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LETTERE 2007
Lettera alla "Stampa" che non verrà mai pubblicata
Teramo 11 luglio 2007
Ho letto con attenzione l'articolo di Marco Ventura, dal titolo "Alt ai
negazionisti" dove è riportata la decisione del Consiglio di Facoltà di
Scienze Politiche dell'Università di Teramo di cancellare il Master
Enrico
Mattei del prof. Moffa e la notizia della creazione di un Istituto per
lo
studio delle questioni del medio oriente denominato IEMASMO.
È un lungo articolo in cui si cerca di indagare sulle "anime
contraddittorie" che si sono ritrovate introno al Prof. Moffa, ma non è
minimamente toccato il problema centrale di tutta questa vicenda fino
all'invito del negazionista per eccellenza Faurisson a Teramo il 18
maggio
scorso: la violazione della libertà di parola e d'insegnamento e di
conseguenza dell'autonomia di scelta didattica del docente che è alla
base
dell'esistenza stessa delle università italiane. Il problema, che va ben
oltre i personaggi implicati, è se il diritto di esprimere il proprio
pensiero e conseguentemente di essere ascoltate e contraddette in piena
libertà l'art xx della Costituzione lo garantisce a tutti, o a tutti...
tranne.
Non esiste nella Costituzione, il principio secondo il quale solamente
chi
ha legittimazione scientifica (non si sa poi da chi rilasciata) oppure
ha il
gradimento di 900, 10000, accademici, intellettuali ed altro, ha il
diritto
di parola in questo Paese, né, mi sembra che, questi ultimi hanno la
facoltà
e il diritto di abrogare quest'articolo della Costituzione. In linea
teorica
qualsiasi individuo può intervenire nelle aule
universitarie, piazza o altri luoghi pubblici, nel rispetto delle leggi
e
delle norme esistenti.
Anche per lo IEMASMO rientra entro la problematica della libertà, questa
volta di quella d'associazione. Non entro nel merito del tentativo
dell'articolista di presentare, anche topograficamente, l'Istituto come
negazionista. La costituzione italiana garantisce a tutto il diritto ad
associarsi con scopi e con metodi conformi alle leggi di questo Stato, e
anche in questo caso ci sono interventi tendenti a limitare o annullare
tale
libertà da parte dei soliti noti accademici, intellettuali ed altro di
cui
sopra. Anche in questo caso serve chiarezza: ammesso, ma non lo è, che
lo
IEMASMO sia un Istituto negazionista qual è il problema. Boicottarlo e
"silenziarlo" o invece sbugiardarlo nelle sedi opportune (televisione,
radio
o aule universitarie) come suggerisce La Civiltà Cattolica, oppure si
vuole
determinare per legge "le tesi storiche".
Concludo con un ricordo storico scolastico: l'imperatore Caligola nominò
"per legge" un cavallo a senatore dell'Impero Romano.
Distinti saluti
Giuseppe Roscioli, del COMITATO PER LA LIBERTA DI PAROLA E DI PENSIERO
DI
TERAMO
16/07/2007