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LETTERE 2006
Tutti i morti sul lavoro sono uguali….ma i poliziotti sono più uguali di tutti. Per carità tutto il mio rispetto e comprensione per la famiglia del poliziotto ucciso, ma l’aspetto umano non deve farci confondere con l’aspetto politico.
Muore un altro operaio in fabbrica o nei cantieri edili sparsi nei comuni d’Italia e nessuno nè parla ( salvo una fiammata in questi ultimi mesi dovuto ad una esternazione di Napoletano) , né una protesta, né una inchiesta giudiziaria o men che meno giornalistica. Silenzio assoluto. E si tratta di lavoratori che nella loro prospettiva di lavoro il rischio di morte o di infortuni è fuor di logica. Viene ucciso un lavoratore della polizia , pagato ( poco o molto non ha importanza) anche per il rischio che deve correre, addestrato ( poco o molto non ha importanza) per correre rischi di infortuni ed anche di morte e….. si scatena l’ira di dio, mass media , funerali di Stato, indennità ed encomi per la famiglia, posti di lavoro assicurato ai figli ( maschi e in età della ragione). E tutti a genuflettersi e dico tutti a destra ( ci mancherebbe altro) e a sinistra più o meno estrema. Non sarebbe il caso che durante queste manifestazioni, funerali di stato qualcuno parlasse anche dei migliaia di lavoratori “altri “ morti ogni giorni e delle migliaia di famiglie lasciate sul lastrico e molte volte anche senza pensione.?? E stiamo parlano di decine e decine di migliaia di morti sul lavoro
Antonio Gravame
13/02/2007