LETTERE 2007

 

COMUNICATO STAMPA

 

RISPONDERE AL FUOCO!

 

Vicenza, 2 novembre 2007

 

Il Coordinamento Regionale del Veneto, unitamente a tutte le proprie Federazioni, porge le più sincere condoglianze ai familiari della signora Giovanna Reggiani, vittima della violenza intrinseca nell’anima di molti, troppi, zingari, rom, nomadi, extracomunitari, clandestini o meno, che trovano benevolmente ed ipocritamente accoglienza dallo Stato Italiano.

Sebbene anche oggi in questo terribile momento si grida in coro alla Giustizia, assisteremo al solito farraginoso iter burocratico che non porterà a nessuna risoluzione del problema; anzi come in molti e troppi casi assisteremo ad una assoluzione per chissà quale “vizio di forma”.

In pochi anni il nostro masochista paese è diventato una terra di conquista, dove la protezione giudiziaria viene garantita in nome di chissà quale diritto a queste comunità così diverse, così irrispettose, così violente che, consapevoli di godere troppi privilegi rispetto ai nostri cittadini, sfociano quotidianamente tutta la loro arroganza, delinquenza e violenza.

Ieri è toccato alla signora Giovanna Ruggeri, l’altro ieri, a 600 km di distanza più a nord, alla signora Lucia Comin di 62 anni, violentata con una spranga ed uccisa con un’efferata ferocia mentre al marito Guido Pellicciardi la stessa sorte gli è stata inflitta per strangolamento.

Azioni insensate per una società, che solo all’inizio degli anni novanta, non ne conosceva il problema. Ma al tempo, il “palazzo” si preoccupava di promulgare leggi contro la discriminazione razziale etnica e religiosa. A che cosa servissero al tempo nemmeno ce lo immaginavamo. Oggi però lo abbiamo capito sulla pelle della “nostra” gente.

Prima ancora, vigeva la legge Scelba, che sanciva il divieto di parlare o diffondere o insegnare una storia scomoda, un ventennio scomodo, che, benché avesse delle “colonie” popolate da gente di diverse etnie che circolava liberamente all’interno dello Stato, lo governava con severità e giustizia.  Esisteva altresì un enorme spirito patrio, che andava difeso e che veniva protetto.

Chissà che qualcuno all’interno del “palazzo”, alla luce di queste continue e terribili scene di efferata violenza, oltre ad abbassare ipocritamente la testa con lacrime di coccodrillo, si degni di alzare gli occhi e, vista l’incapacità di difendere il proprio martoriato Paese, promuova delle normative che consentano  la legittima autodifesa dando la possibilità a chi vive nella più totale insicurezza di possedere un’arma e usarla contro queste belve senza radici.

Abbiamo gli esempi delle due più grandi democrazie del mondo, cosi tanto decantate dai benpensanti della politica, le quali hanno inserito questo diritto, nella propria Costituzione. Senza badare alle chiacchiere di Michael Moore…

 

 

Piero Puschiavo

Coordinatore Regionale del Veneto

Fiamma Tricolore

18/11/2007


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