STORIA 2006

 

Breslavia l’ultima città del Reich

 

Breslavia o Wroclaw per i polacchi, è situata nella regione della Slesia, nel Sud dell’ attuale  Polonia, ed assieme a Berlino, era città la più popolata ad Est dell’ Elba.

Fino a gennaio del 1945, fu risparmiata dai bombardamenti alleati, a causa di questa relativa “tranquillità”, divenne un forte polo di attrazione per le centinai di migliaia di profughi, in fuga dall’ avanzata dell’ Armata Rossa, assetata di vendetta verso gli odiati tedeschi. Nell’ inverno del 1945 Stalin aveva raggiunto la Vistola e tra il 12 e 14 gennaio numerose unità sovietiche sfondarono il fronte tedesco. Per i corpi di armata, comandati da Reinhardt e Harpe fu impossibile tenere una posizione difensiva di contenimento. Il rapporto di forze era nettamente sfavorevole nella fanteria 9 a 11 e nell’ artiglieria addirittura 10 a 20.

Il 19 gennaio le truppe sovietiche entrarono in Slesia, il giorno dopo occuparono Kreuzberg e Rosenberg, puntando direttamente all’ accerchiamento di Breslavia.

Questa città, era stata dichiarata “fortezza” da Hitler nell’agosto del 1944, lo scopo di tale atto, era quello di ritardare il più possibile l’avanzata dei sovietici verso Berlino. Il 14 febbraio, a fronte di elevate perdite tra i militari dell’ Armata Rossa, i russi, raggiunsero la periferia a Sud Ovest della città e il giorno successivo fu completato l’accerchiamento. L’ esercito tedesco stanziato a Breslavia era composto da circa 50 mila uomini, un’ampia percentuale di soldati era composta da Volkstrussum, la milizia popolare formata da persone tra i 16 e i 60 anni d’ età. Un ruolo particolare fu rivestito dall’ Hitlerjungen, i soldatini di Hitler, giovanissimi ragazzi appena adolescenti, che furono arruolati nell’ esercito, ( combatterono valorosamente nella riconquista degli stabilimenti di Ruttemberg e della stazione di Popewiltz nell’ assedio morirono la metà di loro ).

All’ inizio di marzo, i russi occuparono il loro principale obbiettivo cittadino, l’aeroporto di Gandau eliminando definitivamente ogni contatto tra Breslavia e il resto del Reich.

A causa di questa perdita il Gualtier Hanke, sotto preciso ordine di Hitler, decise di costruire un aeroporto in città demolendo le abitazioni, tra i ponti di Kaiserbruche e Fursterbrucke. Il 27 marzo, per la prima volta, gli aerei sovietici non bombardarono la città, ma inviarono volantini volti ad aizzare la popolazione contro il Gualtier. Il 30 aprile, mentre l’ Armata Rossa stava per completare l’ assedio di Berlino, Hitler si tolse la vita. Il giorno dopo a Breslavia, i russi interruppero i cannoneggiamenti e offrirono alla città un’ ultima possibilità di resa incondizionata, ma il generale Nierhoff e il Gualtier Hanke, rifiutarono tale proposta. Alcune ore successive, durante un colloquio tra il generale e il Gualtier, Nierhoff prese in considerazione l’ inevitabile sconfitta, e suggerì al Gualtier di morire come Hitler combattendo ( ancora non era a conoscenza del “suicidio” del Fuhrer ), ma Hanke rifiutò tale ordine dicendo << che era ancora troppo giovane per morire >>. Il giorno dopo Hanke tagliò la corda, con aereo messo a  disposizione dal generale. ( secondo alcune voci, il Gualtier riparò in Sudamerica, mentre altri ritennero  che fu catturato in Cecoslovacchia sotto falso nome e fu fucilato dopo un fallito tentativo di evasione ). Il 6 maggio dopo 80 giorni di combattimenti il generale si arrese, i tedeschi uccisi furono circa 80.000, a fronte dei 60.000 sovietici e la città era distrutta per il 60%.

Per i superstiti,  iniziò “ l’ anno zero”, l’ arrivo delle giornate di terrore sotto la vessazione dei militari dell’Armata Rossa, che avevano come obbiettivo di indurre i pochi tedeschi rimasti ad abbandonare le regioni ad Est della linea Oder – Neisse, molti abitanti di Breslavia furono internati nel campo di detenzione di Landsdorf, a capo di questi vi era Ceswal Gebonski. Nel 2001 il capo, di tale campo ,fu accusato di crimini contro l’ umanità, vari testimoni dichiararono che varie donne furono annegate nei bagni mentre altri furono sepolti vivi, i bambini furono separati dalle loro madri e lasciati morire di fame. Il 4 ottobre 1945, le guardie capeggiate da Gebonski, non spensero un incendio nella baracca numero 12, causando la morte di 48 persone, chi cercava di fuggire veniva ucciso.

 

 

 

Salomon Morel il Posada Carilles Israeliano

 

Salomon Morel nacque nel 1919 a Garbow in Polonia, da una famiglia ebrea. Nel 1939, dopo l’ invasione tedesca Morel e il fratello organizzarono una banda criminale, dedita principalmente alle rapine contro gli inermi civili. Tre anni dopo, durante un tentativo di furto furono catturati dai partigiani del partito comunista, questi lo amnistiarono in cambio di una sua collaborazione. Tra il 1943/44 molti membri della famiglia Morel furono internati ad Auschitz. ( secondo alcune fonti, molti di loro perirono durante l’ internamento  ) e da qui iniziò la sua insaziabile sete di vendetta. Nel marzo 1945, a seguito della conquista dellla Polonia da parte delle truppe sovietiche, furono riutilizzati i campi di prigionia, precedentemente utilizzati dai tedeschi. All’ inizio dell’1945, Morel divenne capo del campo di prigionia,di Zgoda, i detenuti erano composti da varie nazionalità molti tedeschi ,vari ucraini e polacchi fedeli al governo filo – occidentale in esilio a Londra. Le condizioni di vita nel campo, erano orribili, alcuni gruppi di prigionieri non ricevevano il cibo per giorni, le normali razioni giornalieri erano composte da pezzi di pane e zuppa composta principalmente da in gradienti come ortiche, capelli umani, a volte i fortunati ricevevano dei pezzi di cavolo, carote o mais. Le condizioni sanitarie erano scandalose i prigionieri furono infettati dal tifo e dalla dissenteria. A causa del pericolo di contagio, le guardie carcerarie furono vaccinate contro il tifo, un simile trattamento non fu mai utilizzato verso i prigionieri. Il tasso di mortalità era elevatissimo nel periodo tra il 26 luglio / 8 settembre morirono dalle 8 alle 34 persone il giorno. In agosto i decessi toccarono la spaventosa cifra dei 632 decessi. Morel non fece mai nulla per debellare le malattie, cercò di informare il meno possibile i suoi superiori. Un testimone Joseph C. riportò un episodio drammatico, quando Morel si assentò per un giorno, il comando fu affidato ad un suo vice, che decise di ricoverare i primi 10 malati di tifo al vicino ospedale, quando arrivarono i primi infermieri a trasportare i malati, riapparse misteriosamente Morel, che bloccò lo spostamento, dei malati.

Inoltre dichiarò quello che hanno fatto i tedeschi ad Auschitz in 5 anni lo farò io in 5 mesi.

Oltre alle malattie e alle pessime condizioni alimentari, i prigionieri furono ripetutamente maltrattati e torturati, molti testimoni riferirono che Morel partecipava attivamente a tali nefandezze, un tipo di tortura consisteva nel appoggiare il prigioniero nel pavimento e calpestarlo fino alla morte. Quando la condotta di Morel, venne a galla, il tenente colonnello lo punì ridicolmente concedendogli 3 giorni di arresti domiciliari e la decurtazione del 50% dello stipendio.

Il 15 settembre 1945 il campo fu definitivamente chiuso su 5.764 prigionieri 1.855 perirono, per colpa della negligenza umana. L’aguzzino visse impunemente in Polonia fino al 1993, quando iniziò a diminuire la sua intoccabilità  e decise di trasferirsi in Israele. Nel 1998 e nel 2004, la Polonia avanzò una richiesta di estradizione per il criminale di origine polacca, ma il “democratico” Israele ha sempre declinato tale proposta concedendo una linea difensiva piuttosto ambigua.

 

Una storia sconosciuta il bombardamento al Napalm su Royan.

Le armi prodigiose degli yankee.

 

Nel 1942, gli USA sollecitarono un gruppo di scienziati, capeggiati da Louis Fieser, a creare chimicamente un fluido incendiario, capace di essere lanciato dagli aerei e che potesse aderire e penetrare nelle trincee. L’invenzione riuscì, grazie ad un miscela composta da benzina, acidi naftenico e palmitico.

La nuova arma, fu sperimentata direttamente sul campo di battaglia e nell’ aprile del 1945 fu scelta la cittadina di Royan come obbiettivo.

Royan è situata alla foce del fiume Garonna nei pressi di Bordeaux , in quel periodo, aveva una validità strategica nulla, dato che quasi tutta la Francia era stata riconquistata.

I militari di stanza tedeschi, non aspettavano altro che l’ armistizio, ma così non fu.

Il 14 aprile  l’aviazione anglo-americana bombardò la città, utilizzando 725.000 litri di napalm, Royan fu completamente distrutta ( rimasero in piedi solo 9 case), il presidio miliare tedesco fu completamente annientato, ma in tale episodio i “liberatori” uccisero anche 1.700 civili, che si risiedevano sul luogo. L’ inutile esperimento  ebbe successo sia dal punto di militare che mediatico. Negli anni futuri, il napalm, fu riutilizzato in Vietnam e Iraq. Nel 1980 a Ginevra fu firmato una Convenzione sul divieto e limitazione delle “armi convenzionali”, il protocollo III vieta l’utilizzo di armi incendiarie, tra cui il napalm e le bombe al fosforo, ma stranamente gli USA non hanno mai ratificato tale accordo.

10/12/2006


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