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LETTERE 2007
Ad Arzignano (Vicenza) la Lega Nord decide di utilizzare l'immagine del Che per la campagna di tesseramento.
Benvenuta Lega laddove ai neofascisti è proibito...pensare
Ecco come spiega questa "trasgressione" il segretario del Carroccio arzignanese Massimo Signorin, " è un modo per attirare i giovani , senza i quali la politica è fatta solo di idee vecchie, ma è anche un mezzo per smascherare l'appropriazione del Che da parte della sinistra. Sono venuti in molti a chiedere spiegazioni ai simpatizzanti di sinistra è stato difficile spiegare che il Che non era comunista , mentre le persone di destra avevano paura che volessimo passare dall'altra parte". Cosa poi intendesse il Che per comunismo o sovietismo internazionale è un'analisi possibile solo se si tiene presente il principio che il Che considerava il marxismo-leninismo un semplice strumento per la liberazione di tutti i popoli latinoamericani contro le ingerenze degli USA, iniziando proprio da Cuba, combattendo contro il dittatore Fulgencio Batista difeso ANCHE dai comunisti nella ormai celebre e decisiva battaglia di Santa Clara. E il "sovietico-marxista" Gen. Peron ne ha dato ampia testimonianza attraverso l'ntervista che a suo tempo rilasciò a Jean Thiriat e nel suo elogio funebre in memoria dell'eroe nazionale Che Guevara.
Comandante Che: il movimento bolivariano che si sta estendendo in tutto il Sudamerica è il frutto della Tua ostinata ed eroica lotta per la liberazione dei popoli latinoamericani dal gioco yanque, prima, e poi per l'affermazione di quei principi sociali che noi italiani ben conosciamo, come la cogestione/socializzazione....E lo dimostra il movimento FA.SI.PAT (fabbrica senza padrone) nella Repubblica Argentina e le centinaia e centinaia di aziende venezuelane ugualmente socializzate.
E per noi italiani ci resta la consolazione del pensiero del nostro Prof. Manlio Sargenti (per i giovanissimi: il giovane novantenne prof. Sargenti, all'epoca capo-gabinetto tecnico del Ministro Tarchi, fu colui che diete un "vestito giuridico" alla legge sulla socializzazione delle imprese del 1944): " la socializzazione gli italiani la riceveranno di ritorno dall'estero".
Noi della CULTA, movimento d'opinione che appoggia i lavoratori italiani - e non solo - che lotta per una democrazia compiuta attraverso l'inserimento dei lavoratori nel processo produttivo -come peraltro previsto dall'art. 46 della Costituzione Italiana - siamo fieri di aver dato il giusto risalto, nel nostro sito, a quei personaggi che hanno dedicato la loro esistenza per il bene dei lavoratori, incluso il mitico CHE a cui abbiamo anche dedicato il più bel motivo musicale ispirato alla sua lotta per la liberazione del sudamerica dal gioco americano.
E benvenuta alla Lega se ci aiuta a combattere la nostra giornaliera battaglia contro i comunisti ( i Minà italiani e stranieri) che vogliono dipingere di rosso vivo le idee di Filippo Corridoni, di Bombacci, di Mussolini, di Solaro, di Tarchi ecc.ecc.
Angelo Faccia - seg.gen. culta
www.confederazioneculta.org
italia-repubblica-socializzazione
01/04/2007