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LETTERE 2007
Avete voluto la società plurinazionale? E allora …
PORGETE LE CHIAPPE
Da alcuni giorni seguo le vicende relative ai fattacci della Chinatown di Milano. E mi astengo dal pronunciarmi per timore di dire parolacce. Anche perché la Legge Modigliani/Mancino ci sta giusto per proibire "rigurgiti nazionalistici". E, poiché io sono ossequioso verso gli Ebrei (Modigliani) e verso quei democristiani che, pur di comandare, sono anche disposti a sputare sulla Trinità (Mancino), me ne sto zitto ed ubbidiente. Secondo i voleri di USA/Israel.
Solo che oggi, dopo aver letto le dichiarazioni del Console cinese sui fatti, ho deciso di rompere il silenzio. No, io non mi lagno se il console cinese dice, afferma e sostiene che, nell’applicare le leggi italiane sul territorio della Repubblica Italiana, occorre "moderazione" e "colloquio". Su questo gli do ragione, sapendo con quanta gentilezza i carri armati cinesi sono soliti sparare contro chi si ribella. Né mi lagno che lo stesso, spalleggiando i suoi compatrioti, adombri delle "discriminazioni razziste" sul fatto che i vigili urbani di Milano abbiano elevato una multa ad una commerciante cinese che contravveniva. Anche questo, in Cina, non si usa: i contravventori vengono spediti in "campi di rieducazione".
Solo che, avendo letto, di "mafia cinese", di "cinesi che non muoiono mai perché i certificati anagrafici passano dai morti ai clandestini sopraggiunti" e di "soldi sporchi da lavare", convengo sulle discriminazioni razziali. E, difatti, quando si tratta di italiani, intercettazioni ed accertamenti a non finire; ma, quando si parla di cinesi … Tutto passa in cavalleria. Compresa la scrupolosa inosservanza delle norme previdenziali che tutti denunciano sui giornali ma che nessuno persegue nelle sedi appropriate. Mentre, agli Italiani che contravvengono, multe da levare il pelo.
"Italiani", ci dice il console cinese, "se proprio volete applicare le vostre leggi, fatelo coi vostri connazionali. Se cercate di applicarle ai cinesi, vi accusiamo di razzismo". E su questo non mi resta che convenire. Hanno voluto tanti stranieri in Italia? Ed allora ne rispettino usi e costumi. E, se del caso, porgano le chiappe
15/04/2007