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LETTERE 2007
TONNO PALMERA IN OFFERTA SPECIALE
Roma, 24 settembre 2007
La recente crisi che ha investito l'azienda Tonno Palmera pone in evidenza come, ancora una volta, innanzi al disinteresse del mondo politico e sindacale, si ammolino i destini di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie, in nome delle selvagge leggi del libero mercato e della speculazione.
I cialtroni dei sindacati di CGIL, CISL e UIL unitamente al ciarpame comunista radicale starnazzano solamente contro l'azienda senza dire che, come per gioco si passa dalle scatolette di tonno agli immobili, dalla produzione industriale alla costruzione di strutture turistiche, sulla pelle di oltre 200 lavoratori vittime, da una parte delle perverse logiche di fusione ed accorpamenti che vedono una multinazionale, in questo caso la Bolton (proprietaria del Tonno Rio Mare) pronta a fagocitare il marchio Palmera e, per esigenze strutturali, coinvolgere la produzione altrove, sicuramente non in Sardegna, lasciando a spasso i lavoratori dell?azienda ittica di Olbia; dall?altra, di una continua speculazione immobiliare, sospinta irrefrenabilmente dalle decisioni del governatore cameriere Soru di escludere interventi entro 2 km dalla costa, in questo caso pianificata dal gruppo Pirelli Re, già attivo nel rifacimento del vicino centro urbano di Golfo Aranci e pronto a riconvertire, con la complicità dei politici comunisti regionali di turno, il terreno su cui sorge lo stabilimento nei pressi di Olbia. Innanzi all?ennesima manifestazione di arroganza da parte del grandi capitale, a solo danno dei lavoratori, delle loro famiglie e del territorio, il MS FT propone una soluzione che possa conciliare il salvataggio dell?azienda e i posti di lavoro, e non con la costituzione di un tavolo di lavoro proposta dal Ministro Bersani dove a sedersi saranno i soliti noti, ma attraverso l?intervento diretto dell?amministrazione locale, sindaco Giovanelli in testa (al quale la Fiamma Tricolore potrebbe fungere da consulente tecnico), chiamando in causa imprenditori che possano mantenere la produzione in Gallura congiuntamente ad un tentativo di socializzazione dell?azienda stessa, in attuazione dell?art.46 della Costituzione; nonché promuovendo normative che impongono alle imprese Multinazionali o a grandi gruppi, che siano in procinto di rilevare aziende sul territorio, di mantenere obbligatoriamente la produzione in loco, al fine di salvaguardare almeno i posti di lavoro.
Piero Puschiavo
Segreteria Nazionale
Responsabile linea politica
01/10/2007