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INTERVISTE 2008
GIOVANNA CANZANO INTERVISTA
GIANO ACCAME
Il negazionismo della Shoah attraverso la ricerca storica
…non si è trovato sinora alcun documento firmato da Hitler sullo sterminio. Libri recenti confermano che nel bunker di Hitler non ne sapevano niente né la sua dattilografa Junge Traudl, né un alto ufficiale della Wehrmacht a lungo attivo nel gabinetto del Führer: solo dopo la sconfitta, di fronte ai documentari della propaganda alleata, ne furono sorpresi e sconvolti… (Giano Accame)
A pochi giorni dalle commemorazione connesse con la Giornata della Memoria della Shoah che si terranno il prossimo 27 gennaio, abbiamo chiesto a Giano Accame cosa ne pensa della precedente condanna di Irving.
CANZANO
- Cosa pensa della condanna in Austria dello storico britannico?
ACCAME - Condannando lo storico inglese David
Irving come negazionista dell'Olocausto i magistrati austriaci
hanno forse voluto far dimenticare gli entusiastici bagni di
folla con cui il connazionale Adolf Hitler venne accolto a
Vienna ai tempi dell'Anschluss,
cioè
dell'annessione dell'Austria al Terzo Reich; e la crudele
collaborazione di tanti austriaci alle persecuzioni antiebraiche.
In realtà
i carcerieri austriaci di Irving, nel loro eccesso di zelo,
hanno manifestato una continuità col nazismo: li unisce il
mancato rispetto della libertà..
In tedesco per definire certi comportamenti si usa l'espressione
di Radfahrer, ciclista, perché chi pedala in bicicletta piega la
testa verso l'alto, i poteri dominanti, e con i piedi pesta
verso il basso.
Per quel che ho letto di Irving nei libri pubblicati dal nostro
comune editore Enzo Cipriano, non mi sembra che lo si possa
definire negazionista. Basta aprire alle pagine 538/539 il suo
libro su La guerra di Hitler per imbattersi in episodi dello
sterminio ebraico, che non vi sono affatto negati. Subito dopo
leggiamo: E così via. Irving poco dopo sostiene: "Può sembrare
strano e rispetto a quanto è effettivamente successo poco
rilevante. Ma è vero: non si è trovato sinora alcun documento
firmato da Hitler sullo sterminio. Libri recenti confe rmano che
nel bunker di Hitler non ne sapevano niente né la sua
dattilografa Junge Traudl, né un alto ufficiale della Wehrmacht
a lungo attivo nel gabinetto del Führer: solo dopo la sconfitta,
di fronte ai documentari della propaganda alleata, ne furono
sorpresi e sconvolti".
Irving ha inoltre, con curiosità discutibile, espresso dubbi
sulle cifre dello sterminio, ma persino il maggiore storico
dell'olocausto Raul Hillberg indica cifre variabili e al
campo-museo di Auschwitz hanno ridotto il numero delle vittime
sulla targa. Vi sono eventi su cui la precisione può apparire
superflua, ma è assurdo condannare lo storico che intenda
accertarla. In fin dei conti può essere interessante sapere che
mentre Hillberg nel suo studio scientifico su La distruzione
degli Ebrei d'Europa (Einaudi 1995) quantifica in le vittime a
Auschwitz, al processo di Norimberga Höss, comandante tedesco
del campo, venne fatto confessare (secondo Irving sotto tortura)
di averne "gassato" due milioni e m ezzo, in aggiunta al mezzo
milione di decessi per malattia.
Ripeto: di fronte all'orrore di quello che è successo queste
contabilità hanno un senso molto relativo. Ma punirle col
carcere è altrettanto insensato, specie se a farlo sono tedeschi
e austriaci, sempre con toni da primi della classe.
CANZANO - I nostri intellettuali hanno la
libertà di esprimersi anche se non sono di sinistra?
ACCAME - Si, abbiamo dovuto nuotar contro
corrente e ci hanno reso la vita difficile, ma non ci siamo
lasciati chiudere la bocca. Un paradosso della liberazione è
d'aver quasi subito creato due nuovi reati d'opinione:
l'apologia del fascismo e il vilipendio della resistenza. In
teoria non avremmo più potuto né parlar male dei nostri
avversari, né bene di noi stessi. Ma a quest'assurdità non ci
siamo piegati. Dall'Uomo qualunque, a Rivolta ideale, al
Candido, all 'Asso di Bastoni, al Borghese e a tanti altri
organi di stampa la pubblicistica di destra sin dal dopoguerra è
stata libera e vivacissima. Non condivido atteggiamenti
vittimistici.
CANZANO - Il fascismo è
nato come movimento di resistenza contro il comunismo che
iniziava a prendere piede dopo la Russia anche in Italia?
ACCAME - Non fu solo anticomunista. Ci fu anche
una critica antiplutocratica,
contro
il liberal-capitalismo.
Il tema della guerra del sangue contro l'oro resta attuale, nel
quadro della globalizzazione finanziaria. Mi sembrano ridicoli
tanto gli eroici soldatini dell'antifascismo, che continuano a
battersi contro un sistema scomparso nella prima metà
del secolo scorso, quanto chi combatte contro il comunismo, i
cui residui in Europa sono poco rilevanti. Credo nei poteri
nazionali e popolari delle democrazie che oggi rappresentano nel
mondo il sistema politico migliore e dominante, ma la vigilanza
critica deve esercitarsi sui poteri attuali più
che su quelli scomparsi. Non credo al dogma dell'immacolata
concezione della liberal-democrazia, che come ogni sistema ha
commesso crimini ed errori da cui conviene guardarsi.
Giano Accame (Stoccarda, 1928) è un giornalista e scrittore italiano.
Ligure di adozione e tradizioni familiari, fratello di Falco Accame, ex parlamentare del PSI e presidente della commissione difesa della Camera. Negli anni 60 è stato dirigente del Movimento sociale italiano, da cui poi uscì.
E' stato inviato speciale di vari quotidiani, stretto collaboratore di Randolfo Pacciardi nell'effimera esperienza di Nuova Repubblica, anticipatrice, durante gli anni Sessanta, del dibattito sulla repubblica presidenziale. Redattore del Borghese e de Il Settimanale, collaboratore a Lo Stato.
È stato ricercatore per gli Annali dell'economia italiana (IPSOA) di Epicarmo Corbino e Gaetano Rasi. Tra il 1988 e il 1991 è stato direttore del Secolo d'Italia ed ha collaborato con diversi quotidiani come Il Tempo, Lo Specchio, Vita, Il Fiorino.
Giano Accame è considerato, insieme a Piero Buscaroli, Franco Cardini e Marcello Veneziani, uno degli intellettuali storici della destra italiana. Un pensatore eretico per le posizioni controcorrente, basti pensare alle critiche avanzate alla politica di Gianfranco Fini, stimato anche dalla sinistra.
Giano Accame é noto anche per essere stato, probabilmente, il primo intellettuale di destra ad avere posizioni filoisraeliane
Nel 2004 è uscito da Alleanza Nazionale.
Bibliografia:
Il fascismo immenso e rosso,1990
Il potere del denaro svuota le democrazie,1998
Una storia della Repubblica, 2000
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)
26/01/2008