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LETTERE 2006
SIONISMO E GIUDAISMO
di Matteo Castagna
Tutti i media asserviti alla storiografia ufficiale hanno riportato la notizia del Convegno Internazionale sull'Olocausto di Teheran, svoltosi dall' 11 al 13 Dicembre 2006.
Tutta la "nomenklatura" politicamente corretta ha commentato, con sdegno e disgusto, che non è possibile consentire che si svolga una conferenza in cui alcune persone si permettano, anche solo di porre interrogativi sulla realtà storica dell'Olocausto ebraico.
Nell'Europa liberale, sappiamo esserci persone in galera per averlo fatto.
Io ritengo opportuno porre 10 considerazioni, partendo proprio dalle parole della relazione del rabbino Aharon Cohen, del gruppo ortodosso anti-sionista, chiamato "Naturei
Karta":
1) "Prima di tutto consentitemi di esprimere agli illustri organizzatori di questo convegno la riconoscenza per aver consentito ai miei colleghi ed a me l'opportunità di esprimere il nostro punto di vista sulla questione.
Consideriamo questa opportunità un grande privilegio".
2) "Come è noto, il Sionismo e l'Olocausto nel corso degli anni si sono sempre più venuti intrecciando e i sionisti ne parlano continuamente per portare avanti la loro ideologia ed i loro obiettivi illegittimi".
3) "Il Sionismo è un concetto secolare e nazionalista relativamente nuovo - ha poco più di cent'anni - del tutto privo di etica e di morale. Anche bisogna dire che purtroppo ci sono gruppi religiosi tra il popolo ebraico che sono stati coinvolti e infettati dalla filosofia nazionalista del Sionismo ed hanno incatenato il Sionismo al Giudaismo, in modo scorretto e falso, contrario agli insegnamenti del Giudaismo tramandati di generazione in generazione". Su questo ultimo punto, noi cattolici potremmo dissentire, in quanto riteniamo esservi notevoli complementarietà tra la dottrina talmudica ed il Sionismo. Continua Cohen: " Il Giudaismo insegna che la Terra Santa oggi conosciuta come Palestina fu sì promessa al popolo ebraico, ma solo in base a determinate condizioni. Sostanzialmente dovevamo mantenere i più alti valori morali, etici e religiosi".
Ciò che, ahimé, il rabbino Cohen non ammette è che la condizione fondamentale per mantenere il titolo di "popolo eletto" è il riconoscimento del Messia Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo. Quel che Cohen definisce "il destino di dispersione del popolo ebraico in un esilio per decreto divino" è la conseguenza dell'impenitente deicidio.
4) Gli ebrei ortodossi, al contrario, ritengono che sia loro proibito di cercare di formare un loro stato in Palestina perchè destinati a questo esilio ai quattro angoli della Terra, direttamente da Dio. "il Sionismo fu condannato fin dal principio dalle massime autorità ebraiche" perchè trasgredirebbe a questo fondamentale precetto, secondo cui non è consentito agli uomini risolvere l'"Esilio" solo con le proprie mani.
5) Interessante quanto efficace e condivisibile è questa affermazione sul diritto naturale: "Il Sionismo ha completamente ignorato il fatto che c'era in Palestina una popolazione nativa composta da soprattutto da palestinesi e i sionisti hanno adottato una politica che mirava a togliere ai palestinesi la speranza di autodeterminazione nel paese che avevano abitato da secoli e a spogliarli delle loro case, beni, vite. In questo modo i sionisti hanno orribilmente calpestato la giustizia umanitaria con le sue fondamenta religiose".
6) "L'antisionismo deve essere incoraggiato e non va confuso con l'antica superstizione dell'antisemitismo, cosa che sappiamo essere ben compresa qui nella Repubblica islamica dell'Iran, dove la comunità ebraica vive in pace, godendo di pieni diritti civili così come ha fatto per millenni".
Mi pare di ricordare che anche in Iraq, prima della "guerra preventiva" le diverse fedi religiose godessero di simile trattamento. Dopo l'invasione armata statunitense questa pacifica convivenza è morta con le centinaia persone massacrate dall'odio di chi ritiene di essere stato divinamente investito della missione salvifica di esportare la democrazia in Medio Oriente.
7) Veniamo, ora, al pensiero degli ebrei ortodossi sull'Olocausto, partendo dal punto di vista che essi sono contrari ad avere un loro Stato e condannano lo slogan "Mai più!" degli ebrei sionisti, che, invece, sono convinti che Israele serva affinché non si ripeta mai più una tragedia come quella dell'Olocausto:
" Non c'è alcun dubbio che durante la seconda guerra mondiale si sviluppò una terribile e catastrofica politica e una pratica genocida perpetrata dalla Germania nazista contro il popolo ebraico, confermata da innumerevoli testimoni diretti sopravvissuti e pienamente documentata più e più volte". Non ne fanno una questione di cifre (sei milioni o meno) o di modalità (camere a gas, plotoni d'esecuzione o altro) ma una questione morale di principio, per cui quello commesso da Hitler fu un crimine e "sarebbe un affronto terribile alla memoria delle vittime se in qualche modo minimizzassimo le colpe per quel crimine". " La dottrina e la posizione degli ebrei ortodossi però insegnano che gli autori di un crimine, benché pienamente colpevoli e responsabili delle loro azioni, non avrebbero mai potuto portare a termine il loro disegno malvagio se l'Onnipotente non lo avesse voluto. In questo senso perciò la vittima o le vittime devono certo evitare il male ma, se ciò si avvera impossibile, devono accettare la volontà dell'Onnipotente. la nostra dottrina ci insegna che in conseguenza del decreto divino dell'esilio che ci è imposto, non è compito del popolo ebraico fare giustizia dei nostri persecutori. Questo compito spetta all'Onnipotente. nostro compito è accettare la volontà dell'Onnipotente e cercare di migliorarci, eliminando dl nostro comportamento le azioni che possono aver causato la nostra sofferenza." con il loro "Mai più" "i sionisti hanno l'ardire di pensare di essere in grado di impedire all'Onnipotente di ripetere un "Olocausto". Questa è eresia".
8) "Devo aggiungere che l'uso che i sionisti fanno dell'Olocausto per favorire il loro Stato settario è un capolavoro di ipocrisia, se solo si tiene presente che essi hanno utilizzato a loro vantaggio tutte le fasi dell'oppressione nazista per raggiungere l'obiettivo della creazione di uno Stato. Negli anni trenta è ben documentata la collaborazione dei sionisti che operarono di concerto con le autorità naziste per evacuare gli ebrei "adatti", materiale per pionieri giovani e sani, dalla Germania alla Palestina. poi, durante la guerra, mentre erano in corso i massacri, è nuovamente ben documentata la loro insensibilità e il rifiuto di prestare soccorso anche quando avrebbero potuto farlo. Avevano bisogno delle sofferenze e dei massacri per poter far pressione per il loro Stato quando la guerra fosse finita". Avevano bisogno, anche loro, di una Pearl Harbor per ottenere quanto desideravano. "Infine, dopo la guerra, hanno trasformato tutta la vicenda dell'Olocausto e la pietà e la simpatia che essa evocava quasi in un articolo di fede per rafforzare il più possibile l'acquisizione del loro Stato, sostenendo che il Sionismo aveva lo scopo di impedire un nuovo Olocausto, quando invece avevano approfittato dell'Olocausto per decenni. Poi passarono a giustificare le loro atrocità contro i palestinesi per portare avanti la loro causa.
9) "Riassumendo, la posizione degli ebrei ortodossi è che l'Olocausto ci sia stato, ma che non possa essere, assolutamente, utilizzato per giustificare la causa e le azioni criminali ed illegittime del sionismo".
10) Sentire certe frasi da un ebreo ortodosso, può apparire strano o comunque anomalo, nell'era della comunicazione massificata e corrotta da una storiografia ufficiale asservita alla menzogna ed alla propaganda dei vincitori, ma certamente rimane una testimonianza utile da tenere in considerazione e da affiancare ai mielosi fiumi di inchiostro che in tutto il cosiddetto Occidente sono colati su questo scottante argomento.
24/12/2006