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LETTERE 2008
Il CASO CIARRAPICO….
“Ah fra, che te serve”?
Antico motto delle sacrestie democristiane frequentate da Ciarrapico, Andreotti e &!
“Porcu sciampin” esclamerebbero i miei compaesani montanari, mentre il siciliano Jachinu, lo scaltro agrigentino amico di Antonino, si affretterebbe con enfasi ad urlare: “Chi è stu schifiu?”.
Sibillino questo dire? Mi spiego.
Nell’incontro delle nazionali 2008, però quelle politiche, è sortito, quasi inaspettato, il nome di un sedicente fascista, il sig Ciarrapico. Perché sedicente fascista è presto spiegato.
I Fascisti, quelli veri, sono pressoché scomparsi per ragioni anagrafiche. Oggi, infatti, i più giovani tra essi ancora in vita hanno un’età che supera gli 80 anni, e che li tiene lontani dalle verbosità delle militanze partitiche politiche che, tra l’altro, non vogliono ospitarli perché lo straniero esportatore di cannonate, scusate, lui la chiama democrazia, ha spiegato che “il male assoluto… …” al che qualcuno si mise la kippà per viaggiare!
E allora chi sono i sedicenti fascisti, quelli alla Ciarrapico per intenderci, ex frequentatore d’oratori, sacrestie, parrocchie democristiane e… Andreotti!
Si tratta, in questo caso, solo di sedicente e comandato pseudo simpatizzante per quella dottrina politica. Individuo che non si può nemmeno indicare come neofascista, ammesso che esista un neofascismo statuito e fondato secondo la natura delle disposizioni legali in vigore.
Allora, chi sono i sedicenti odierni “fascisti”? Qui emerge un problema di natura filosofica e sociale che merita risposta. Semplicemente si tratta di personaggi che nutrono un’idea del Fascismo, però auto costruita e modellata a proprio uso. Dunque, nulla essi hanno da spartire con quel Fascismo che fu tragicamente travolto dalla storia che lo distrusse durante la guerra della “Idea” contro il vile dollaro. Fascismo che, però, sembra destinato a riproporsi alla faccia degli “infedeli”. Infatti, anche lo sviluppo delle equazioni lineari di campo fanno prevedere che, verosimilmente, esso si riproporrà adattato alle nuove esigenze socio politiche come unica reale terza via tra marxismo e capitalismo.
Posiamo allora affermare che, al momento, Fascisti si è in pectore, ma ciò non è nella sostanza del modus vivendi dei dichiarantisi neofascisti, cui, però, non fa capo il già nominato ex democristiano. Questo perché il Fascismo era soprattutto un credo, oltre che un’idea politica che sosteneva tesi ardite, forse troppo ardite e premature per il secolo dei trascorsi nazionalismi, ma, certo, senza quei nazionalismi esso non sarebbe nato. Però, nonostante tutto, proprio dai decadenti odierni tempi di globalizzazione, e “stupro” selvaggio delle economie locali, risorgeranno le identità nazionali in difesa dei popoli che non vorranno soccombere alla tecnocrazia bancaria sionista/statunitense.
E allora il capitalista signor Ciarrapico che si manifesta fascista, ma solo a parole, chi è? E cosa vuole nell’arengo dei possibili prossimi parlamentari? E perché il P(er) D(ove) mostra di averlo in disprezzo? E perché in guisa di fascista lo ritengono e schiamazzano il padano Bossi, l’Iscariota Anale, e via via tutti gli altri? Però, nonostante critiche e maldicenze il combattivo “nonnetto” è lì. E ciò avviene perché le candidature politiche le dirimono, ahimé, i Partiti politici. Anzi, le risolvono i loro oligarchici maggiorenti, sempre ricordando che, nel caso specifico, la folla apparentemente estesa ma oligarchica del PDL vive in realtà un regime di monopolio del potere retto dal noto 73enne dalle suole maggiorateche ha candidato l’amico Ciarrapico perché suo partner commerciale in tanti traffici!
Le cronache, inoltre, non ci parlano bene del “fascista” Ciarrapico, e ciò già depone male per ritenerlo per quello che lui strombazza d’essere. In ogni caso, serva agli smemorati, il neo arrivato iniziò la sua avventura politica a Cassino dove la sua stamperia era a disposizione della DC del tempo, di chiese e parroci, e dove anche il MSI si serviva per la realizzazione di manifesti. Poi, sempre narrano le emeroteche, fu amico di Giulio al tempo del:“Ah Fra, che te serve?”, ma fu soltanto dopo la caduta della “Balena Bianca” che riuscì a divenire proprietario delle acque di Fiuggi, presidente di una squadra di calcio, intimo frequentatore del “bassotto”, editore proprietario di giornali che possono combattere la controparte e che , dunque, servono al solito “bassotto”.
Ma perché il “bassotto” lascia spazio al Ciarrapico per esternarsi “fascista”?
Evidentemente egli spera che il personaggio che così vuole che si proclami, con scorno dell’Iscariota, tolga voti alla Destra che, se in qualche modo dovesse però affermarsi, comprerà con un posticino di ministro. “Tanto… un –sigaro- ed una croce di cavaliere, in Italia, non si rifiuta a nessuno”, e men che mai ad una bella donna che sogna il suo fascismo di facciata, e che ti fa anche sognare guardandola!
Dunque, prendersela con l’urlante Ciarrapico che si manifesta fascista è come sparare sulla Croce Rossa, perché lui sta eseguendo ordini di scuderia, e Iscariota Fini, con i suoi mugugni, dimostra di non avere capito ancora nulla della padella in cui è caduto tradendo anche la misera idea del Partito che aveva fondato aspirando, nel futuro, alla presidenza della camera dei deputatati.
Così il nostro “suonato” dalla Di Sotto, dal “bassotto”, da Ciarrapico, dalla politica… sembra aver perso lo smalto, ed appare ora confuso mentre sembra chiedersi se non fosse stato meglio restare dietro Rauti, ed altri, per apprendere qualcosa in più della res politica visto che in questo PDL dovrà scontrarsi con la rossa pantera pescivendola dalle lunghe gambe, ed altri “giovinastri” affamati di gloria e denaro.
kiriosomega
16/03/2008