europei dall'Internazionale Ebraica - al cuore dell'Eurasia: nella zona compresa tra il Turan a nord e la penisola arabica ed il golfo persico ovvero nello spazio imperiale attualmente occupato dalla Repubblica Islamica dell'Iran laddove - come scriverà Aleksandr Dughin "è iniziata, in modo effettivo (e non potenziale) la Resurrezione dello Spirito, dopo il lungo periodo di oscurità, di regressione geopolitica e di letargo nazionale." (10).
L'Iran esiste! E da un trentennio resiste alle minacce, ai tentativi di destabilizzazione, ai complotti e alle trame partorite dal Grande Satana statunitense e dai suoi alleati regionali: l'entità criminale sionista, i paesi arabi cosiddetti 'moderati' del wahabismo e del salafismo - l'Islam "americano" di cui parlava il compianto Imam Khomeini (che Dio lo abbia in Gloria) - le entità senza volto delle multinazionali della finanza globale, i ricatti usurocratici del Fmi e delle centrali usurocratiche mondialiste e gli improvvisati 'attori' geostrategici 'amici' di Washington (ieri Saddam Hussein e l'Iraq ba'athista, i talebani afghani, il Pakistan della marionetta filo-occidentale Musharraf, alcune tra le ex repubbliche sovietiche del Caspio o dell'Asia centrale).
Ultimo 'ammonimento' - in ordine di tempo - quello 'giunto' nella giornata di ieri dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton, la quale "ha cercato oggi di riconquistare i riflettori della politica estera Usa con un discorso ad ampio respiro a Washington dove ha ammonito l'Iran che la "porta del dialogo" non resterà aperta "a tempo indefinito". Il segretario di stato Usa è rimasto emarginato negli ultimi tempi dall'attivismo del presidente Barack Obama in politica estera, dalle iniziative affidate al vice-presidente John Biden in Medio Oriente e sull'Iraq, dalla nomina di una raffica di inviati speciali e dall'infortunio al gomito che l'ha costretta a saltare alcuni importanti appuntamenti internazionali, compresi i recenti colloqui Usa-Russia a Mosca e il vertice G8 in Italia.

Un ambizioso discorso oggi a Washington nella sede del think tank 'Center for Strategic and International Studies', giunto alla vigilia di un viaggio che la porterà da domani anche in India e in Cina, ha permesso alla ambiziosa Hillary di riconquistare il centro della ribalta della politica estera americana." (11).
'Ammonimento' tempistico che arriva a poche ore dalla tragedia che ha colpito un tupolev della Caspian Airlines schiantatosi nel nord dell'Iran e causando la morte delle 168 persone a bordo tra le quali anche gli atleti della nazionale iraniana juniores di judo. Pochi fra telegiornali e quotidiani - che pure hanno dato ampio risalto alla tragedia sottolineando lo stato di servizio del velivolo - hanno detto che tra le cause dei frequenti incidenti che hanno colpito l'aeronautica civile iraniana vi è quello dell'embargo imposto dagli USA che impedisce una manutenzione efficace degli aerei.
Tant'è una tragedia che potrebbe anche non esser affatto 'casuale' visto il post-presidenziali iraniano e le pressioni esercitate dalla comunità internazionale contro il legittimo esecutivo del rieletto Presidente Mahmoud Ahmadinejad.
E mentre la 'rivolta' dei burattini sinagogico-sistemici filo-occidentali, come previsto, è stata spazzata via dalle squadre d'azione Basijj ("Bokoshes Kafare!" grido di battaglia per le strade di Teheran in 'ebollizione'...'stile' Hzb...cortei motorizzati, caschi da motociclista, mazze e manganelli alla 'mano'....alla 'faccia' di chi ha 'sbraitato' di "repressione"....Frattini e la Farnesina pensino ai morti 'ammazzati' in Italia che a Teheran ci pensano i Guardiani della Rivoluzione a ristabilire l'ordine...inaudita, illegale, criminale e vergognosa per un paese che si vuole 'civile' la recentissima sentenza al processo Sandri..comprendiamo il dolore e la rabbia di familiari e amici del giovane ultrà laziale....) i mass media filosionisti occidentali , riprendendo 'veline' sioniste 'distribuite' dai servizi d'intelligence tedeschi per l'estero (BND), non avendo nient'altro di 'meglio' al quale 'attaccarsi' per diffamare, denigrare e demonizzare ulteriormente la Teocrazia iraniana 'inventavano' nuovi 'scoop nucleari' sostenendo che l'Iran sarebbe in grado di costruire una bomba atomica e di testarla "entro sei mesi" con esplosioni sotterranee come quelle realizzate dalla Corea del Nord pochi mesi or sono (....Teheran e Pyonjang...nuovo 'asse del male' secondo l'opinionismo invertebrato-sistemico occidentale...).
Premesso che gli iraniani hanno sovente sottolineato la natura pacifica del loro programma nucleare, che numerose sono state le 'visite' di ispettori dell'AIEA alle centrali iraniane, che niente è 'trapelato' di 'anormale' rispetto a quanto sostenuto dai dirigenti della Repubblica Islamica noi sottolineiamo che ...saranno pure affari loro! E , come ha ribadito recentemente appena rieletto, il Presidente Ahmadinejad "il contenzioso sul nucleare iraniano è un capitolo chiuso" delle relazioni tra Teheran e il resto del mondo. L'Iran andrà avanti con il suo 'programma atomico' ...piaccia o dispiaccia...a Washington, Vienna, Tel Aviv ed in qualsivoglia altra capitale sotto le forche caudine del Sionismo Internazionale.
Iran, politica e relazioni internazionali, geopolitiche 'intuizioni'....tutto e niente! Noi diciamo che nessuno 'smuoverà' la centralità rivoluzionaria, geopolitica, strategica, militare e ideologica della Repubblica Islamica dell'Iran...


DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA "ISLAM ITALIA"

Note -

1 - Zbigniew Brzezinski (Varsavia, 28 marzo 1928) è un politico e politologo statunitense.
Immigrato dalla Polonia negli USA dopo la seconda guerra mondiale, ottenne la cittadinanza americana nel 1958. Si è distinto nel mondo accademico per le sue analisi politiche e la sua conoscenza dell'Europa e dell'URSS«»№«». Infatti, è considerato uno dei maggiori esperti di politica internazionale con particolare riferimento ai rapporti con l'Unione Sovietica. È stato Consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter (dal 1977 al 1981). È tuttora membro effettivo della Commissione Trilaterale.
Tra le principali iniziative da lui intraprese, si ricorda il finanziamento dei mujahiddin in Pakistan e Afghanistan durante la Guerra Fredda, e precisamente nel 1979. I maggiori sostenitori di tali combattenti furono la CIA, l'ISI (servizi segreti pakistani) e l' MI6 ( servizi segreti inglesi). Tale provvedimento aveva lo scopo di liberare l'Afghanistan dai russi che lo avevano invaso, evitando che la minaccia sovietica si espandesse in Asia centrale.
Nel marzo 2008 Barack Obama lo ha pubblicamente ringraziato per il suo contributo e i servigi forniti agli Stati Uniti d'America.«»
Interessante sottolineare il ruolo attualmente svolto dal giudeo polacco naturalizzato 'yankee' Brzezinski quale 'eminenza grigia' dell'attuale amministrazione Obama. Brzezinski, già entrato nella storia per aver contribuito nel dicembre 1979 ad "imbrogliare i sovietici trascinandoli nel pantano dell'Afghanistan" (parole di Walter Slocumbe, sottosegretario alla Difesa dell'allora presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, che così 'sottolineava' l'impegno profuso dal consigliere per la sicurezza nazionale e dall'allora capo della CIA, Robert Gates, per 'fregare' i vertici del Cremlino i quali - sia detto per inciso - caddero in un "trappolone" dal quale non riuscirono più a venir fuori se non, un decennio più tardi, con le ossa rotte e le reni spezzate. L'Afghanistan rappresenterà "il Vietnam dell'URSS". Il 'testimone' pare passato da Brzezinski-padre a quattro dei suoi figli saliti sul carro di Obama: Mark (direttore della sezione Affari Russi ed Eurasiatici del Consiglio della Sicurezza Nazionale durante l'amministrazione Clinton e tra i principali promotori della rivoluzione "arancione" che destabilizzò nel 2004 l'Ucraina), Ian (attualmente vice-segretario di Stato aggiunto per gli affari della Nato e per le politiche europee e noto sostenitore dell'"indipendenza" del Kosovo - lo stato-mafia per eccellenza , repubblica delle banane in salsa balcanica 'fondamentale' pedina per le politiche espansionistico-egemoniche statunitensi nella regione europea centro-meridionale e laboratorio sperimentale per i nuovi narcotraffici targati USA - dell'espansione verso Est della Nato e dei missili ABM in Polonia), Mika (commentatrice politica alla MSNBC la cui intervista a Michelle Obama, la first-lady negra, ha contribuito notevolmente ad 'alzare' l'"obama-mania") ed infine Matthew, grande amico di Ilyas Akjmadov , "ministro degli esteri" ed ambasciatore a Washington della cosiddetta "opposizione cecena" ovvero il rappresentante ufficiale del 'talebanismo' wahabita caucasico.

In merito al ruolo e all'importanza di Brzezinski nel "dietro le quinte" della politica statunitense 'obamita' rileviamo quanto scritto da Eric Walberg per "Al Ahram Weekly" : "Una geopolitica anti-russa ed anti-musulmana, con il marchio "Brzezinski", dominerà una futura amministrazione Obama. In Second Chance: Three Presidents and the Crisis of American Superpower, pubblicato lo scorso anno, Brzezinski spiega la sua agenda per il Nuovo Ordine Mondiale senza alcun rossore. A quanto pare, vi è un risveglio politico globale che va avanti, l'obiettivo del quale è la "dignità". Non lo sviluppo economico, non l'alleviamento della povertà, non la sovranità nazionale contro l'FMI e la Banca Mondiale. Solamente la vecchia semplice dignità, anche se il tipo di dignità cui Zbig aspira è quello raggiunto attraverso la secessione, la balcanizzazione e la creazione di deboli staterelli per ogni minoranza etnica, naturalmente sottomessi agli USA. Pensate: il Kosovo e -- se ottiene quello che vuole -- la Cecenia. Demagogia neo-wilsoniana al servizio non della pace ma delì dominio mondiale USA, dell'accerchiamento della Russia e del controllo del mondo arabo. Nel sostenere Obama Zbig ha detto: "Ciò che per me rende Obama attraente è che comprende che viviamo in un mondo molto diverso dove dobbiamo metterci in relazione con una varietà di culture e di popoli". Il presunto approccio globale ed il fascino trans-etnico, trans-razziale di Obama si trovano proprio nel testo accademico di Zbig o piuttosto Second Chance, che sarà il manuale per la campagna e la presidenza Obama.
Obama è letteralmente una seconda opportunità (Second Chance) per Brzezinski: dopo aver distrutto l'Unione Sovietica e frantumato il Patto di Varsavia, ora vuole smembrare la stessa Federazione Russa e dare il tocco finale all'Afghanistan trasformandolo in una inespugnabile base militare USA contro Cina, Russia . . . la lista è infinita. Forse Zbig sogna di restaurare la Grande Polonia del 1600 circa -- dal Mar Nero al Baltico, tutto controllato da piccoli aristocratici tipo szlachta come . . . i Brzezinskis? Il blog dell'Economist si è espresso meglio: "Un nuovo cervello per Barack Obama! Ha 78 anni [Nota ed.: ha 80 anni] e funziona ancora alla perfezione. Appartiene a Zbigniew Brzezinski, il pungente ex consigliere della sicurezza nazionale di Jimmy Carter".

L'idealismo messianico della campagna di Obama non si era visto dai giorni di un'altra creatura di Brzezinski -- Jimmy Carter, che lo fece consigliere della sicurezza nazionale con risultati disastrosi. Nel 1976 l'ossessione anti-russa di Brzezinski lo indusse a fomentare l'ascesa del fondamentalismo islamico, che reclamizzò come il maggiore baluardo contro il comunismo sovietico. Webster G. Tarpley sostiene che Brzezinski fosse persino il principale animatore dietro le scene nel rovesciamento dello Scià di Persia e nell'insediamento al potere a Tehran dell'Ayatollah Khomeini. Brzezinski si preoccupò meno del Medio Oriente e del suo petrolio che del bisogno di un centro dal quale il fondamentalismo islamico del tipo più retrogrado potesse penetrare il ventre molle meridionale dell'URSS. Per Brzezinski lo spazio tra la frontiera meridionale dell'URSS ed il litorale dell'Oceano Indiano divenne un "arco di crisi" e dobbiamo ringraziare il suo operato per gli orrori che hanno avuto luogo lì fino ad oggi. La Dottrina Carter del 1980 -- secondo la quale gli USA erano determinati a dominare il Golfo Persico -- è alla radice della prima Guerra del Golfo, dell'attuale guerra in Iraq e della possibile guerra all'Iran. I grandiosi schemi di trasformazione mondiale di Brzezinski hanno provocato la ripresa della Guerra Fredda e dato alla luce al Qaeda e senza il contenimento russo i risultati avrebbero potuto facilmente essere molto più tragici di quanto si siano rivelati. Dal 1980, la disillusione provocata da Carter portò all'incubo del regime Reagan. Ma questo non fu certo motivo di grande preoccupazione in Brzezinski -- un semplice blip sul suo schermo radar.

Nel 2008, abbiamo un oscuro senatore dell'Illinois, un neofita senza alcun risultato legislativo del quale parlare, ma con una grande quantità di promesse utopistiche, compresa quella di risolvere una volta per tutte il problema razziale. La recessione, la disoccupazione e l'allarmante crescita della povertà non contano niente; un'età dell'oro è a portata di mano grazie alla sua personalità magnetica. Dal momento che Obama non sa nulla di politica estera, queste materie verranno adeguatamente gestite dalla cabala di Brzezinski.

Ma pare vi sia un piccolo intoppo. Nonostante la recente servile genuflessione pro-israeliana di Obama, la lobby ebraica non si fida ancora di lui. Forse proprio perché sa chi è l'eminenza grigia dietro di lui, e non può sopportarla, e nemmeno lui loro. Rivolgendosi alla cricca dell'AIPAC in un'intervista al Daily Telegraph, Brzezinski ha detto: "Non operano discutendo ma calunniando, diffamando, demonizzando. Tirano fuori immediatamente l'antisemitismo. C'è un elemento di paranoia in questa inclinazione a considerare qualsiasi serio tentativo di arrivare a un compromesso pacifico come qualcosa diretto contro Israele". Ma allora Brzezinski era un attore chiave negli Accordi di Camp David del 1978 di Carter, detestati dai sionisti per la rinuncia al Sinai in cambio di una "pace fredda" con l'Egitto. Certamente Brzezinski non è un sionista intransigente, sebbene sia felice di permettere la distruzione della Palestina. Forse è, sotto il suo aspetto affabile , ancora il quintessenziale antisemita polacco, con una visione del Nuovo Ordine Mondiale senza Israele al centro. Comunque, se manitiene lo slancio, potrebbe essere in grado di aggirare i sionisti a Washington e portare il suo cavallo primo al traguardo. In questi giorni i sionisti sono sulla difensiva, per i processi alle spie e persino per il J Street Project, un gruppo lobbistico ebraico che -- gasp -- osa criticare Israele. E' questo allora l'aspetto consolante in una vittoria di Obama?" ( Articolo "Zbigniew Brzezinski sarà la vera eminenza grigia di Obama" di E. Walberg - disponibile in rete all'indirizzo internet www.uruknet.info )

2 - Zbigniew Brzezinski - "La Grande Scacchiera - Il mondo e la politica nell'Era della supremazia americana" - ediz. "Longanesi" - Milano 1998;

3 - Articolo - "L'Europa sulla grande scacchiera" a cura del Centro Studi e Ricerche Metapolitiche "Orientamenti & Ricerca" ;
4 - Maurizio Lattanzio - articolo "Eurasia-Islam: fondamenti geopolitici" dal mensile "Avanguardia" di Trapani;
5 - Aldous Leonard Huxley (nome completo)
Data di nascita: 26 luglio 1894
Luogo di nascita: Godalming (Surrey, Inghilterra)
Data di morte: 22 novembre 1963
Luogo di morte: Los Angeles (California, Usa)

"Aldous Huxley nasce nel 1894 in Inghilterra da una famiglia di grandi tradizioni culturali: il nonno è uno dei più fervidi sostenitori delle teorie darwiniane e lo zio è scrittore, mentre tra i fratelli figura un biologo di fama mondiale e un premio Nobel per la medicina. Anche Aldous sogna un lavoro nel campo medico e per questo s'iscrive a Eton, ma ben presto manifesta i segni di una grave forma di cheratite, malattia che in pochi mesi gli toglie quasi completamente la vista. Si laurea comunque in medicina usando il braille, ma non può chiaramente far carriera in quel campo e quindi decide di dedicarsi alla letteratura, laureandosi nuovamente nel 1915 a Oxford. In questo stesso periodo comincia anche a scrivere, pubblicando prima alcune raccolte di poesie per poi, progressivamente, avvicinarsi al romanzo, in cui esordisce nel 1921 con 'Giallo cromo'. Nel 1923 si trasferisce in Italia, dove rimane, a parte un paio d'anni passati a viaggiare in India, fino al 1930 (e dove accudisce, nei giorni della malattia, l'amico D.H. Lawrence): qui compone anche 'Punto contro punto', romanzo influenzato dalle idee di James Joyce che riscuote un certo successo di critica. Negli anni '30 vive tra la Francia e l'Inghilterra e comincia a interessarsi di politica, dando alle stampe nel 1932 'Il mondo nuovo', romanzo fantascientifico profondamente pessimista che è tuttora considerato il suo capolavoro. Viaggia poi in centro America e negli Stati Uniti, dove nel 1937 viene curato finalmente in maniera efficace agli occhi e riacquista quasi interamente la vista (ringrazierà l'equipe medica nel 1942 col libro 'L'arte di vedere'). Interessato sempre più dalla filosofia, dal misticismo e dalla storia, pubblica alcuni saggi, tra cui 'Filosofia perenne', e un famoso romanzo storico, 'I diavoli di Loudun', fino ad avvicinarsi alla meditazione indotta dalla droga. Nel 1954 scrive infatti 'Le porte della percezione' e nel 1956 'Paradiso e inferno', composti sperimentando su di sé gli effetti della mescalina e dell'acido lisergico (il famoso LSD, di cui a quel tempo non si conosceva appieno la pericolosità), diventando in un certo senso un anticipatore dei mondi alternativi indotti dalle droghe (non a caso i Doors, uno dei gruppi rock più rappresentativi della fine degli anni '60, prendono il nome dal titolo originale de 'Le porte della percezione'). Nel 1959 rivisita, in una serie di saggi, le teorie contenute in 'Il mondo nuovo', dimostrando che certe profezie si sono in realtà già avverate, e tre anni più tardi pubblica il suo ultimo romanzo, 'L'isola'. Attivo anche nel mondo del cinema fin dagli anni '40 (epoca in cui si trasferisce, infatti, in California), partecipa alle sceneggiature di alcuni capolavori dell'epoca come 'Orgoglio e pregiudizio', 'La porta proibita' (famoso adattamento di 'Jane Eyre' con Orson Welles) e il cartone della Disney 'Alice nel paese delle meraviglie'. Muore il 22 novembre 1963, il giorno dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, a causa di un cancro alla lingua." (dal sito internet www.ilpotereelagloria.com Sezione Biografie) ;

6 - consigliamo tra i tanti: Alfred Mahan - "The problem of Asia and its effect upon future of American Foreign Policy" - 1900 e , soprattutto, di Hans J. Morgenthau l'ottimo "Politica tra le nazioni - La lotta per il potere e la pace" - ediz. "Il Mulino" - Bologna 1997 testo 'basilare' per comprendere l'approccio ultra-realistico, 'imperialistico' e determininistico alle relazioni internazionali dell'ex . Relazioni internazionali che gravitano attorno ai concetti di "potere" e di "equilibri di potere" aggiornando una antica ma sempre utilissima modalità di analisi della politica.
Sempre di Morgenthau ricordiamo altri volumi pubblicati negli Stati Uniti: In Defense of the National Interest (1951) New York, NY: Alfred A. Knopf. The Purpose of American Politics (1960) New York, NY: Alfred A. Knopf. Crossroad Papers: A Look Into the American Future (ed.) (1965) New York, NY: Norton. Truth and Power: Essays of a Decade, 1960-70 (1970) New York, NY: Praeger. Coauthor with David Hein. Essays on Lincoln's Faith and Politics. (1983) Lanham, MD: Univ. Press of America for the Miller Center of Public Affairs at the Univ. of Virginia.
• Sui rapporti 'interni' al Sistema Mondialista consigliamo invece del prof. Carroll Quigley i seguenti testi: The Evolution of Civilizations: An Introduction to Historical Analysis. First edition, 1961, New York: Macmillan, 281 pp.
• Translated into Spanish as La Evolucion de las Civilizaciones. Mexico City: Hermes, 1963.
• Translated into Portuguese as A Evolucao das Civilazacoes. Rio de Janeiro: Editora Fundo de Cultura, 1963.
• Second edition, 1979, Indianapolis: LibertyPress / Liberty Fund, 444 pages,
• Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time. 1966, New York: Macmillan, 1348 pages. Reprinted by Rancho Palos Verdes: GSG & Associates, 1975,
• The World Since 1939: A History. (A reprint of the second half of Tragedy and Hope.) 1968, New York: Collier Books, 676 pp.
• The Anglo-American Establishment: From Rhodes to Cliveden. 1981, New York: Books in Focus, 354 pages,
• Weapons Systems and Political Stability: A History. 1983, Washingon DC: University Press of America, 1064 pages,

Fondamentale , e necessario da tradurre, "Tragedy and Hope" ....voluminosa opera sulla "storia del mondo nel nostro tempo" scritta nel 1966 per anticipare l'avvento di un Mondo unipolare, unidimensionale e 'globalizzato' e 'frettolosamente' ritirata dalla circolazione perchè 'scomoda' (tra le prime 'apparizioni' pubbliche di tesi organiche e proposte progettuali dei 'desiderata' degli alchimisti stregoni della società mondializzata).

7 - Guido Giannettini - "Dietro la muraglia" - "Ciacci editore" - Catanzaro 1979;
8 - Maurizio Lattanzio - ibidem;
9 - Maurizio Lattanzio - ibidem;
10 - Aleksandr Dughin - "Continente Russia" - ediz. "All'Insegna del Veltro" - Parma 1991;
11 - Articolo "H. Clinton torna alla ribalta con ammonimento a Iran" di Cristiano Del Riccio dal sito dell'Agenzia Ansa www.ansa.it


17/07/2009


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