LETTERE 2006

 

Egregio Direttore,

 

il 2006 ci ha lasciati con la tragica notizia dell'impiccagione di Saddam Hussein, legittimo presidente dell'Iraq.

Gli stati dell'Unione Europea, leccapiedi degli israelo-americani, continuano a sbraitare che sono " fermamente contro la pena di morte " (della serie " non ci sto " dell'ex presidente Scalfaro), ma intanto, il vecchio continente senza più spina dorsale, da culla della civiltà diventato bara del diritto (ivi compreso quello internazionale), nulla ha potuto o voluto contro la decisione dei padroni d'oltre oceano.

L'italietta carnevalesca e badogliana di Totò, l'italietta spaghettara di Alberto Sordi, l'italietta di Arlecchino e Pulcinella, da destra a sinistra, si divide con ipocriti distinguo sulla fine del Rais di Baghdad, ma alla fine ha dovuto digerire l'amara pillola che Tel Aviv e Washington (che poi sono la stessa cosa) ha ordinato loro di ingerire.

Eppure quanti personaggi di alto lignaggio sono andati alla corte di Saddam, in tempi non sospetti, per mendicare favori e commesse. Ministri, onorevoli (fra questi, personaggi del calibro di Andreotti e Forlani), per non parlare di alti prelati del Vaticano. Tutti inginocchiati alla corte irachena con omaggi e prebende pur di ingraziarsi i servizi di colui che, poco tempo dopo, sarebbe stato abbandonato assieme al suo popolo alla barbara aggressione di cui tutti siamo stati testimoni.

Gran parte dei cittadini, in genere ignoranti ed intossicati dalla propaganda giornalistico-televisiva, ma sopratutto incapaci di fare uno sforzo mentale che vada al di là dei preparativi del cenone di fine anno, sono più o meno compiaciuti dell'evento e commentano la scena del cappio attorno al collo di Saddam con frasi del tipo: " anche in Italia ci vorrebbe la stessa cosa...! ".

Il cervellino italiota ha compiuto il suo massimo sforzo: ha paragonato un grande leader dell'elevatura di Saddam Hussein all'assassino di Tommy o a quello della giovane di Felino o del taxista, oppure ad un Riina o ad un Provenzano.

Fra questi cittadini "comuni" c'è però qualcuno che emerge e rischia il tilt cerebrale quando, dopo aver attivato tutti i neuroni in un ciclopico sforzo, arriva ad affermare che però Saddam aveva ucciso, torturato e gassato migliaia di persone nel suo paese perchè era un dittatore ed un tiranno.

A parte che Saddam non ha avuto un vero processo ma una farsa sulla falsa riga di Norimberga dove un articolo dello statuto diceva che l'accusa non era obbligata nei confronti della difesa a portare le prove dei reati ascritti agli accusati se questi fossero stati di " pubblica notorietà " , a parte il fatto che gli affari interni irakeni o di altri paesi non dovrebbero interessare il " democratico occidente " che, a sua volta, ha gli armadi pieni di scheletri, che cosa direbbe l'italiano medio (anzi mediocre) se venisse istituito un tribunale postumo per giudicare e condannare i crimini americani di Hiroshima e Nagasaki ? o quelli inglesi di Dresda e Amburgo ? o di entrambi durante i criminali e deliberati bombardamenti in Italia sulle popolazioni civili (35.000 morti) ? o quelli israeliani dal 1948 ad oggi ?

Probabilmente non ci sarebbe alcuna risposta, forse un pò di imbarazzo e tanti sguardi bovini persi nel vuoto.

Ciò che è successo il 30 Dicembre 2006 viene tutt'ora sottovalutato, non ci si rende conto della gravità dell'evento che, di fatto, sancisce la fine della libertà all'autodterminazione, alla sovranità sia sociale che nazionale dei popoli. E' una chiara minaccia a tutti quanti avessero queste velleità.

Gli assordanti silenzi, gli stupidi entusiasmi, le mancate reazioni sono la prova del " NULLA " che avanza, come nel film di Wolfgang Petersen " La Storia Infinita ", dove tutto veniva distrutto perchè non c'erano più ideali, le persone non credevano più a niente e chi non crede è più facilmente manipolabile e controllabile.

Distinti Saluti

 

Gian Franco Spotti

 

14/01/2007


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