LETTERE 2006

 

Salve a tutto lo staff.
Ho letto con vivo interesse, da appassionato di storia dell' Aeronautica, il vostro articolo
http://www.italiasociale.org/Storia_articoli/storia120306-3.html
a firma di Laddie Lucas.
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Fra i vari fatti strani relativi alla Regia Aeronautica in cui sono incappato nella mia lunga "storia" di appassionato di cose aviatorie ve ne sono alcune che rasentano il ridicolo, soprattutto in quanto non mi risulta che in seguito a detti episodi
l' autorità preposta abbia preso i dovuti provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Fra  (nel caso dei siluri fasulli) Alto Tradimento e Disfattismo (nel caso delle armi prive di munizioni).
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Succedeva così che ai reparti aerosiluranti, che già con i loro vecchi scassoni - sui quali gli aviatori tedeschi si rifiutavano sistematicamente di salire in quanto considerati "bare volanti", mi riferisco agli S79 e S84 - che in quanto inadatti allo specifico impiego oltre che obsoleti rischiavano grosso ad ogni avvicinamento - capitasse di centrare navi britanniche che... non affondavano in quanto le testate dei siluri erano state riempite di "fumettone" (verosimilmente una miscela chimica da esercitazione), o che a reparti da caccia basati sul valido Reggiane 2001 capitasse di volare, per settimane, tirando al nemico con le sole due mitragliatrici Breda/SAFAT da 12,7 in quanto i due Mauser subalari da 20... non erano dotati di munizionamento: non solo in volo ma nemmeno come riserva nei depositi di esplosivi della base. La prima occasione di poter sentir cantare le armi alari si verificò dopo che  un bimotore tedesco da caccia pesante atterrò all' aeroporto in cui i nostri Re. 2001 erano di stanza, "scassando", probabilmente a causa del sedime sconnesso in seguito ad un' incursione alleata che aveva disseminato le piste di spezzoni; pilota e mitragliere ne uscirono illesi per cui se ne tornarono al reparto di provenienza alla prima occasione, cioè velocemente, come era logico aspettarsi dal modello organizzativo della Luftwaffe, abbandonando di fianco alla pista il loro "110" ormai "da rottamare". Ne approfittarono i piloti e gli specialisti della squadriglia da caccia suddetta che finalmente riuscirono a mettere le mani su munizionamento adeguato (sorte voleva che sia il Me. 110 C che il Re. 2001 CN fossero armati con cannoni automatici di identico calibro, modello e cartucce) che poterono usare così proficuamente, anzi, meglio che non da progetto iniziale, in quanto le armi del Re. 2001 erano nate per sparare tutte all' unisono; il che comportava l' esaurimento prematuro dei colpi di cannone. I meccanici del campo - e questo la dice lunga sulla dedizione e l' entusiasmo del personale - riuscirono rapidamente a sdoppiare il comando del fuoco separando le "Breda" dai "Mauser" e consentendo così di indirizzare il tiro dei secondi con i traccianti delle prime, che peraltro disponevano di un ben più consistente munizionamento (in quanto a numero di colpi disponibili, 5 o 6 volte quelli dei cannoni da 20) posizionando opportunamente distanziati i due pulsanti di sparo, uno dei quali totalmente nuovo. Così anche i B 24 cominciarono a cadere più facilmente come perecotte. Particolare "cura" si prendevano i nostri piloti da caccia nell' inseguimento ed abbattimento dei quadrimotori che oltre a bombardare si abbassavano a mitragliare, con le loro numerose mitragliere, i civili sulle piazze e per le strade.
Nello specifico si trattò del 59° Stormo intercettori, Sqdr. 232 e 234, impiegate proficuamente nella difesa di Livorno, Firenze, Pisa. Ritengo poi citate nel Bollettino di Guerra n. 1099.
Per gli episodi di siluri sabotati non ricordo bene se si trattasse del diario di guerra di Martino Aichner o di Cimicchi.
Me ne son letti fin troppi e così, a memoria...
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Piuttosto se potete darmi una mano nelle mie ricerche sto annaspando nel tentativo di trovare notizie sulla località, peraltro geograficamente a me vicina, di Fiume Veneto, e Vi spiego subito il motivo: dopo i massicci bombardamenti alleati sull' Istria - il silurificio Whitehead a dispetto della ragione sociale era italiano e sorgeva appunto a Fiume d' Istria - lo stabilimento per la produzione di dette armi venne pesantemente danneggiato. Sembra che la Luftwaffe abbia poi deciso (1944) di decentrarne gli impianti nella località omonima del Veneto (Fiume Veneto, appunto) e che qui, per alcune affinità negli elementi costruttivi, si producessero anche parti per le bombe volanti V-1. Ne avete mai avuto notizia?
Grazie sin d' ora per ogni eventuale "dritta".

Complimenti e saluti

Bruno Fanton
Treviso


 

12/11/2006


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