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LETTERE 2007
Isola di Capri: storia di comune malaffare
Gentile Direttore, Le scrivo per comunicare una bella notizia. E’ finalmente tornata la censura. Finalmente i nostri figli leggeranno solo notizie corrette, scevre da turpiloqui, con il caro buon lieto fine; certo forse qualche voce critica verrà tacitata, ma è un giusto tributo al voler leggere solo notizie wind-correct, che assecondano il vento che tira. Ed ultimamente il vento che tira è abbastanza catto-liberal. Una volta era molto vento di Vichy (Capitano Renault, 1943) ora e’ cambiato.
A confermarci la lieta novella è il direttore del quotidiano di Napoli, Dott. Mario Orfeo, che con il suo operato ha dato nuovo vigore a questa pratica dimenticata. Passerò ora a raccontarVi di questo novello Catone (inteso solamente come titolo); la storia qui riportata è testimonianza diretta. Qualche tempo fa una parte del territorio Anacaprese, fu messo all’asta dal tribunale fallimentare di Milano, in quanto il legittimo proprietario aveva fatto bancarotta fraudolenta e pensato bene di espatriare in altri lidi. L’amministrazione distratta da tante altre faccende non ne ha saputo nulla fin quando non si è trovata a “navigare” su internet.A quel punto si impone una strategia: per riacquisire il territorio anacaprese si deve partecipare all’asta, purtroppo al momento dell’offerta ci si è resi conto di quanta poca liquidità ci fosse nelle proprie casse: frutto di anni ed anni di spese inconsulte e di obiettivi falliti. Il maitre-a-penser dell’amministrazione ha pensato bene di fare una uscita pubblica per motivare la popolazione all’obiettivo, per motivare un ulteriore esborso e per screditare eventuali acquirenti del fondo come speculatori senza scrupoli (loro?). L’uscita pubblica si è risolta in una lettera al direttore del giornale “Il mattino” di Napoli. L’accorato appello ha davvero sollevato le coscienze verso l’attenzione al territorio anacaprese, ma ha anche fornito il fianco a osservazioni ed a accuse per quanto è stato fatto o non fatto in questi anni. La lettera-appello non ha avuto seguito anche perché mentre la pubblicazione dell’appello comunale è stata pubblicata, le osservazioni e le domande susseseguenti hanno prontamente subito l’operato del censore. Da parte nostra che abbiamo avuto l’occasione di leggere sia l’uscita dell’amministrazione comunale che le osservazioni sollevate, dobbiamo convenire che davvero è stato interessante leggere l’opinione e gli intenti dell’amministrazione comunale anacaprese, ma forse sarebbe stato più utile, per tutti, leggere le risposte alle osservazioni del povero “censurato”, sempre e qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di rispondere. A questo punto concludo l’interrogativo, l’opera di censura è spontanea nel Direttore Orfeo o sollecitata da qualche amico anacaprese?
Per la cronaca, l’esito dell’asta ha poi davvero fatto riacquisire il territorio anacaprese, ora si è alla finestra ad aspettare che ne tirino fuori uno dei tanti conigli dal cilindro.
Il Vostro testimone E. Souchack
17/07/2007