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LETTERE 2006
E’ successo ancora!!!
Ovviamente non potevano servire processi burla, denunce pro-forma, lamentele sussurrate, provvedimenti annunciati e mai applicati; l’ospedale di Capri continua ad essere il regno-salvadanaio di qualcuno dei soliti noti, intanto a distanza di una settimana si verificano due episodi che chiariscono ottimamente il modo di vivere isolano. Due morti, due incidenti o due omicidi vengono taciuti semplicemente perché la stagione estiva è in pieno fermento e nulla può o deve turbare l’apparente quiete di questo buon ritiro dove ogni vizio e’ virtù ed ogni trasgressione è concessa. Come se il menzionare una delle tante svariate disfunzioni che affliggono l’isola possa d’incanto bloccare o rallentare il tranquillo scorrere della vita caprese fatta di placide serate scambiste, simpatiche riunioni di cocainomani, affollati simposi pedopornografici.
Su quest’isola dove una volta fiorivano i limoni e cresceva la maggiorana oggi c’e’ una incredibile varietà di giornalisti, politici e filosofi, ma nessuno ha mai sollevato la questione della sanità caprese, tutti indaffarati, concentrati su temi di effimera profondità.
Sarebbe bastato un cronista, un galoppino per descrivere lo sfacelo di cui e’ facile avere evidenza un ospedale fatiscente, gestito in modo personalistico da una oligarchia di medici, ognuno con il proprio piccolo orticello da innaffiare.
A causa di questo una ragazza di 33 anni ed un bambino di pochi giorni hanno perso la vita, le sommarie indagini hanno liquidato il tutto come “complicazioni post-operatorie” nel primo caso e “tragica fatalità” nel secondo caso. Sicuramente è semplicistico liquidare gli episodi così, se nel primo caso la formula è abbastanza nota e sbrigativa, non dovrebbe essere tale la prassi utilizzata per fare indagini. Perché per una normale cisti ovarica, che presenta un basso grado di difficoltà, si sono avute complicazioni tanto letali? Non dovrebbero saltare agli occhi degli inquirenti precedenti accuse di imperizia professionale gravanti sulle spalle di qualche elemento dell’equipe?
Il secondo caso, denunciato come difficoltà congenita respiratoria, ha avuto un tragico epilogo purtroppo a causa dell’inadeguatezza delle strutture e del ritardo dei soccorsi. Ma già da sole queste cause non basterebbero per aprire un procedimento nei confronti della struttura sanitaria e come responsabilità oggettiva del suo direttore sanitario? Non e’ un aggravante sapere che lo stesso identico caso, per fortuna senza tanto tragiche conseguenze, si era verificato tre mesi prima?
In quel caso si riuscì a trasportare il bambino nell’ospedale Santobono, nel quale rimase per quindici giorni salvandosi, però nessuno pensò di attrezzare una simile unità di soccorso o quanto meno di formare del personale in maniera più consona. L’episodio rimase a conoscenza di pochi perché i genitori preferirono non fare passi in merito ne tantomeno dare risalto all’accaduto.
Credo che la funzione principale di chi scriva per il pubblico sia quella di fomentare la nascita di idee, spunti di riflessione e spirito critico. Non e’ un caso che due delle più grandi strutture aziendali capresi offrano tanti personaggi alla scena politica, SIPPIC e OSPEDALE Capilupi, sebbene tanto differenti sono due aziende i cui meccanismi di controllo coincidono con i quadri dirigenti. E lo stesso meccanismo hanno creato nelle rispettive amministrazioni comunali.
In uno scenario come questo e’ normale se il Dottor X, commette un errore in sala operatoria, lo stesso Dottor X, componente del consiglio comunale, non possa iniziare un procedimento di indagine o tutela della collettività sanzionando la struttura ospedaliera. Oppure il dirigente dell’azienda che fornisce energia elettrica e per caso o dolo violi la legge , si trovi nelle condizioni di essere sanzionato da se stesso in quanto rappresentate del comune. E di queste incongruenze se ne trovano sia nel comune di sopra che in quello di sotto, eppure la popolazione sembra non rendersene conto, neanche quando si trovano a fare la processione a casa di questo o di quell’amministratore comunale, ignorando anch’essi per quale figura fanno un cotanto vile strisciare.
La cultura del favore elargito ha avuto il sopravvento sulla cultura, sicuramente più faticosa perche’ comporta studio, del diritto e del dovere.
Perché gli assessori dei comuni isolani, medici nell’ospedale, non fanno nulla per migliorare la situazione? Verrebbe da pensare che ci sguazzano, ci marciano insomma che hanno trovato la loro bella fetta di torta da mangiare, ma insomma un ospedale così piccolo, un presidio, bhe devono avere delle vite proprio misere se si accontentano di ciò, verrebbe da pensare a loro come a quei vecchi contadini di paese che rimasti scapoli fino a cinquant’anni alla fine decidono di accasarsi con alla vecchia perpetua del curato pur di godere, in ritardo, anche loro della vita che ormai gli e’ scappata di mano. Poveri loro che sono e rimarranno dei miserabili, poveri coloro che capiteranno nelle loro mani…..
Il vostro preoccupato E. Souchak
04/08/2006