LETTERE 2007

 

Trasmetto replica ad una tale che sul quotidiano "Rinascita" mi ha attacatto con spirito e tono inquisitoriali per un mio articolo in cui descrivo la perfetta macchina di dominio della Chiesa senza mininamente offendere la fede, che resta un diritto del singolo individuo. Ma la gentile credente confonde le due cose e si sente offesa anche da ciò che viene riferito all'istituto, che è un'altra cosa. Faccio conoscere la mia risposta ai miei lettori "elettronici" sempre a titolo di cultura. C.R.V.

 

Lettera di amicizia (cfr. “Rinascita” del 7 luglio 2007)

 

LA SCIENZA E LA FEDE

 

di Carmelo R. Viola

 

         Gentile Vittoria, solo ora ho potuto leggere la Sua catilinaria con la quale ha creduto di rivolgersi ad un mostro e con la quale si è compiaciuta di offendermi. Ma io non mi sono offeso perché la Sua reazione rientra nella psicodinamica di chi crede “quia absurdum” – come diceva S. Agostino – e non concede nulla al diverso. Il fanatismo (oggi si dice anche fondamentalismo) mi preoccupa perché – e questo certamente lo sa – è causa di fatti assai gravi come ci dimostrano certi islamici, i quali credono fermamente in verità e comandamenti attribuiti ad Allah (che poi significa Dio). Nel caso specifico, se mi consente, Ella mi fa perfino una certa tenerezza perché mi dà la misura della Sua angoscia prodotta dalle mie affermazioni.

         Mi affretto a soddisfare subito la Sua curiosità di sapere in che “razza di essere  ( o di diavolo!)” si sia imbattuta. Sono alle porte degli anni 80 e da oltre 60 anni mi batto – mi perdoni l’innocua presunzione – per la verità e per il bene dei miei simili vivendo una vita poco più che francescana. Appena nato sono stato battezzato (a mia insaputa!). Decenne, frequentavo i Padri Filippini e dicevo di volermi fare prete, convinto che la  Chiesa fosse la raffigurazione storica e strutturale della verità. Poi la guerra del 1940 mi mise in crisi e una lettura inarrestabile fece il resto. La mia nascente biblioteca si andava arricchendo anche se non soprattutto di testi religiosi e cattolici ma anche di quelli che avevano per oggetto la corruzione della Chiesa – condannata anche da Dante – e la storia dell’Inquisizione, delle Crociate e di tutte le persecuzioni sanguinarie degli eretici fino alla ghigliottina di Pio IX, riservata ai patrioti italiani.

         Davanti a cotanto scempio dell’uomo da parte dell’uomo, mi restò impresso un aforisma di Arturo Schopenhauer: “Se un Dio ha creato questo mondo, non vorrei essere io perché la miseria umana mi spezzerebbe il cuore”. Il grande filosofo evidentemente non credeva nell’”armonia del creato”! Poi sono diventato ben presto solo un uomo di scienza e tale sono rimasto. Anche se ho pubblicato giovanissimo la confutazione della tesi tomista dell’esistenza d Dio sostenuta da Garrigou-Lagrange, un uomo del Vaticano, non amo dirmi ateo ma solo laico e talora perfino “cristiano laico”, per cristianesimo intendendo solo la morale dell’amore del prossimo, attribuita ad un Cristo, la cui figura, storica o immaginaria, mi ha sempre affascinato, specie quando caccia i mercanti del tempio dicendo: “era la casa del Signore, ne avete fatta una spelonca di ladroni”. Il filosofo Bertrand Russell è più severo di me nella sua opera aurea “Perché non sono cristiano”.

         Come uomo di scienza sostengo che una cosa sono gli uomini, un’altra cosa sono i princìpi. Ma il fatto si è che la stessa Chiesa è un principio sbagliato: l’esercizio del potere fine a sé stesso che si risolve nella pretesa di imporre agli altri modalità di vita come voluti da Dio, dapprima con la catechesi infantile e poi con le leggi dello Stato. La Chiesa non ha mai rappresentato la verità scientifica solo perché tale, ma ha dovuto accettarla (esempio universale quello di Galilei) e non ha mai rinunciato volontariamente al potere temporale.          

         Come uomo di scienza e padre della biologia sociale, so che un bisogno (diritto) naturale è quello della rassicuranza affettiva: per questo l‘uomo ama immaginarsi un aldilà con un Dio, un paradiso e quant’altro: si tratta di un diritto interiore che merita ogni rispetto e per il quale da sempre mi batto “alla Voltaire”. Ma so anche che da sempre uomini furbi hanno speculato su tale bisogno creando delle religioni, cioè delle “credenze codificate”. Ce ne sono una grande quantità ed ognuna pretende di essere l’unica religione giusta, come ha ripetuto proprio oggi il Papa regnante. Ella, pertanto, ha tutto il diritto di coltivare le Sue credenze ma non di metterle sullo stesso piano della scienza. Lo dicevo anche a mia madre che pure era una credente.

         E’ anche vero che ci sono stati e ci sono credenti cattolici che credono nella carità che fanno in nome della Chiesa fino al sacrificio, ma c’è sempre qualcuno che “crede sinceramente” ed è la materia ideale per fare stare su degli istituti che si sono sempre battuti contro il socialismo, il solo sistema di vita sociale capace di abolire la povertà e la elemosina che non la estingue. Come la Chiesa cattolica, che stava al di là della barricata quando nel 1789 venne formulata la bellissima formula “libertà-fraternità-uguaglianza!” e che recentemente ha contribuito alla rovina dell’Unione Sovietica (vedi complotto Wojtyla-Reagan). Io non ce l’ho con chi crede ma con chi coltiva la psicodipendenza su cui basa la propria dominanza. Vuole sapere ancora di me? Sono rimasto povero e soffro nel vedere tanti miei simili che tendono la mano, talvolta anche perché vittime della droga. Che la Chiesa sia rimasta la stessa ce lo dice anche la recente  visita del criminale Bush al papa, che invece di richiamarlo al dovere umano, gli ha fatto il dono dell’amicizia!

         Come vede, la fede e la scienza possono convivere a condizione che ciascuna rispetti  i propri limiti. Ho riletto il mio articolo che L’ha tanto frastornata: non mi pare che Ella abbia confutato un solo punto. Soltanto Le ha suscitato dell’odio dal sapore inquisitoriale. Per amare la verità non si può non odiare la menzogna. Ed è la menzogna che odio non coloro che la professano, ci creda o no. Se mi conoscesse di persona, si vergognerebbe di quello che ha scritto contro la mia persona. Per concludere, Le auguro ogni bene.

 

Carmelo R. Viola – csbs@tiscali.it

16/07/2007


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