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INTERVISTE 2007
Intervista a Maurizio Blondet
Giovanna Canzano – iniziativameridionale
Il direttore Maurizio Blondet
Canzano Gli ebrei nella storia dell'Occidente sono sempre stati
presenti a livello economico, ma solo dopo Marx hanno iniziato
ad influenzare con le loro tesi tutto il pensiero occidentale,
tesi che, hanno elaborato per i non ebrei, mentre loro come
ebrei non si sono mai allontanati dai loro originari
insegnamenti.
Blondet Prima precisazione: non l'economia, ma l'usura è stata
l'attività degli ebrei prima dell'emancipazione generale.
Un'attività anti-economica e distruttiva.
Una usura così spietata, che in Europa per salvare i poveri, i
francescani organizzarono sistemi alternativi e più caritatevoli
di prestito, come i Monti di Pietà e i Monti dei Pascoli
(paschi), a cui il contadino poteva conferire il grano in erba,
non ancora maturo, senza essere strozzato.
L'usura spietata, insieme al commercio della vodka, era ancora
la prima attività ebraica nel mondo russo e polacco ancora al
principio dell'800.
Gavriv Derzavin, il maggior poeta russo prima di Puskin e
funzionario zarista (fu ministro sotto Alessandro II), inviato
nel 1796 a capire perché fosse scoppiata una carestia in
Bielorussia (fertilissima «terra nera», dove la fame era stata
sempre sconosciuta), documenta che i responsabili erano gli
ebrei.
«Ingannano gli ubriachi, li spogliano dalla testa ai piedi, li
gettano in completa indigenza».
Fanno in modo che i contadini, indebitati presso di loro,
«acquistino tutto ciò di cui i contadini hanno bisogno presso di
loro, a prezzi tre volte più cari, e non vendano la loro
produzione agricola se non a loro, a prezzi inferiori a quelli
reali».
Seconda precisazione: l'influsso degli ebrei sul pensiero
occidentale non comincia con Marx, bensì dalla «emancipazione»
decretata dalla Rivoluzione Francese nel 1791, quando
Robespierre decretò il Terrore e insieme la piena cittadinanza
degli ebrei, con pieni diritti.
Terza precisazione: l'influsso sulla cultura occidentale è
stato, per così dire, corrosivo, volto a valorizzare ogni
trasgressione dalle tradizioni europee.
Ma non è esatto dire che gli ebrei non si sono mai allontanati
dagli originari insegnamenti.
Ai tempi di Cristo, quella ebraica era una religione «del
Tempio», basata sul culto esclusivo del tempio di Gerusalemme.
Distrutto questo da Tito, la religione divenne un culto del
«Libro», teoricamente della Torah, ma in pratica del Talmud -
ossia delle sentenze dei rabbini, che proprio allora
cominciarono ad essere raccolte.
Dunque l'ebraismo del secondo secolo dopo Cristo non era più
quello che aveva conosciuto Cristo; ci fu una religione nuova,
che essenzialmente rigettava la precedente attesa del Messia,
visto che il Messianesimo aveva «prodotto» Gesù, che non vollero
riconosce re come l'atteso.
In questo senso, è sbagliato chiamare «fratelli maggiori» gli
ebrei: sono i nostri fratelli minori, una religione
post-cristiana anche se anti-cristiana.
Canzano L'illuminismo ebraico, al contrario dell'illuminismo
della cultura occidentale non ha aperto gli ebrei verso una
realtà e un mondo senza Dio?
Blondet L'illuminismo ebraico non nacque spontaneamente
all'interno dell'ebraismo, chiuso da secoli nel suo ghetto
spirituale.
Fu «forzato» dai governi europei, essenzialmente allo scopo di
integrare gli ebrei nella vita nazionale allora nascente.
Giusto 200 anni fa, nel marzo 1807, Napoleone convocò un «Gran
sinedrio» dei maggiorenti giudaici per sapere da loro cosa,
nelle leggi e nelle norme religiose ebraiche, si opponesse a una
completa integrazione nella civiltà europea e laica.
Tra le domande poste dall'imperatore: «Un giudeo ha il permesso
di sposare una cristiana?»; «Ora che i giudei sono cittadini
francesi, considerano la Francia la loro patria? Si sentono
tenuti a difenderla?».
I maggiorenti risposero, mentendo, sì a questo genere di
domande.
Oggi gli intellettuali ebrei considerano questo atto di
Napoleone, una offesa al popolo ebraico.
E' un'offesa chiedere agli ebrei di essere leali al Paese di cui
sono cittadini; mentre questa domanda viene posta, senza
riguardi, ai musulmani.
In Russia, l'emancipazione fu forzata dagli zar per gli stessi
motivi: integrare gli ebrei.
Ma incontrò la sorda, tenace resistenza di tutta la comunità.
Ilya Frank, uno dei pochi ebrei illuministi, denunciava in
questo l'azione oscurantista e oppressiva dei rabbini.
Essi, diceva Frank, hanno introdotto «regolamentazioni molto
rigide allo scopo di isolare gli ebrei dagli altri popoli, e
ispirato agli ebrei una profonda avversione per le altre
confessioni».
Anziché «coltivare la virtù della convivialità», i rabbini hanno
«innalzato e consolidato un muro per così dire indistruttibile,
il quale, circondandoli di tenebre, li separa da tutti coloro
fra cui coabitano».
Nel 1793 c'erano in Russia almeno un milione di ebrei: essi
indebitavano i contadini come abbiamo visto, ma non parlavano il
russo, bensì yiddish.
Leggere libri russi era vietato.
Il già citato Derzavin raccomandava, nel suo rapporto, di
«cancellare il loro odio verso i popoli eterodossi, e annientare
le loro dissimulate velleità di impadronirsi delle cose altrui»:
non era polemica, era quello che aveva visto coi suoi occhi in
Bielorussia.
E' sbagliato dire che l'illuminismo, che ha secolarizzato gli
europei e li ha resi miscredenti di massa, non ha indotto gli
ebrei sulla strade di un laicismo senza Dio.
Solo con molta benevolenza quella ebraica può essere definita
una religione.
Difatti, manca di un elemento essenziale: non ha un messaggio di
salvezza.
Non ha nemmeno una concezione dell'aldilà.
Tutto ciò che vuole e promette è la conquista fisica, militare,
di un pezzo di terra che sarebbe stato loro promessso da Dio, la
Palestina.
Una conquista e una promessa tutta chiusa nell'aldiquà, vorrei
fosse chiaro.
La preghiera tipica degli ebrei è: «L'anno prossimo a
Gerusalemme».
Ovviamente, questa promessa di una Gerusalemme può essere
interpretata in modo spirituale, simbolico, dove Gerusalemme è
il paradiso.
Gesù la interpretò così.
Ma fu rigettato appunto perché diceva «il mio regno non è di
questo mondo».
La religione ebraica si occupa solo di questo mondo.
Il suo Dio non è universale, ma nazionale: c'è solo per gli
ebrei, non per gli altri.
E può essere, per giunta, forzato e «ingannato» con vari trucchi
e accorgimenti, in modo da costringerLo a fare ciò che gli ebrei
vogliono; taccio su altri elementi non esattamente religiosi:
dalla preghiera di Kippur, in cui gli ebrei dichiarano in
anticipo «nulli, senza validità e inesistenti», tutti «i voti, i
giuramenti, le promesse» che faranno nell'anno seguente,
specialmente nella stipulazione dei contratti - con ciò dandosi
il diritto di frodare, e insieme l'assoluzione preventiva delle
frodi.
Taccio anche sulle fatture di morte (pulsa denura) che i loro
rabbini possono compiere, e sulla vendita di amuleti con cui
detti rabbini, anche nel «moderno» Israele, si arricchiscono a
danno dei gonzi.
Dunque questa non è una religione.
Non c'era nulla che l'illuminismo potesse cancellare in senso
laicista.
Ciò che rende ebreo un ebreo, è il disprezzo degli altri popoli
(ripetutamente definiti «animali parlanti» nel Talmud) e la sua
orgogliosa convinzione di essere «ontologicamente superiore» ai
goym, come s'insegna ancor oggi nelle yeshivoth.
Canzano «Pasqua di Sangue» di Ariel Toaf è da leggere come un
autogol degli ebrei, o, se vere le sue storie, gli ebrei stessi
è come se ci volessero comunicare che ormai non temono nessuno e
non hanno più bisogno di nascondersi?
Blondet Ovviamente, esistono ebrei intelligenti e
intellettualmente onesti, che nutrono dubbi sulla loro
«religione» nazionale, esclusiva e oscurantista-primitivista.
La salvezza di Dio non può essere solo per noi, dicono i rabbini
del movimento Naturei Karta.
E' chiaro che una religione così primitiva e feroce contrasta
troppo con il senso dei diritti universali e della dignità
dell'uomo, di ogni uomo, che è più o meno diventato senso
comune.
Toaff ha agito in buona fede.
Si è visto come è stato trattato dalla sua comunità: in pratica,
abbiamo assistito al rogo di un libro, pratica di cui gli ebrei
accusano i nazisti, e questo nel ventunesimo secolo.
Canzano Mastella con la sua proposta di legge vuole non solo
negare la ricerca storica e condizionare la libertà
d'espressione, ma in qualche modo anche «imprigionare» il
pensiero libero occidentale che in questi ultimi anni si è fatto
strada nella nostra cultura?
Blondet La risposta è sì.
Ovviamente, Mastella non dà alcun valore alla libertà di
pensiero, perché non pratica il pensiero, ma la corruzione e il
malaffare.
A lui, il sacrificio imposto dalla sua legge (impostagli sotto
dettatura dell'Anti Defamation League, emanazione del B'nai B'rith,
la massoneria «riservata» agli ebrei) è parso un sacrificio
leggerissimo.
Canzano I «Protocolli dei Savi di Sion», un documento molto
discusso e dato per non vero soprattutto dagli ebrei (vedasi
«Pasqua di Sangue» con quale rapidità è stato ritirato dal
commercio e smentite le sue tesi) ha in qualche modo il suo
seguito negli scritti di Marx, dove «tra le righe» si potrebbe
leggere non come si crede la presa del potere dei proletari, ma
degli ebrei stessi, con tesi economiche molto valide e strumenti
intellettuali che un «operaio» in realtà non potrebbe capire e
far suo?
Blondet Marx ha scritto un saggio contro gli ebrei.
Tuttavia il suo ebraismo si rivela nella sua critica
dissolvitrice di ogni ordine antico, occidentale, europeo e
cristiano, vissuto come «trucco della borghesia per tener
soggetto il proletariato». Questa è purissima mentalità ebraica.
Non a caso Marx è uno dei grandi «maestri del sospetto», coloro
che in Europa hanno gettato il sospetto sull'onestà di ogni
movente umano.
Un altro maestro del sospetto è Freud: per il quale gli slanci
più puri di altruismo nascondono solo la fondamentale pulsione
sessuale, naturalmente «rimossa» nell'inconscio.
Per lui, noi mentiamo continuamente a noi stessi.
Quasi tutti i maestri del sospetto sono ebrei, tranne uno, e di
rilievo: Nietzsche, il vero padre del radicalismo contemporaneo,
l'ispiratore del laicismo alla Pannella.
Canzano I popoli antichi avevano sempre un Dio a cui credere e
rivolgere le loro preghiere; invece, sempre dopo Marx, gli
operai non hanno più bisogno di un Dio?
Blondet Come ho già detto, gli ebrei non hanno un Dio in senso
proprio.
Hanno una entità-potenza che si è legata a loro con un contratto
esclusivo (l'Alleanza), e che può essere manipolata per ottenere
da Essa ciò che loro vogliono.
Essenzialmente, con operazioni magiche.
E' un residuo di una religiosità primitiva, estremamente rozza,
che era già stata superata dagli Egizi. Ciò che invece è vero, è
che lo stato attuale dell'Occidente «secolarizzato» è una
anomalia assoluta nella storia dell'umanità.
Mai l'uomo ha creduto di poter fare a meno di una speranza
eterna, di un Dio da pregare o di una «via di salvezza» da
percorrere (come il buddhismo) per uscire dall'aldiquà.
Solo oggi l'uomo si sente come essere puramente zoologico, senza
destino superiore.
L'attività dissolvitrice ebraica ha avuto una grande parte in
questa condizione patologica. Un'umanità così è destinata
all'auto-annullamento, perché se Dio non c'è, allora non ci sono
sforzi da fare, cause per cui battersi e magari morire; c'è solo
il piacere da perseguire, prima di finire, come cani e vacche,
nel nulla della morte biologica.
La stessa civiltà non può essere mantenuta, con questo stato
d'animo: e infatti degrada di giorno in giorno.
Biografia
Maurizio Blondet, nato a Milano nel 1944, giornalista per vari
giornali e settimanali fino al 2005, inviato speciale di guerra
e giornalista economico.
Ha scritto vari saggi: «Gli Adelphi della dissoluzione», «I
fanatici dell'Apocalisse», «Complotti vecchi e nuovi», «11
settembre, colpo di Stato in USA», «Chi comanda in America»,
«Osama bin Mossad», «Israele, USA, il terrorismo islamico»,
«Schiavi delle banche», «La strage dei genetisti», «L'uccellosauro
ed altri animali», «Cronache dell'Anticristo», e da ultimo,
«Selvaggi col telefonino». E' prossimo all'uscita il suo ultimo
lavoro «Stare con Putin?»
Può dire oggettivamente di essere un autore che spesso ha dato
il là al dibattito intellettuale, verso nuove strade: ma non
viene mai citato da quelli che copiano e riprendono le sue idee.
Ciò perché chi dice la verità sugli ebrei e agli ebrei, diventa
una «non-persona».
Da ultimo, è stato licenziato dal «cattolico» Avvenire.
Ora dirige un sito di informazione e riflessione alternativa,
www.effedieffe.com letto ormai da decine di migliaia di persone.
18/11/2007