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LIBRI 2007
RECENSIONE DEL VOLUME :
“LA GUERRA NEL DOPOGUERRA IN ITALIA”
“Le operazioni di stay behind Decima Mas nell’Italia occupata, in guerra e
nel dopoguerra…le verità, le mezze verità e le grandi bufale”
Dopo “LA RESISTENZA FASCISTA”, libro che tratta di un pezzo di storia
completamente occultato, ovvero quello della resistenza opposta agli
angloamericani invasori nel Sud Italia occupato, Daniele Lembo ha prodotto
un nuovo e interessante lavoro.
Per i tipi della M.A.RO. Editrice è stato edito un volume da titolo “LA
GUERRA NEL DOPOGUERRA IN ITALIA”
Il saggio, che ha come oggetto le operazioni di Stay Behind organizzate
dalla Decima Flottiglia Mas, nel corso della guerra nell’Italia occupata,
intende affrontare anche il tema di quelle operazioni di Stay Behind
approntate dalla Decima in vista dell’intera occupazione della Penisola. Ne
da atto il sottotitolo di questo lavoro che è “Le operazioni di stay behind
Decima Mas nell’Italia occupata, in guerra e nel dopoguerra…le verità, le
mezze verità e le grandi bufale”
La Decima Flottiglia Mas Repubblicana di Junio Valerio Borghese ebbe alle
dipendenze un Battaglione di sabotatori incursori, denominato Battaglione
Nuotatori Paracadutisti.
Il Battaglione N.P., che fu il primo reparto di Fanteria di Marina a nascere
in seno alla Decima Repubblicana, generò, in seguito, il Battaglione Vega.
Ufficialmente, il Vega era il “Deposito” del Btg. N.P., ovvero il reparto
dal quale il Battaglione principale avrebbe dovuto trarre il personale (i
complementi) da inviare al fronte. Quest’ultimo fu solo un compito di
copertura e, in realtà, il Vega fu un reparto specializzato in azioni di
guerra non ortodossa, sabotaggi, spionaggio ed “Operazioni Sorpasso” nei
territori italiani invasi. In breve, il Vega lasciava uomini perfettamente
addestrati ed equipaggiati nei territori dei quali si prevedeva
l’occupazione. Una volta che questi territori fossero caduti nelle mani
degli Angloamericani, gli uomini/Vega avrebbero eseguito azioni di attacco
alle spalle del nemico con rapide puntate del tipo “mordi e fuggi” ed
attività informativa.
(Negli anni a venire, con la scoperta di Gladio, le “Operazione Sorpasso”
sarebbero divenute meglio famose con il nome inglese di “Stay Behind”).
In vista della caduta finale del fronte, il Vega articolò un ampio piano di
Stay Behind in tutte le province del nord (Milano, Genova, Bologna, Modena,
Torino, Venezia e Treviso), destinando in tutte queste città uomini armati
ed equipaggiati, che si occultarono nel tessuto sociale aprendo bar, negozi
di radiotecnici, ditte di trasporto ecc., nell’attesa che arrivassero gli
Alleati per poi poterli attaccare alle spalle. Era questa l’ultima
operazione militare della Decima.
Negli anni seguenti, sull’operato del Battaglione sono nate alcune errate
interpretazioni. C’è stato chi ha voluto vedere nel Vega l’inizio di Gladio
e chi addirittura ha descritto la banda Giuliano come un’emanazione della
Decima Mas, asserendo che il 1 giugno 1947, a Portella Della Ginestra, a
sparare c’erano anche quelli della Decima.
Addirittura, si è ventilata l’ipotesi, (a parere dell’autore completamente
infondata ), che lo stesso bandito Giuliano fosse un uomo del Vega.
Indubbiamente la Decima, tramite i suoi agenti speciali nei territori
invasi, poteva avere interesse a contattare Giuliano e la sua banda. Le
Forze Armate Repubblicane si sarebbero potute giovare dell’alleanza con
Giuliano per creare una quinta colonna alle spalle degli angloamericani.
La ricerca di tale alleanza, qualora ci fosse stata, nel corso della guerra,
poteva anche ritenersi lecita, nella misura in cui in guerra tutto è lecito
e vale il principio secondo il quale “i nemici dei miei nemici sono miei
amici”
Di contro Giuliano, in cerca di una legittimazione politico ideologica,
poteva avere interesse a contattare la Decima. Salvatore Giuliano che era un
latitante, ha sempre tentato di affermare la leggenda che egli non fosse un
delinquente comune ma un uomo spinto dalle ingiustizie patite a fare quello
che aveva fatto. In una situazione come quella della Sicilia dell’epoca, il
confine tra la figura del delinquente e quella del patriota poteva essere
labile e il bandito ha sempre provato ad acquisire nell’immaginario
collettivo una fisionomia idealistica che giustificasse le sue gesta. Il
contatto con le Forze Armate fasciste avrebbe potuto fornirgli questo alibi
morale, trasformandolo da delinquente in combattente per la libertà della
Patria invasa.
Le due realtà, quella militare della Decima Mas e quella banditistica di
Giuliano potevano avere, quindi, interesse ad avere dei contatti conflitto
durante, ma di qui ad affermare che quell’alleanza effettivamente ci fu, ce
ne corre.
C’è un dato fatto che è tale da sciogliere ogni dubbio in merito e che viene
di seguito riportato:
che Giuliano abbia tentato di contattare le Forze Armate Repubblicane non è
frutto di una semplice deduzione ma è un solido fatto. A prova di quanto
affermato, basta riprendere quanto scritto dallo stesso Daniele Lembo nel
suo precedente lavoro, dal titolo La resistenza Fascista, circa l’invio a
Napoli, da parte di Giuliano di suoi emissari per contattare la Rete
Pignatelli ed offrire collaborazione e sostegno economico.
Tratto da LA RESISTENZA FASCISTA, opera dello stesso autore:
“Con la cattura del principe verrà meno ai suoi uomini la disponibilità
delle sue finanze personali che, fino a
quel momento, il Pignatelli ha messo a disposizione della causa, sebbene
anche queste incomincino a venirgli meno. “La mancanza di fondi- scriverà il
Pignatelli - ci fu presto contraria. Il sacrificio personale di mia moglie e
mio non poteva sopperire che in minima parte al sempre crescente fabbisogno,
specie per il blocco della nostra industria di legnami requisita dagli
inglesi” [1]
Gli aiuti economici promessi dalla R.S.I. alla principessa Pignatelli non
arriveranno mai, o meglio, saranno spediti ma non giungeranno mai a Napoli.”
“La possibilità di ottenere cospicui finanziamenti si presenterà per gli
uomini dell’organizzazione fascista da una fonte quanto mai inaspettata. Una
proposta di finanziamento arriverà addirittura dal bandito siciliano
Giuliano che invia a Napoli suoi emissari per contattare la centrale della
Rete Pignatelli.: “vi fu ancora tra me e Ioele - racconterà l’Arch. de
Pascale nel suo memoriale – una situazione che influì sui nostri rapporti.
Ioele chiedeva insistentemente che io incontrassi degli emissari del bandito
siciliano Salvatore Giuliano che si trovavano a Napoli: mi volevano
comunicare una certa disponibilità del loro capo ad appoggiare la nostra
causa e, anche se occorreva, con aiuto in denaro. Gli dissi che non
intendevo fare certo sgarbo a queste persone, ma non potevamo essere
fiancheggiati da un movimento palesemente fuorilegge e separatista. A certi
principi morali e ideali non potevamo venire meno.
Alcuni giorni dopo Rosario Ioele si presentò al mio studio accompagnato da
due persone. …(…)… Egli mi presentò costoro, che mostravano modi cortesi e
civili, Iole mi disse che i “signori volevano conoscermi personalmente” e
volevano avere una risposta su quanto lui aveva precedentemente proposto.
Non esitai a dire, col dovuto garbo, che li ringraziavo della loro offerta e
solidarietà ma non potevo accettarla per ragioni inerenti ai principi della
nostra organizzazione. Costoro, i verità, furono corretti più di quanto io
potessi aspettarmi. Aggiunsero che la persona che loro rappresentavano, in
caso di necessità o di nostro ripensamento, si sarebbe mostrato sempre
disponibile ad aiutarci. Ioele non gradì la mia presa di posizione, come io
non gradii la sua ingerenza nel mio campo d’azione. Sentivo d’aver fatto
bene: la mia non era una presa di posizione contro salvatore Giulia no, ma
era il rispetto a un principio morale e organizzativo: gli angloamericani
per conquistare la Sicilia si erano serviti del fecciume della malavita e
della camorra, cosa che noi detestammo e commentammo in modo decisamente
negativo. Non potevamo usare noi la loro stessa arma, anche se Giuliano
all’epoca era considerato solo un fuorilegge e, da un certo ambiente di
propaganda giornalistica, era commentato sotto una luce in certo qual modo
romantica”
“Il tentativo di avvicinamento al fascismo clandestino fatto da Salvatore
Giuliano è chiaro. Egli sa che la rete Pignatelli ha ramificazioni anche in
Sicilia e cerca nuove alleanze per il suo movimento che non è solo una
semplice attività delinquenziale, come qualcuno ha voluto farla passare.”
Quindi, Giuliano tentò di contattare il clandestinismo fascista al sud, ma
se Giuliano aveva il contatto degli uomini della Decima in Sicilia, o
meglio, se Giuliano era addirittura un uomo della Decima perché doveva
mandare i suoi uomini a Napoli a contattare la Rete Pignatelli nella figura
di Antonio De Pascale?
Nel suo ultimo saggio, Daniele Lembo, oltre a trattare della Decima e del
Vega, avvalendosi della non vasta la bibliografia esistente sull’argomento,
di testimonianze e memoriali e di documenti provenienti dal National
Archives di Washington, smonta una serie di errate interpretazioni nate
sull’attività della Decima nei territori occupati e nel dopoguerra.
Tra gli errori circolanti, circa una presunta operatività della Decima nel
dopoguerra, vi è sicuramente anche quella che vorrebbe la corazzata
Novorossijsk (già Giulio Cesare ) come affondata dagli uomini della Decima.
Anche questo mito viene completamente disarticolato da Daniele Lembo.
Il libro si chiude con un capitolo sul Golpe Borghese, dal titolo: Il golpe
borghese… fu un reale tentativo insurrezionale o una gigantesca bufala?
TITOLO: LA GUERRA NEL DOPOGUERRA IN ITALIA” Costo 25 euro
MARO EDITRICE - Strada Vicinale della Pieve n.11 Copiano PV
Tel 0382 2968151/2
Per chi volesse contattare l’autore: EMAIL: danielelembo@email.it oppure al
nr. 328/9156050.
Per chi volesse saperne di più sulla Decima Flottiglia Mas, dello stesso
autore, si consiglia di leggere: X° MAS- collana War Set – Documenti
illustrati della storia edito dalla Delta Editrice di Parma - B. Go. Regale,
21 - 43100 (tel 0521 287883 fax 0521 237546 email: deltaed@iol.it ). Costo:
6,8 euro.
INDICE DEL LIBRO
PREMESSA - Due storie dell’infanzia : zio Settimio e zio Antonio
PARTE PRIMA - I nuotatori paracadutisti dall’entrata in guerra all’aprile
1945
CAPITOLO 1 - I battaglioni “N” e “P” della Regia Marina e i nuotatori
paracadutisti della Decima Flottiglia Mas
CAPITOLO 2 - Le azioni oltre le linee degli N.P. della Decima
CAPITOLO 3 - Il Battaglione Vega
CAPITOLO 4 - La resistenza nei territori invasi e le missioni informative al
sud in appoggio ai patrioti
PARTE SECONDA - Le operazioni di stay behind della Decima in vista della
definitiva caduta del fronte e il dopoguerra
CAPITOLO 5 - Il fascismo voleva sopravvivere alla sconfitta militare
CAPITOLO 6 - Le operazioni di stay behind del Vega in vista della sconfitta
CAPITOLO 7 - I documenti del N.A.RA. e una distorta interpretazione dei
fatti.
CAPITOLO 8 -L’ultima operazione del Vega nelle province dell’Italia del Nord
aveva scopi esclusivamente militari
CAPITOLO 9 - Quando gli americani tentarono di arruolare quelli della Decima
e i fascisti
CAPITOLO 10 -La Decima e Giuliano - Gli equivoci sui rapporti la Decima e la
banda Giuliano, in guerra e nel dopoguerra
CAPITOLO 11 Il mistero dell’affondamento della Novorossijsk
CAPITOLO 12 Il golpe borghese… fu un reale tentativo insurrezionale o una
gigantesca bufala?
L’AUTORE
Daniele Lembo, nasce nel 1961 a Minori (SA), in Costiera Amalfitana, e dopo
la maturità liceale frequenta il corso biennale della Scuola Ispettori della
Guardia di Finanza. Laureato in Scienze dell’Amministrazione e
dell’Organizzazione è pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del
Lazio.
Cultore di studi storici sulla partecipazione italiana al secondo conflitto
mondiale è autore di varie cronache sull’argomento. Suoi articoli sono
apparsi su Storia del XX Secolo, Storia del Novecento, Storia e Dossier,
Storia Verità, Eserciti nella Storia, Storia e Battaglie, Aerei nella
storia, Aeronautica, Cockpit.
Nel 1999 è stata edita una sua monografia dal titolo “Taranto…fate saltare
quel ponte”, avente come tema i Nuotatori Paracadutisti della Regia Marina;
nel 2000 è apparso un suo saggio dal titolo “I Fantasmi di Nettunia – I
reparti della R.S.I. impegnati sul fronte di Anzio – Nettuno”; nel 2001 sono
apparsi due altri suoi lavori, di cui uno avente come tema la storia Regia
Aeronautica dal titolo “Il lungo Volo della Regia” ed un saggio dal titolo”
I Servizi Segreti di Salò – Servizi Segreti e Servizi Speciali nella
Repubblica Sociale Italiana”. Nell’anno 2002 è stato pubblicato “Il
prigioniero di Wanda”, ovvero il suo primo romanzo d’ambientazione storica.
Nel 2003 ha dato alle stampe il volume “La Carne contro l’acciaio - Il Regio
Esercito Italiano alla vigilia della seconda guerra mondiale“.
Infine, nel 2005, è stato pubblicato il suo saggio “La resistenza fascista -
La “Rete Pignatelli e la resistenza fascista nell’Italia invasa dagli
angloamericani”
Attualmente vive a Cisterna di Latina.
danielelembo@email.it
14/05/2007