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INTERVISTE 2007
Giovanna Canzano
intervista
FILIPPO GIANNINI
13 Novembre 2007
…“la sinistra si vede scavalcata dalle innumerevoli
realizzazioni sociali di Cianetti, di Rossoni, di Bottai e,
infine,
anche di Bombacci e così di seguito, oltre, ovviamente di
Mussolini stesso.
Quelle realizzazioni sociali che i nostri bolscevichi avevano
garantito e che, invece, si sono rivelate un sanguinoso
fallimento. Il centro destra, d’altra parte, sa bene che un
serio confronto su quel che riuscì al Fascismo potrebbe
risultare rovinoso; e allora ecco i due schieramenti
perfettamente allineati sul termine:
“Fascismo, male assoluto”…. (Filippo Giannini)
CANZANO – Oltre ad essere un di architetto romano classe 1931 ed
aver lavorato sia in Italia che all’estero, cosa mi può
raccontare dei suoi anni giovanili? quale è il suo passato?
GIANNINI - Il passato remoto: Balilla.
CANZANO - E il suo passato prossimo?
GIANNINI - Prossimo in senso relativo: in quanto, affascinato
dalla creazione di uno Stato Corporativo, fui uno dei primi
iscritti al Msi. Avevo 16 anni.
CANZANO: Come nacque in lei la passione per la storia, dato che
i suoi studi avevano radici così diverse?
GIANNINI - Debbo fare una premessa: abbandonai l’attività
politica negli anni ’50 perché ero assorbito da altri impegni,
fra i quali la frequenza nella facoltà di Architettura era,
allora, obbligatoria. Dato che avevo fatto il biennio in Italia,
completai gli studi in Australia dove, poi, vissi e lavorai a
lungo. Tornai in Italia, con la mia famiglia, nel 1985.
CANZANO - Trentatré anni filati?
GIANNINI - Con interruzioni. Proprio durante uno miei rientri,
era il 1980, mi capitò una cosa, diciamo piuttosto curiosa. Come
missino mi ero interessato soltanto al presente, con ispirazione
al sociale, come le ho detto, e molto poco alla storia del
fascismo e di Mussolini. In quel 1980 mi capitò di ascoltare
alla radio un servizio sul terremoto che allora aveva devastato
l’Irpinia. Un cronista stava intervistando un contadino il quale
raccontò che a seguito di quel disastro aveva perduto la casa e
una figlia. Il cronista chiese se tutto il paese fosse andato
distrutto. Il contadino rispose che tutto era stato raso al
suolo, tranne quelle costruzioni edificate in seguito al
terremoto del luglio 1930. Fu a questo punto che la trasmissione
si interruppe improvvisamente, per riprendere poi, a sbalzi.
CANZANO - Interruzione democratica?
GIANNINI - Certamente non era una interruzione di carattere
tecnico, ma chiaramente voluta. Quel contadino aveva richiamato
alla memoria un terremoto, del quale io mai avevo sentito
parlare, che aveva distrutto la stragrande maggioranza delle
abitazioni e le uniche rimaste in piedi o leggermente
danneggiate erano quelle “costruite dopo il terremoto del 1930”.
Fu quella interruzione che suscitò il mio interesse e che mi
spinse ad indagare.
CANZANO - In che senso?
GIANNINI - Come ho detto prima, io non sono uno storico. Proprio
questa mia mancanza ha fatto sì che io mi dedicassi alla storia
come la intendevo io: cioè scrivendo solo su documentazioni. Con
questa impostazione ho iniziato a fare ricerche partendo proprio
da quel sisma del 1930. Così appresi che Mussolini, appena
venuto a conoscenza del sinistro, convocò il Ministro dei Lavori
Pubblici Araldo Di Crollallanza e gli consegnò la somma di 100
milioni per avviare la ricostruzione. Del modo come questa
avvenne tutti gli italiani dovrebbero approfondire la conoscenza
facendo un parallelo con quanto si verificò in situazioni simila
ri nel dopoguerra. Alla Stazione Termini di Roma era predisposto
un convoglio ferroviario attrezzato per emergenze del genere. La
sera stessa Di Crollalanza convocò tecnici e operai per una
immediata partenza. Il Ministro stabilì il suo quartier generale
in un vagone e lo pose al centro della zona devastata dal sisma.
Per concludere: in poco meno di un anno tutte le case furono
ricostruite con sistemi antisismici: quelle, appunto, che
avevano resistito al sisma del 1980. Ma non è finito: Araldo Di
Crollalanza in occasione di un rapporto che fece a Mussolini,
restituì all’erario una decina di milioni, perché “gli erano
rimasti”. A dirlo oggi sembra che si parli di un altro mondo.
Pensi che una sera, per le polemiche che sorsero in seguito di
denari elargiti per la ricostruzione dei danni causati dal sisma
del 1980, misteriosamente spariti, l’allora Presidente della
repubblica Sandro Pertini si affacciò sul video, con
l’immancabile pipa in mano e, guardandomi fisso negli occhi,
pose a me e a tutti gli spettatori che fine avessero fatto quei
finanziamenti. Ha capito? Lo chiedeva a me!
CANZANO - Quindi in seguito a questo avvenimento in lei nacque
la passione per la storia. . .
GIANNINI - Esattamente. Continuando i miei studi, mi deve
credere, fu come se mi si aprisse una sipario. Questa ricerca
iniziata, grosso modo, nel 1980 mi ha portato ad indagare negli
Archivi dei vari ministeri e nelle biblioteche. E, pur con la
massima modestia, debbo dire che è stata fruttifera.
CANZANO - Un lavorone. Chissà quando finirà, perché le menzogne
e le falsità continuano.
GIANNINI - Ripeto, io scrivo solo su documentazione. Dopo aver
completato una collana di cinque volumi sul periodo di
Mussolini, per quanto ne so, nessuno ha potuto contestare quanto
riportato nei miei libri.
CANZANO - La demonizzazione di tutto ciò che è riconducibile a
Mussolini è stata solo una propaganda della sinistra?
GIANNINI - Non è solo la sinistra che demonizza il Fascismo, ma
tutta l’area dalla così detta estrema sinistra, anche quella del
centro destra. E’ un continuo, esacerbato, puntuale attacco a
quel periodo. D’altra parte (non vorrei scivolare nella
politica, ma quando entra in scena quel periodo, immancabilmente
il richiamo alla politica è indispensabile), la sinistra si vede
scavalcata dalle innumerevoli realizzazioni sociali di Cianetti,
di Rossoni, di Bottai e, infine, anche di Bombacci e così di
seguito, oltre, ovviamente di Mussolini stesso. Quelle
realizzazioni sociali che i nostri bolscevichi avevano garantito
e che, invece, si sono rivelate un sanguinoso fallimento. Il
centro destra, d’altra parte, sa bene che un serio confronto su
quel che riuscì al Fascismo potrebbe risultare rovinoso; e
allora ecco i due schieramenti perfettamente allineati sul
termine: “Fascismo, male assoluto”. E dato che detengono il
monopolio dell’informazione, possono sostenere quel che per loro
è più opportuno. Guardi quanto ha detto il P.M. De Magistris,
titolare dell’inchiesta “Why not”, uno dei mille e mille
scandali che hanno colpito il nostro Paese da sessant’anni ad
oggi. Ebbene, De Magistris, persona colta e certamente
integerrima, per evidenziare che l’autorità politica si è
attivata per togliergli l’incarico, cosa illecita e arrogante,
ha detto che questo modo di operare gli ricordava quello
fascista. La verità, invece, è completamente diversa: il regime
fascista, per far sì che la Magistratura rimanesse al di sopra
delle parti, vietò ai magistrati l’iscrizione al Pnf. Quando
Mussolini ritenne di dover intervenire a difesa del Regime,
creò, con legge del 25 novembre 1926 n. 2008, il Tribunale per
la difesa dello Stato, escludendo dalla sua composizione i
magistrati ordinari. Questo valeva anche nel periodo della Rsi.
Infatti allora le sentenze venivano pronunciate “nel nome della
Legge”, quindi senza alcun riferimento né alla Repubblica
Sociale, né al Partito Fascista Repubblicano, né, tantomeno, nel
nome del Duce. Questo per confermare come un uomo di valore
quale è De Magistris sia stato raggirato dal potere mediatico
dell’attuale regime.
CANZANO - Mussolini è sullo stesso livello di Hitler?
GIANNINI - È uno dei tanti tentativi messi in atto dalla vulgata
resistenziale: affiancare alle vere, reali o esagerate stragi
hitleriane, la figura di Mussolini. In uno dei miei articoli
scrissi che fra i due personaggi, Mussolini e Hitler, c’è la
stessa differenza che può sussistere fra un cavallo castano e un
ippocastano. Per andare direttamente al sodo della questione
principale, e mi riferisco al così detto Olocausto ebraico,
l’unico Capo di Governo, nel periodo 1939-1945, che si oppose
alla consegna degli Ebrei ai tedeschi fu Benito Muss olini. Nel
mio ultimo volume, che riguarda appunto questo argomento, ho
dimostrato che né Stalin, né Churchill, né Roosevelt, né i
partigiani, fecero alcunché per salvare gli ebrei da quelle che
vengono ricordate come le camere a gas. E tutto questo è
dimostrato. Infatti i tedeschi effettuarono l’assalto al ghetto
di Roma dopo la defenestrazione di Mussolini, e non ancora
insediatasi la Rsi. Uno dei maggiori storici israeliani, Léon
Poliakov, scrisse che dove entravano le truppe di Mussolini, lì
si ergeva uno schermo protettore. Il male assoluto va cercato
altrove.
( CANZANO-
www.fasciitaliani.it/Documenti%20eVolantini/LA__GRANDE__MASCALZONATA.pdf
)
CANZANO - Gli ebrei, l’Olocausto, i numeri giusti dei deportati.
. .
GIANNINI - Se tutto si svolse secondo la letteratura dei
vincitori, allora è un problema di coscienza esclusivamente dei
tedeschi. A me interessa mettere in luce la storia “vera”. Se
dovesse risultare che Mussolini e i fascisti hanno delle
responsabilità nello sterminio, io sarei il primo a prenderne
atto e farne denuncia. Per quanto risulta dalle mie ricerche la
verità è quella che ho indicato nei miei volumi i quali, lo
ripeto, sono documentati. Il risultato che proviene dai
documenti mi dice che la verità è assolutamente diversa da
quella che è stata tramandata. Sono l’autore di una collana che
ha per titolo “Benito Mussolini – l ’uomo della pace”. Pertanto
o io sono un pazzo, oppure la pazzia (ma è meglio definirla:
malafede) è altrove.
CANZANO - Perché “della pace”?
GIANNINI - La definizione non è mia. La lessi su qualche libro e
non mi meraviglierei se fosse, addirittura di De Felice. “Della
pace”, perché Mussolini ha costruito e i suoi sforzi furono
sempre indirizzati verso una più alta giustizia sociale. Per
avvalorare questo giudizio, non dimentichiamo i giudizi dei
Pontefici, a prescindere da come fu giudicato da Pio XI, con il
suo “L’uomo inviato dalla Provvidenza”, a Pio XII che attestò:
<Mussolini è il più grande uomo da me conosciuto, e senz’altro
fra i più profondamente buoni>, per non ci tare, infine, le
parole di stima e di apprezzamento di Papa Roncalli.
CANZANO - Ed ora come intende operare?
GIANNINI - Continuerò a studiare, a scavare, a promuovere, come
stiamo facendo, investendo la Magistratura delle indagini, di
una ricerca, che anche se riguarda la storia contemporanea,
vorrei indicarla come “ricerca archeologica”. Archeologica
perché non fu il tempo a interrare la verità, ma fu l’uomo.
BIOBIBLIOGRAFIA
Filippo Giannini è nato a Roma l’8 agosto 1931. Architetto, ha
lavorato oltre che in Italia, in Libia e in Australia, vive a
Cerveteri . E’ collaboratore di numerosi quotidiani e periodici.
Ha pubblicato i seguenti libri:
Benito Mussolini l’uomo della pace – Da Versailles al 10 giugno
1940.
Benito Mussolini l’uomo della pace – Dalla marcia su Roma
all’assalto al latifondo.
Benito Mussolini l’uomo della pace – Il sangue e l’oro.
Benito Mussolini l’uomo della pace – Dal 25 luglio a piazzale
Loreto.
Benito Mussolini l’uomo della pace – Uno schermo protettore,
Mussolini, il fascismo e gli ebrei.
Altre notizie sul sito: www.filippogiannini.it
18/11/2007