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STORIA 2006
AUSCHWITZ VENNE LIBERATA O SEMPLICEMENTE
OCCUPATA DALL'ARMATA ROSSA?
di Germar Rudolf (2005)
Nel libro per il quale Elie Wiesel è maggiormente famoso, vale a dire Notte
(edizione tascabile della Bantam, 1960), che è una lettura raccomandata in
molte scuole pubbliche da una parte all'altra del mondo, Wiesel dipinge
un'immagine orripilante della vita ad Auschwitz dall'Aprile del 1944 al
Gennaio
del 1945, quando egli era lì. Sebbene molte centinaia di migliaia di ebrei
vennero presuntamente gassati lì durante questo periodo, Wiesel non fa
menzione in nessuna parte del suo libro di gassazioni o di camere a gas,
come Jurgen Graf e Robert Faurisson ci hanno fatto notare (vedi la tavola
compilata da J. Graf alla fine del testo di R. Faurisson, "Witnesses to the
Gas Chambers of Auschwitz", in: G. Rudolf (editore), Dissecting the
Holocaust, seconda edizione, Theses & Dissertations Press, Chicago, IL,
2003, p.144, www.vho.org/GB/Books/dth/fndwitness.html ). Egli afferma
tuttavia di aver visto fiamme dai camini del crematorio e di aver visto il
dr. Mengele che indossava un monocolo. Entrambe le affermazioni sono
chiaramente menzogne, poiché i forni crematori di Auschwitz, riscaldati con
coke, non potevano produrre fiamme che passassero attraverso 15 metri di
canna fumaria e 30 metri di camino (vedi Carlo Mattogno, "Flames and Smoke
from the Chimneys of Crematoria", The Revisionist 2 (1), 2004, pp.73-78,
www.vho.org/tr/2004/1/Mattogno73-78.html ).
Quando i russi stavano per invadere Auschwitz nel Gennaio del 1945, sia Elie
che suo padre "scelsero" di andare ad Ovest con i "nazisti" e le SS in
ritirata, piuttosto che essere "liberati" dal più grande alleato
dell'America. Essi avrebbero potuto parlare di Auschwitz al mondo intero nel
giro di pochi giorni-ma, sia Elie che suo padre, come pure innumerevoli
migliaia di altri ebrei, scelsero invece di viaggiare verso Ovest con i
"nazisti" a piedi, di notte e nel mezzo di uno degli inverni più freddi, e
di continuare quindi a lavorare per la difesa del Reich. In effetti, essi
scelsero di collaborare.
Alcune delle esatte parole di Wiesel in Notte sono (p.78): "La scelta stava
nelle nostre mani. Per una volta potevamo essere noi a decidere il nostro
destino. Entrambi potevamo rimanere nell'ospedale, dove potevo, grazie al
mio dottore, farlo entrare [il padre] come paziente o infermiere. Oppure
potevamo seguire gli altri. 'Bene, che facciamo, padre?' Egli stava in
silenzio. 'Sfolliamo insieme agli altri', gli dissi."
Il racconto di Elie a questo proposito è avvalorato da altri resoconti di
"sopravvissuti", incluso quello di Primo Levi. Nel libro di Levi
"Sopravvivenza ad Auschwitz", abbiamo le sue parole per il 17 Gennaio del
1945: "Non era una questione di ragionamento: anch'io avrei seguito
probabilmente l'istinto del gregge se non mi fossi sentito così debole: la
paura è supremamente contagiosa, e il suo effetto immediato è di indurre una
persona a cercare di fuggire."
Ma qui si sta parlando di fuggire con i "nazisti"-e non "nazisti" che erano
semplice truppa ma presuntamente il peggio del peggio. Qui si sta parlando
di fuggire con gli stessi "nazisti" che avevano presuntamente effettuato il
più grande sterminio immaginabile di ebrei ed altri nell'intera storia
dell'universo. Qui si sta parlando di fuggire con persone che avevano
presuntamente eseguito l'omicidio giornaliero di migliaia di persone per
diversi anni. Ma, secondo le sue stesse parole, egli sarebbe nondimeno
andato via con loro, se non fosse stato che non si sentiva bene quel giorno;
egli si sentiva debole. La "paura" che lo sopraffaceva era chiaramente paura
dei russi e non dei "nazisti"; non esiste menzione della paura di quello che
i "nazisti" e le SS avrebbero potuto fare quando gli sfollati sarebbero
entrati nella foresta o qualche tempo dopo.
Le scelte che vennero compiute in quel luogo nel Gennaio del 1945 sono
enormemente importanti. Nell'intera storia della sofferenza ebraica per mano
dei gentili quale momento avrebbe potuto essere più drammatico di questo
momento prezioso in cui gli ebrei potevano scegliere tra, da un lato, la
liberazione per mano dei sovietici con la possibilità di raccontare a tutto
il mondo della malvagità "nazista", e di contribuire alla sua sconfitta -e
l'altra scelta di andare con gli sterminatori "nazisti", e di continuare a
lavorare per loro, aiutandoli a preservare il loro regime malvagio? Nella
grande maggioranza dei casi, essi scelsero di andare con i "nazisti".
La gravosa scelta fa venire in mente l'Amleto di Shakespeare: "Rimanere, o
non rimanere; questo è il problema": rimanere ed essere liberati dalle
truppe sovietiche e rischiare le loro cinghie e i loro fucili per poter
raccontare al mondo intero dell'indegno "nazista"- o portare braccia e piedi
contro un mare di freddo e oscurità per collaborare con lo stesso indegno
"nazista"? Oh quale angoscia - questo è il punto cruciale! Così la coscienza
ci fa tutti codardi.
Così quale fu il risultato finale?-Qui sembra che possa andar bene un rullo
di tamburo in sottofondo, nel momento in cui Vanna White viene sul
palcoscenico con la busta sigillata e la risposta per il grande enigma. La
busta viene aperta e la scelta è - il tamburo rulla di nuovo - secondo lo
stesso Levi, 800 scelsero di rimanere ad Auschwitz, ma 20.000 scelsero di
andare via e di collaborare con gli sterminatori "nazisti". Wow! Quale
sorpresa - già!
Noi vediamo la stessa deliberata collaborazione pro-"nazi" nei sopravvissuti
della Lista di Schindler. Secondo la loro storia ben conosciuta, quando i
russi stavano per invadere Plaszow, appena trenta miglia sulla strada ad Est
di Auschwitz nel Novembre del 1944, Schindler e più di un migliaio di ebrei
scelsero di andare ad Ovest con i "nazisti" in ritirata piuttosto che
restare indietro ed essere "liberati" dai sovietici. Qualcuno passò persino
le successive settimane ad Auschwitz-e nessuno venne gassato, neppure nel
film. La mistificazione ha certamente avuto il suo tempo. Se ci fosse stato
qualsivoglia genere di sterminio di ebrei ad Auschwitz, gli ebrei di
Cracovia e di Plaszow lo avrebbero certamente saputo. Tutti gli ebrei che si
diressero ad Ovest in realtà hanno anche negato l'Olocausto, sia pure solo
con le loro mani e i loro piedi. Gli ebrei stessi sono stati i primi veri
negatori dell'Olocausto, ed è tempo che abbiano tutto il credito che
meritano.
L'analisi piuttosto semplice dei racconti dei sopravvissuti dell'Olocausto
che ho dato qui è una confutazione facile da comprendere della
mistificazione, in generale. Io esorto tutti i lettori a riesaminare i
resoconti dei sopravvissuti per proprio conto, ma criticamente e
sistematicamente. Internet, con motori di ricerca come Google, permette a
chiunque di analizzare testualmente migliaia di resoconti di sopravvissuti
onde trovare i punti deboli più rilevanti del genere di cui ho trattato.
Basta cercare parole chiave come "evacuation" o combinazioni di parole come
"holocaust survivor Auschwitz".
Un messaggio implicito
C'è un messaggio implicito ma anche taciuto nel revisionismo dell'Olocausto,
un messaggio che dovremmo esplicitare perché tale messaggio è così
scioccante da costituire attualmente un ostacolo rilevante per il nostro
lavoro in generale, e perciò dobbiamo affrontarlo. Quando diciamo che la
storia dell'Olocausto non è vera, io credo che stiamo anche dicendo che c'è
qualcosa di seriamente sbagliato negli Stati Uniti d'America. La maggior
parte degli americani crede fermamente che l'America è ancora di gran lunga
la società più meravigliosa, più vicina alla perfezione sotto ogni punto di
vista che il mondo abbia mai visto. Se l'Olocausto non è vero, allora ci
deve essere qualcosa di profondamente sbagliato negli Stati Uniti perché la
storia divulgata è abbracciata quasi universalmente dai media, dalla stampa,
e dalle istituzioni in generale. Poiché l'America è così meravigliosa, i
revisionisti devono pertanto avere torto - così funziona la pseudo logica
Il vero Olocausto
Donne e bambini giapponesi e tedeschi vennero uccisi dagli Stati Uniti nel
modo più orribile che si possa immaginare-arrostendoli vivi. Se i nazisti
avessero ucciso delle persone nelle camere a gas, un tale metodo sarebbe
stato comunque - seppur criminale - più umano e indolore e persino più
civilizzato a paragone di quello che gli americani fecero davvero, persino
quando, negli ultimi mesi di guerra, non c'era serio pericolo per gli Stati
Uniti. Fino ad oggi in America, non c'è ancora alcun senso di vergogna o
alcuna traccia di scuse. Per favore: non siate fuorviati dal falso argomento
che furono i tedeschi che iniziarono il bombardamento di obbiettivi civili e
perciò non hanno nulla da lamentarsi. Fu l'Inghilterra che iniziò il
bombardamento deliberato di obbiettivi civili già nel Maggio del 1940, a cui
la Germania, dopo molte esitazioni, rispose con la stessa moneta nel
Settembre del 1940. Il bombardamento giapponese di Pearl Harbor-che
all'epoca non era parte degli Stati Uniti ma una semplice colonia! - era
chiaramente finalizzato solo ad obbiettivi militari senza alcuna
responsabilità da parte delle donne e dei bambini di Hiroshima o Nagasaki o
Tokyo o di ogni altra città giapponese. (Vedi "Poison Gas Uber Alles", di
Friedrich Paul Berg, The Revisionist, 1 (1), 2003, pp.37-47, www.vho.org/tr/2003/1/Berg37-47.html
)
Quando i detenuti dei vari campi di concentramento andarono ad Ovest con le
forze armate tedesche all'inizio del 1945- alcuni di loro forzatamente,
altri volontariamente - molti di loro morirono in quelle che oggi vengono
chiamate "marce della morte". Quello che oggi viene dimenticato, tuttavia, è
il fatto che milioni di civili tedeschi vennero parimenti coinvolti in
"marce della morte" durante quei mesi. L'irrompente Armata Rossa compì
un'autentica devastazione nell'Europa orientale. I suoi effettivi
deportarono e/o sterminarono senza pietà tutti i collaboratori veri o
sospettati, inclusi molti detenuti dei campi di concentramento tedeschi, la
maggior parte dei quali aveva, dopotutto, aiutato lo sforzo bellico della
Germania. Raggiungendo le zone orientali della Germania, quasi tutti i
soldati dell'Armata Rossa parteciparono a stupri di massa, a saccheggi, a
furti, e uccisioni di tutto ciò che potevano trovare. In conclusione, più di
due milioni di tedeschi persero le loro vite durante quegli eventi e le
marce della morte che ne conseguirono (vedi A.M. de Zayas, Terribile Revenge.
Ethnic Cleansing of East European Germans, 1944-1950,
www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=120 ; Antony Beevor, The Fall of Berlin
1945, www.vho.org/store/UK/bresult.php?ID=134 ). Perciò, la maggior parte
delle vittime delle "marce della morte" non furono vittime delle SS, ma
furono vittime del caos della soccombente Germania, provocato dall'invasione
dell'Armata Rossa ad Est e dai bombardamenti a tappeto degli Stati Uniti e
della Gran Bretagna.
Così, davvero Auschwitz venne liberata dall'Armata Rossa? Poteva qualcuno
essere liberato da quell'esercito? La risposta è, naturalmente, NO.
Auschwitz venne occupata dall'Armata Rossa, come tutti gli altri campi. Come
vennero occupate l'Ucraina, la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la
Romania, l'Estonia, la Lituania, la Lettonia, e la Bulgaria. Il regime duro
delle SS nei campi e delle forze di occupazione tedesca nella maggior parte
di questi paesi venne rimpiazzato dal terrore dell'Armata Rossa, che era
molto peggio di qualunque cosa i tedeschi avessero fatto. Tutti sapevano
quello che li stava aspettando, così milioni di ucraini e di civili degli
stati baltici cercarono di spostarsi ad Ovest con i tedeschi in ritirata sin
dal 1943.
I detenuti di Auschwitz non si comportarono in modo differente. Essi,
parimenti, sapevano quello che li attendeva, e così la maggior parte di
coloro cui fu data l'opportunità di scegliere se andar via con i tedeschi o
di rimanere, scelse di andar via con i tedeschi piuttosto che essere
terrorizzata dai sovietici. Questo è anche provato dal fatto che
innumerevoli migliaia di quei detenuti di Auschwitz che andarono ad Ovest
con i tedeschi sopravvissero alla guerra e possono raccontare oggi la loro
storia talvolta abbastanza contorta. E' stato affermato che c'era almeno un
milione di tali sopravvissuti dell'Olocausto nel 2000. Calcolando a ritroso
fino al 1945 devono esservi stati almeno cinque milioni di tali
sopravvissuti a quell'epoca. Controlla le cifre! (vedi G. Rudolf, "Holocaust
Victims: A Statistical Analysis", in G. Rudolf (editore), Dissecting the
Holocaust, seconda edizione, Theses & Dissertation Press, Chicago, IL, 2003,
pp.209-211, www.vho.org/GB/Books/dth/fndstats.html )
Anche il governo britannico sapeva cosa attendeva quelli che sarebbero stati
"liberati" dai sovietici. Il 29 Febbraio del 1944, il ministero inglese
dell'informazione mandò il seguente dispaccio all'alto clero inglese e alla
BBC:
"Signore, Mi è stato ordinato dal Ministero di inviarvi la seguente lettera
circolare: E' sovente dovere del cittadino e del pio cristiano di chiudere
un occhio sulle caratteristiche di coloro che sono associati con noi. Ma
viene il tempo in cui tali caratteristiche, mentre rimangono negate in
pubblico, devono essere prese in considerazione quando è richiesta un'azione
da parte nostra. Noi conosciamo i metodi di governo impiegati dal dittatore
bolscevico nella Russia stessa grazie, per esempio, agli scritti e ai
discorsi dello stesso Primo Ministro durante gli ultimi venti anni. Noi
sappiamo come l'Armata Rossa si è comportata in Polonia nel 1920 e in
Finlandia, Estonia, Lettonia, Galizia e Bessarabia solo recentemente.
Dobbiamo, perciò, tener conto di come l'Armata Rossa certamente si
comporterà quando invaderà l'Europa centrale. A meno che non vengano prese
delle precauzioni, gli orrori ovviamente inevitabili che ne risulteranno,
provocheranno una tensione inopportuna sulla pubblica opinione di questo
paese. Noi non possiamo cambiare i bolscevichi ma possiamo fare del nostro
meglio per salvare loro - e noi - dalle conseguenze dei loro atti. Le
rivelazioni del passato quarto di secolo renderanno le semplici smentite
poco convincenti. La sola alternativa alle smentite è distrarre l'attenzione
pubblica dall'intero argomento.L'esperienza ha mostrato che la migliore
distrazione è la propaganda nera diretta contro il nemico. Sfortunatamente
il pubblico non è più influenzabile come nei giorni della "fabbrica di
cadaveri", dei "bambini belgi mutilati" e dei "canadesi crocifissi".La
Vostra cooperazione è perciò vivamente richiesta per distrarre l'attenzione
pubblica dalle azioni dell'Armata Rossa mediante il vostro incondizionato
appoggio alle accuse contro i tedeschi e i giapponesi che sono state e che
saranno messe in circolazione dal Ministero. La Vostra espressione di fede
in tali accuse potranno convincere altri. Io sono, Signore, vostro servo
devoto.(Firmato) H. Hewet, ASSISTENTE SEGRETARIO. Il Ministero non può
entrare in corrispondenza di alcun genere riguardo a questa comunicazione
che deve solo essere resa nota a persone responsabili." (Fonte: Edward J.
Rozek, Allied Wartime Diplomacy, John Wiley & Sons, New York 1958, pp.209f.;
Rozek fornisce come propria fonte: Polonia, Official Government Documents,
Vol. LVI, Doc.78) Quello che si dispiegò negli anni successivi fu
esattamente questo: propaganda nera per nascondere i crimini contro
l'umanità commessi non solo dall'Armata Rossa ma anche dagli alleati
occidentali.La vera liberazione di Auschwitz - una liberazione dalle
distorsioni, dalle esagerazioni, dalle menzogne, e dalla censura legale -
deve ancora venire.
Germar Rudolf
Chicago, 27 Gennaio 2005.
http://www.vho.org/store/UK/bresult.php?COMBO_LANG=ENG
Chi è Germar Rudolf
Estratto dall'articolo di Carlo Mattogno "Come gli storici delegano alla
giustizia il compito di far tacere i revisionisti" in rete:
http://www.vho.org/aaargh/ital/archimatto/articoli/storici.html
Vedi anche http://vho.org/aaargh/ital/ital.html
Germar Rudolf è stato la colonna portante dell'editoria e della storiografia
revisionstica dell'ultimo decennio, editore delle due riviste
revisionistiche più importanti a livello mondiale, "The Revisionist" e "Vierteljahreshefte
für freie Geschichtsforschung", che hanno pubblicato molti articoli di alto
livello, editore e autore di numerosi studi scientifici sia in inglese sia
in tedesco. Menziono per tutti due classici come "Dissecting the Holocaust"
(612 pagine) e "Lectures on the Holocaust" (566 pagine), vere e proprie
enciclopedie del revisionismo. Tra l'altro, grazie a lui sono potuti
apparire in tedesco e in inglese tre libri, su Majdanek, Stutthof e
Treblinka, che ho scritto in collaborazione con Jürgen Graf, sei miei studi
su Auschwitz e uno su Belzec. Le disavventure giudiziarie di Germar Rudolf
sono cominciate in Germania, dove risiedeva, negli anni 1994-1995, con una
sua condanna a 14 mesi di carcere per aver redatto tra il 1991 e il 1993 una
perizia sugli aspetti chimici e tecnici delle presunte camere a gas di
Auschwitz che gli era stata richiesta dai difensori del maggiore a riposo
Ersnt Otto Remer. Nel 1994 apparve l'opera collettiva "Grundlagen zur
Zeitgeschichte", curata da Germar Rudolf con lo pseudonimo di Ernst Gauss.
La magistratura tedesca fece confiscare e distruggere tutte le copie del
libro, sebbene due noti storici ne avessero attestato il valore scientifico.
Germar Rudolf riparò in Inghilterra poco prima dell'inizio del processo. Lì
fondò la casa editrice Castle Hill Publishers. Nel 1999 le pressioni
esercitate dalla Germania lo costrinsero a lasciare il paese e a rifugiarsi
negli Stati Uniti, dove chiese asilo politico. Ma l'Ufficio di immigrazione
e naturalizzazione statunitense considerò la sua richiesta "frivola", perché
la Germania non può (= non deve) essere un paese che attua persecuzioni
politiche, e voleva estradarlo nel suo paese; egli però si appellò alla
Corte Federale e rimase negli Stati Uniti in attesa della sua decisione. Nel
frattempo in Germania subì una lunga serie di azioni legali contro i suoi
"crimini di pensiero", culminate all'inizio del 2004 nel sequestro del suo
patrimonio. Lo stesso anno si è sposato con una cittadina statunitense e nel
febbraio 2005 ha avuto un figlio. Il 19 ottobre 2005 Germar Rudolf e sua
moglie sono stati convocati dall'Ufficio immigrazione e naturalizzazione di
Chicago, indi egli è stato arrestato. Il 14 novembre è stato estradato senza
clamore in Germania dove sarà condannato - a quanto pare - ad una pena di
almeno cinque anni di carcere.
Al momento Germar Rudolf è imprigionato ad Heidelberg. Per ulteriori
informazioni su Rudolf e la sua persecuzione:
http://germarrudolf.com/
http://www.adelaideinstitute.org/Dissenters1/Rudolf/Rudolf.htm
http://www.vho.org/
Dal novembre 2006 Germar Rudof è detenuto ad Heidelberg. Per scrivergli:
Germar Rudolf
Oberer Fauler Pelz 1
D - 69117 Heidelberg
Germany
03/12/2006