STORIA 2007

 

Haiti, storia della prima rivoluzione contro l’uomo bianco

 

Haiti come noi la conosciamo fu occupata dagli spagnoli nei primi anni del 500.

I nuovi colonizzatori iniziarono subito una feroce politica di sterminio  a danno della popolazione locale ( completamente estinta nel 1600 ). Nel 1517 l’Imperatore spagnolo Carlo V autorizzò il commercio di schiavi con l’arrivo dei primi 15.000 neri provenienti dalla Guinea. Negli anni successivi i francesi invasero nella parte occidentale di Hispaniola parzialmente abitata. Nel 1695 con  il Trattato di Ryscwick la Spagna cedette la parte orientale di Haiti alla Francia.

I transalpini iniziarono a far affluire i neri dall’Africa per un totale di 20.000 unità l’anno . La popolazione arrivò a toccare le 500.000 unità composte per la quasi totalità da persone d’origine africana, schiavi sfruttati nelle piantagioni di canna di zucchero,caffè e tabacco, 28.000 mulatti e schiavi neri affrancati e circa 30.000 bianchi. Haiti era legata alla madrepatria da vincoli molto rigidi, dato che i piantatori non potevano vendere i loro prodotti né acquistare liberamente manufatti sui mercati diversi da quelli diversi da quello francese. La società era caratterizzata da un’inaudita violenza, a partire dalla tratta del lavoro degli schiavi e dalla disciplina loro imposta tramite punizioni di impressionante brutalità.

Nel 1789 in Francia scoppiò la rivoluzione contro il potere assolutistico di Luigi XVI, producendo aspettative opposte tra gli abitanti delle colonie francesi.

I bianchi ritenevano di avere il solo diritto alla rappresentanza nelle nuove Assemblee coloniali, mentre i “colorati” volevano avanzare le proprie rivendicazioni ponendo nello stesso piano la parità con gli europei, ma senza radicalizzare il confronto per non mettere a rischio il sistema di schiavitù dal quale traggono i propri profitti.

Nel marzo del 1790 l’Assemblea Nazionale Francese pubblicò un decreto che stabilì l’uguaglianza dei diritti dei cittadini ( ossia dei “liberi” ) senza menzionare le differenze di razza.

Le Assemblee Coloniali riuscirono ad ottenere l’autonomia legislativa su questo decreto, restringendo i diritti politici alla sola popolazione bianca.

Nella fase di transizione politica si sviluppò la prima insurrezione. Vincent Ogè, uno degli esponenti di punta dei “liberi” sbarcò a Cap François costituendo una banda armata per imporre all’Assemblea Coloniale il decreto di marzo. Venne sconfitto, catturato e condannato a morte nell’ ottobre del 1790.

Il caso Ogè suscitò indignazione a Parigi e fu approvata una nuova legge, scaturita da un compromesso deludente con l’opposizione, che affermava che i diritti politici sarebbero spettatati, tra gli uomini di colore, solo a quelli nati da entrambi i genitori liberi – ossia appena il 6% della popolazione.

Negli ultimi anni un sempre maggior numero di schiavi neri, fuggiva dalle piantagioni, dandosi alla macchia in guerra permanente contro la milizia coloniale. Il 14 agosto uno stregone vodoo ( la religione non ufficiale ma maggioritaria tra gli schiavi ) profetizzò una nuova e vittoria rivoluzione contro i padroni.

Il 21 agosto i neri si organizzarono in piccoli gruppi e iniziarono a bruciare tutte le piantagioni e ad uccidere i latifondisti. La rivolta aveva infiammato tutto il nord della colonia francese ad eccezione del capoluogo Cap François. La rivolta nel Sud e nell’Est della colonia ebbe esiti differenti. In queste province i mulatti rappresentavano 1/3 della popolazione e non desideravano la disfatta dei bianchi alleandosi con essi per stroncare la rivolta degli schiavi.

L’alleanza tra mulatti e bianchi fu di breve durata, dato che l’Assemblea Coloniale revocò i diritti politici concessi ai mulatti.

Alla fine dell’anno la situazione ad Haiti si era stabilizzata i neri controllavano tutto il Nord ad eccezione del capoluogo, mentre i bianchi e mulatti in perenne contrasto occupavano le province del Sud e dell’Ovest.

L’Assemblea Legislativa Francese cambiò finalmente l’orientamento sulla questione razziale. Il 28 marzo fu approvata una legge che garantiva << l’eguaglianza dei diritti politici agli uomini di colore e neri liberi>>, ma non era menzionata l’abolizione della schiavitù.

Inoltre l’Assemblea Legislativa nominò tre commissari per dare effetto al nuovo decreto. Dalla Francia salparono 15 navi con 6.000 uomini per mettere fine alle controversie tra padroni e schiavi e reprimere definitivamente la rivolta nel Nord.

Poco dopo la partenza dei commissari, un fatto di straordinaria importanza accade in Francia.

La Monarchia fu abbattuta e instaurata una Convenzione Nazionale. Gli eserciti repubblicani strappavano le loro prime vittorie e le classi dominanti si armarono contro questo nuovo mostro: la democrazia. In febbraio fu la volta della guerra contro la Spagna e l’Inghilterra.

Quando arrivò la notizia della fine della Monarchia la situazione ad Haiti mutò di nuovo.

Per il momento i neri non sapevano da che parte stare, poiché la Rivoluzione Francese era in mano ai liberali che volevano restaurare la schiavitù. Pertanto allorché gli spagnoli di S.Domingo offrirono ai neri un’alleanza contro il governo francese, gli ex schiavi non esitarono ad accettare.

Da qui cominciò ad emergere Touissant come l’uomo del futuro, si presentò agli spagnoli con 600 uomini come capo indipendente.

I commissari che sbarcarono ad Haiti trovarono una situazione catastrofica. Sonthanax sbarcò a Port ou Prince mentre Gilbaud si stabilì a Cap François. Quest’ultimo cospirava con i piantatori per deporre il commissario Sonthanax, cercando l’aiuto dei britannici per restaurare l’ancien regime.

Il commissario si vide costretto ad attuare una politica difensiva alla sola Port ou Prince  decise di utilizzare la sua ultima carta a disposizione, concesse l’amnistia e la cittadinanza francese a 15.000 schiavi soldato di Gibaud. L’esercito di quest’ultimo fu facilmente sconfitto.

Il 29 agosto Sonthonax dichiarò unilateralmente l’abolizione della schiavitù, ma gli schiavi furono riluttanti a credere nei buoni propositi del commissario. Il 19 settembre i britannici iniziarono l’invasione della colonia francese. Gli invasori abrogarono subito i decreti di uguaglianza approvati dal precedente governo rivoluzionario e si attirò subito le simpatie dei latifondisti bianchi. Il 4 giugno 1794 i britannici avevano occupato completamente il Sud e l’Ovest della colonia francese. La posizione della Francia era quasi conclusa, ma il 6 maggio la situazione si capovolse.

Il comandante Toussiant si accorse che gli spagnoli non avevano nessuna intenzione di abolire la schiavitù e di conseguenza abbandonò l’esercito iberico a favore dello stato francese. L’Assemblea Nazionale a fronte di questi avvenimenti  ratificò definitivamente l’abolizione della schiavitù.

L’esercito di Touissant sviluppò subito un’efficace azione di guerriglia contro gli ex alleati spagnoli, mentre gli inglesi erano costretti sulla difensiva nella città costiere, demoralizzati e falciati dalla febbre gialla.

Il 22 luglio 1795, a seguito delle fulminanti vittorie dell’esercito repubblicano in Europa, la Spagna si arrese e cedette  la parte Orientale di Hispaniola alla Francia. Le armate spagnole composta per la maggior parte da schiavi neri si arruola nelle file dell’esercito francese.

La nuova situazione non portò gli effetti sperati. L’esercito transalpino era lacerato dalle continue lotte interne. I generali mulatti Rigaud e Villatte, erano timorosi per l’avanzata dell’esercito di Touissant e del nuovo dominio francese. Il 20 marzo 1796 l’esercito mulatto attaccò e sequestrò il governatore generale Laveaux. Touissant non accettò tale situazione e attacco la milizia di Rigaud marciando da Gonaive a Cap François con oltre 100.000 soldati. Le forze mulatte ritrovate in netta minoranza si arresero rilasciarono il governatore il 22 marzo.

A metà del 1798 sbarcò ad Haiti il nuovo commissario generale Hedouville inviato dall’Assemblea Generale francese allarmata dal rafforzamento politico di Touissant. Quest’ ultimo non desiderava l’indipendenza ma chiedeva un libero commercio con le altre nazioni confinanti. Il commissario sperava di utilizzare il mulatto Rigaud in una guerra civile contro le truppe di Touissant.

Nello stesso periodo, l’esercito inglese nominò un nuovo supervisore, Maitland che cercò di utilizzare la situazione a proprio vantaggio, avendo capito che una vittoria militare era pressoché impossibile. Firmò un’alleanza con Touissant, dove gli inglesi s’impegnavano a ritirare l’esercito di occupazione e instaurare relazione amichevoli, mentre gli Haitiani si impegnavano a non invadere la vicina Jamaica.

Nell’ottobre del 1798 Touissant mosse definitivamente contro Hedouville sconfiggendolo presso Cap Françosi e costringendolo all’esilio.

Alla fine dell’anno la Francia inviò un nuovo consigliere Roume, che continuò l’operato del precedente, aizzando il conflitto tra mulatti e neri. A giugno le truppe mulatte capeggiate da Rigaud occuparono Petit Goave, che era stata assegnata precedentemente a Touissant.  Questi sotto incoraggiamento del consigliere Roume gli dichiarò guerra. I 5 mesi successivi furono caratterizzati da feroci combattimenti e eccidi compiuti da ambo le parti. A novembre  Dessalines ( futuro presidente ), riuscì ad occupare il centro della resistenza mulatta Jacmel. Il generale iniziò una feroce politica repressiva a danno dei vinti, furono uccisi dalle 2.000 alle 10.000 persone.

Intanto in Francia il potere fu assunto da Napoleone Bonaparte che assunse il comando con il colpo di stato del 18 Brumaio ( 9 novembre 1799 ).

Bonaparte era legato alla potente lobby dei latifondisti  e ricevette da loro importanti appoggi per la sua ascesa.

Ad Haiti il governatore generale Touissant pubblicò una nuova Costituzione, che abolì definitivamente la schiavitù, i lavoratori neri avrebbero lavorato nelle piantagioni, compensati con un quarto del prodotto lordo. L’impegno a garantire la sicurezza e le proprietà dei coloni bianchi che fossero rimasti. Ogni amministrazione municipale era composta da un sindaco e quattro assessori, nominati dal governatore per la durata di due anni in base a una lista di sedici nominativi sottoposta a scrutinio del Presidente. L’Assemblea centrale poteva accogliere o respingere le proposte di legge, ma dipendeva dal governatore e veniva eletta dai principali amministratori che erano, anch’essi, nominati da lui. La Costituzione dichiarava Touissant governatore a vita con la facoltà di nominare un proprio successore. La Costituzione dava una semi indipendenza ad Haiti, con la Francia nelle vesti di sorella maggiore, nella guida e mentore. Indipendenza locale assoluta da un lato, ma capitali e amministratori francesi dall’altro, per contribuire a sviluppare e a educare il paese, con un altro funzionario transalpino in qualità di collegamento tra i due governi. Nel  luglio del 1801 Touissant pubblicò definitivamente la Costituzione, ma il nuovo commissario dopo aver sentito il parere di Napoleone gli ordinò di revocare lo statuto, seguito da un netto rifiuto.

Il generale corso non accettò tale verdetto e dopo aver ristabilito la schiavitù nell’ordinamento francese. A seguito della tregua con l’Inghilterra, Napoleone organizzo una spedizione, composta da 20.000 soldati guidati dal generale Leclerc, da inviare all’isola ribelle. ( altri 14.000 giunsero nei mesi successi )

Le forze transalpine sbarcarono ad Haiti il 2 febbraio1802. Il generale haitiano Christophe utilizzò subito la tattica della “terra bruciata”, contro le soverchianti forze europee, incendiando i principali centri costieri. Questa resistenza non fermò la fulminea avanzata dell’invasore, l’esercito haitiano allo sbando fu costretto alla resa incondizionata. Touissant si arrese al generale Leclerc il 1 maggio. Touissant decise di abbandonare la vita politica e dedicarsi alla sua tenuta agricola. Un mese dopo i francesi arrestarono con l’inganno l’ex presidente, venne processato e incarcerato in forte sui monti del Giura in Francia, dove morì meno di un anno dopo. Il trattamento riservato a Touissant e le notizie proveniente dalle alte colonie  ( Guadalupa e Martinica ) rilevarono che i francesi volevano imporre il ritorno integrale alle condizioni del passato, iniziando da subito a disarmare le milizie nere. I luogotenenti Dessalines e Christophe si appellarono alle masse degli ex schiavi per la resistenza e la difesa della propria libertà e indigenza. Scoppiò una feroce guerra interna che durò fino a tutto il 1803, portando l’isola alla completa rovina economica. Nelle primavere del 1803 la Gran Bretagna dichiarò nuovamente guerra alla Francia e attuò un blocco navale sull’isola. I francesi a corto di rinforzi dalla madrepatria e falciati dalla febbre gialla ( dei 34.000 invasori ,24.000 erano morti, 8.000 ricoverati in ospedali e avevano soltanto 2.000 uomini esausti ), iniziarono una politica militare prettamente difensiva. Alla fine di ottobre occupavano la sola Le Cap. Il 13 ottobre abbandonarono la città con la residua popolazione bianca, alla volta di Cuba.  Il 1 gennaio 1804 fu dichiarata l’indipendenza. .La nuova nazione nacque economicamente distrutta, con la popolazione priva di ogni cultura sociale, divisa tra fazioni interne mentre un nuovo imperialismo economico iniziò ad opprimerli, quello yankees.

 

P.s.

La rivoluzione haitiana  sviluppa l’insorgenza dello schiavo contro i propri padroni metter in crisi la netta opposizione tra politico e sociale che sta alla base della differenza tra Rivoluzione americana e francese e che ne divarica inesorabilmente i processi. La rivoluzione dei neri antillesi costituisce il solo caso riuscito nella rivolta di schiavi e le avversità che dovette superare dimostrano la portata degli interessi in gioco. La trasformazione degli schiavi, centinaia di esseri tremebondi di fronte a  un unico uomo bianco, in uno capace di organizzarsi e sconfiggere le più potenti  potenze europee del tempo, è una delle grandi epopee della lotta e delle conquiste rivoluzionarie.

Per questo non viene quasi mai menzionata dai “liberali” perché difficile collocarsi nel lineare decorso di un’idea di “progresso” tutta occidentale e eurocentrica. Una vicenda sempre censuarata e accantonata, sulla Rivoluzione di Santo Domingo, come parte fondamentale, interna, della Rivoluzione francese.

 

Saverio Borgheresi

 

31/07/2007


storia

home page

archivio 2006

archivio 2005

archivio 2004

archivio 2003