LETTERE 2007

 

Ho letto l'appello di numerose personalità padovane per il francobollo in onore di Concetto Marchesi nel cinquantenario della morte.
Nulla da dire ovviamente sulle qualità del latinista. Qualche riserva invece sulla coerenza del "patriota": questo integerrimo antifascista aveva prestato nel 1931 giuramento di fedeltà al regime.
Ma soprattutto trovo assurdo che si onori con un francobollo Gentile e qualche anno dopo con un altro francobollo il mandante del suo assassinio. Ricordiamo come si concludeva il proclama lanciato da Marchesi nel numero del 15 marzo 1944 della Nostra lotta, organo teorico clandstino del PCI: "Per i manutengoli del tedesco invasore e dei suoi scherani fascisti, senatore Gentile, la giustizia del popolo ha emesso la sua sentenza: morte!".
Sarebbero queste le "speciose ragioni" che i firmatari denunciano come movente del rifiuto all'emissione del francobollo? E che significano le loro elucubrazioni sul "clima manicheo" che si respirava in quegli anni? Quale "clima manicheo" può giustificare un barbaro assassinio, perpetrato da un vile sicario su un uomo inerme che si stava battendo per la pacificazione degli italiani? E perché quello stesso "clima manicheo" non vale allora anche per giustificare le violenze della parte opposta? A me quel proclama ricorda tanto quello di Sofri contro Calabresi. No, credo che in clima di "nuove BR" e di risorgente terrorismo quel francobollo sarebbe un assai brutto segnale.


Franco Damiani
 

 

24/02/2007


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