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LETTERE 2008
ALEMANNO-RUTELLI: BELLA ACCOPPIATA
di Filippo Giannini
E allora siamo al ballottaggio: Francesco Rutelli da una parte e Gianni
Alemanno dall’altra.
Del primo me ne frego altamente, perché se rieletto continuerà a non far
niente per quella che era, una volta, la Città Eterna. Per l’altro ho
ben altre riflessioni che qui di seguito ripropongo alla memoria di
quegli amici lettori che hanno la mente scordarella. Ripercorriamo
insieme la carriera politica che ha visto Gianni Alemanno giungere sulla
soglia del Campidoglio. Come tappa; poi lo vedremo confluire insieme ai
finiani nel Partito Democratico Cristiano del PPE.
Come anticipo vorrei ricordare che Gianni Alemanno fu uno degli artefici
dell’operazione di Fiuggi, operazione che ha portato a riappendere per i
piedi il corpo di quell’uomo a Piazzale Loreto.
Ecco allora la storia del fiuggino.
Ai funerali di Giorgio Almirante e di Pino Romualdi un ben noto ometto
pose solennemente la mano sul feretro del segretario del Msi e assicurò
che sarebbe stato l’artefice del Fascismo del 2000. Io rimasi
positivamente colpito da quel giuramento e, dato che sono un bischero,
credetti a quel gesto tanto solenne.
Passarono alcuni anni e le cose cambiarono radicalmente e, probabilmente
a suon di dollaroni, fino a giungere al gennaio del 1995.
Non è cosa nuova che l’operazione condotta a Fiuggi, in quel mese e in
quell’anno, ha prodotto in me (e certamente in molti amici lettori) un
forte sconcerto e disgusto, l’uno e l’altro perdurano nel tempo.
E’ amaro constatare che nel nostro popolo si annida, da secoli, il seme
del tradimento. Non nascondo che “quel giorno” mi sarei aspettato, dopo
la lettura delle “Tesi Programmatiche”, quale anticipo per lo
spegnimento della “Fiamma” e la nascita del “Giuda”, mi sarei aspettato,
ripeto, un rifiuto generale all’operazione finiana. Questo non avvenne.
La maggioranza, a parte un piccolo drappello, dette seguito alla nascita
della “cosa AN”.
“Quel giorno”, fatte le dovute proporzioni, fu compiuto un tradimento
che ricorda quello dell’8 settembre ’43: allora Badoglio e i suoi si
consegnarono ai nemici; nel gennaio ’95 Fini e i suoi trasferirono un
partito che, nel bene e nel male aveva una precisa collocazione, nel
campo dei tradizionali nemici.
E i “Giuda” perseverano nel loro intento.
Pochi giorni fa uno dei cervelloni di questo disgraziato Paese ha
osservato che in Italia c’è un burattinaio e ci sono dei burattini. Per
la verità io vedo solo burattini e se c’è un burattinaio, questi
alloggia oltre oceano. Ciò è tanto vero che non appena “qualcuno che
conta” afferma che Mussolini non fece uccidere nessuno, i burattini
insorgono, ligi al vecchio – ma sempre rigorosamente osservato –
“Trattato di Pace” del 1948 che imponeva, e tutt’ora impone, le più
rigide sanzioni contro il sorgere di un nuovo Fascismo e delle sue idee.
Come i lettori hanno potuto osservare, i burattini (tutti) sono insorti
confermando, una volta di più, il timore che “quell’uomo” incute a
questa masnada di disonesti e incapaci. I “tarantolati” sono consci che
se il popolo tutto conoscesse la verità sulla nostra recente storia,
probabilmente le loro fortune avrebbero, finalmente, fine. Essi sono
giunti al punto da indurre il Presidente del tempo (Ciampi) a convocare
l’infelice che ha avuto la malaugurata idea di “riabilitare” Mussolini.
Ovviamente i più accaniti sono, come al solito, gli ex “epigoni” di
Stalin, ma non meno feroci sono proprio gli ex “discendenti” di
Mussolini e fra questi spicca un certo Alemanno che, ancora unto
dell’acqua di Fiuggi, ha sentenziato: <c’è una condanna storica che è
unanime e non è stata mai messa in discussione ecc. ecc.>. E no, caro
Alemanno, forse nel crogiolo dorato della “casa delle libertà”, dove hai
fondato le tue fortune materiali, esiste una condanna del genere, ma
sino a pochi anni fa la pensavi in modo completamente diverso. Non sarai
un Pico della Mirandola e, allora provo a rammentarlo.
Giovanni Alemanno aveva iniziato la sua attività politica dal 1971 in
seno al Movimento Sociale Italiano (partito notoriamente fascista)
emergendo come attivista convinto e convincete. Dal 1972 al 1976 è stato
dirigente della corporazione studentesca del Fronte della Gioventù (i
nuovi “Giovani Fascisti”). Dal 1976 al 1981 ha ricoperto l’incarico di
dirigente provinciale del Fronte della Gioventù di Roma e di dirigente
federale del MSI per la politica scolastica. Sempre in seno al “partito
notoriamente fascista” ha svolto una intensa attività politica, passando
dalla carica di segretario provinciale del FdG (1982) a dirigente
dell’Esecutivo nazional giovanile, per poi fare parte del Comitato
Centrale del MSI (1984). Nel 1988 venne eletto Segretario Nazionale del
Fronte della Gioventù, succedendo al Segretario del Partito Gianfranco
Fini.
Ma ora viene il bello: il suo antiamericanismo (di allora) lo portò ad
organizzare, il 28 maggio 1989 a Nettuno, una drammatica manifestazione
con i giovani del FdG: manifestazione che riuscì a bloccare il corteo
del Presidente americano Bush (padre) per protestare contro la
celebrazione della occupazione alleata del 1945. La durissima reazione
delle Forze dell’Ordine causò il ferimento e l’arresto di Alemanno e di
numerosi altri militanti, provocando in tutta Italia manifestazioni di
solidarietà da parte del mondo giovanile e dei reduci della Repubblica
Sociale Italiana.
Insomma una bella carriera in “camicia nera”. Come si vede, il bagno
nell’acqua di Fiuggi era lontano e Alemanno, con i “camerati” Maceratini,
Fini, Bontempo e tanti e tanti altri ancora, erano intenti a cantare
“Giovinezza”, ad esaltare Mussolini e il Fascismo; e non fantasticavano
stupide, ignobili e antistoriche “condanne” che servono solo a tenere in
vita uno Stato che non c’è, se non quello dei corrotti e dei corruttori.
Poi l’illuminazione “sulla strada di Fiuggi”, e come per incanto, non
più “Giovinezza”, ma “Stars and Strips”, mai più il saluto romano, ma
una “condanna senza appello” di Mussolini e del Fascismo, non più
socializzazione, libero mercato.
E allora: o Alemanno e i suoi ex “camerati” erano imbecilli prima di
Fiuggi, o sono imbecilli oggi. Questo se sono in buona fede e in
perfetta onestà. Oppure Alemanno e “camerati” hanno furbescamente
sfruttato la credulità di coloro ( e fra questi c’è anche il bischero
che scrive queste note) che hanno creduto nelle idee innovatrici del
Duce del Fascismo facendone il trampolino di lancio per sedersi sulle
poltrone dorate del benessere materiale.
E’ questo il trionfo della materia sullo spirito, delle Banche sul
pensiero, del piacere sul dovere, dell’ipocrisia sulla lealtà, di Giuda
su Cristo, o, sempre parafrasando Appelius, l’apoteosi definitiva, e
senza altre speranze, dell’oro sul sangue?
In ogni caso: <Il tradito può essere un ingenuo, ma il traditore è
sempre un infame> (Benito Mussolini).
E il traditore non deve essere premiato, ma disprezzato e punito.
E allora, per tornare a bomba, come si usa dire, amici che mi chiedete
come la penso, la risposta è semplicissima: nessuna preferenza al
traditore. Oltretutto chi ha tradito non può essere premiato,
addirittura, da chi ha subito il tradimento.
Quindi al ballottaggio, tutti al mare.
Anche se dovesse diluviare.
Io ci andrò!
16/04/2008