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LETTERE 2007
CASO CALVI: 25 ANNI… INUTILMENTE
Roma, 7 giugno 2007
Come tutte le inchieste giudiziarie importanti che hanno caratterizzato la vita politica e finanziaria del nostro martoriato Paese, tutto finisce con un nulla di fatto.
A rafforzare questa tesi è l’ennesima stravolgente sentenza sulla morte (assassinio o suicidio?) di Roberto Calvi, trovato impiccato a Londra sotto il ponte dei Frati Neri (il Black Friars Bridge), il 18 giugno 1982.
Dopo ben 25 anni, con un colpo di scena, si torna al punto di partenza grazie alla seconda corte di Assise di Roma che ha assolto tutti gli imputati coinvolti, quattro dei quali, precedentemente condannati all’ergastolo come l'imprenditore Flavio Carboni, l'ex cassiere della mafia Pippo Calò, Ernesto Diotallevi e Silvano Vittor, mentre per Manuela Kleinszig, ex compagna di Carboni, già precedentemente venne chiesta l’assoluzione.
Ma sulla morte del “banchiere di Dio” che, unitamente a Michele Sindona rappresentano solamente “cadaveri eccellenti”, incombono ancora molti enigmi concatenati con altrettanti casi “risolti” sommariamente o addirittura irrisolti, legati allo Stato Vaticano; come l’improvvisa morte di Papa Luciani, gli affari poco chiari della Banca IOR (l’Istituto per le Opere di Religione) di Paul Marcinkus e i suoi relativi spietati funzionari, la morte di Michele Sindona appunto, l'attentato a Papa Giovanni II, la scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori fino alla strage delle guardie svizzere con la misteriosa morte di Alois Estermann, Gladys Meza Romero e Cédric Tornay, passando naturalmente dal prestigioso e potente Opus Dei (chiamatosi sempre fuori dall’allora responsabile Don Maio Lantini) fino alla Loggia Massonica P2.
Questioni anguste che non avranno mai una verità, un responsabile, un colpevole, proprio perché gli ambienti e i personaggi coinvolti sono finanziariamente e politicamente potenti, intoccabili ed inavvicinabili, al contrario di chi, preso per strada, è stato scelto come esecutore materiale del più grande attentato terroristico mai avvenuto in Italia, la strage di Bologna dove, nonostante un avvicendarsi di processi nella più totale confusione tra pseudo testimoni, bugiardi, prezzolati depistatori e criminali attendibili, si è giunti all’inconfutabile sentenza che il più povero o il più giovane doveva pagare per una Strage di Stato in cui non sono ancora stati individuati i veri mandanti ed esecutori materiali proprio perché lo Stato non può incolpare se stesso. E mentre si posa la definitiva lapide sulla questione Calvi-Banco Ambrosiano, l’innocente Luigi Ciavardini sta scontando l’ingiusto ergastolo. L’in…giustizia è nuovamente fatta!
Piero Puschiavo
Segreteria Nazionale
Responsabile linea politica Fiamma Tricolore Veneto
19/06/2007