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STORIA 2007
«Zyklon B» contro i messicani
Maurizio Blondet
25/06/2007 .effedieffe.
Prodotto dalla ditta tedesca
di disinfestazione DEGESCH, il famigerato «Zyklon» (acido
cianidrico) era commercializzato in quattro versioni di diversa potenza.
Zyklon E era raccomandato per liberare ambienti da infestanti duri a morire,
come gli scarafaggi. Zyklon D era il preparato più largamente usato per
liberare ambienti chiusi (stive di navi, edifici in cemento con mobili nelle
stanze) da pidocchi, topi e ratti.
A quanto pare, per gli esseri umani bastava la versione meno potente, il
Zyklon B.
Ma sull'uomo non fu usato per la prima volta in Germania.
Fu usato dal 1929 negli Stati Uniti, dall'autorità sanitaria (US Public
Healt Service) alla frontiera col Messico, per spidocchiare gli immigranti
messicani che transitavano da Juarez a El Paso. (1)
In quello stesso 1929 la DEGESCH si divise il mercato mondiale con
l'americana Cyanamid, da cui i sanitari americani comprarono il prodotto.
Le basi giuridiche per l'uso della sostanza erano state poste dal presidente
Woodrow Wilson, che aveva varato la Immigration Law nel 1917.
Wilson era un «eugenista», influenzato dalla potente lobby degli
eugenisti americani, che perseguivano la «sanità razziale» con
argomenti medico-sociali.
La lobby riuscì a creare nell'opinione pubblica un tremendo allarmismo sulle
possibili malattie infettive che gli stranieri potevano portare.
Nello stesso 1917, l'allarme fu tradotto in una direttiva: il «Manual
for the physical inspection of Aliens» (Manuale per l'ispezione fisica
degli alieni).
Esso escludeva dall'immigrazione «imbecilli, idioti, deboli mentali,
persone di inferiorità costituzionale psicopatica [categoria che
comprendeva gli omosessuali], mendicanti, poligami, anarchici, persone
affette da malattie contagiose, prostitute, qualunque alieno analfabeta
oltre i 16 anni».
Il sindaco di El Paso, tale Tom Lea, chiese ed ottenne dal governo federale
che nella sua città fosse allestito un campo di quarantena dove trattenere
gli «alieni» per oltre 14 giorni.
Lo stesso Tom Lea era ossessionato dalla campagna degli eugenisti, al punto
che portava mutande e maglie di seta, perché i medici allora dicevano che
sulla seta i pidocchi (portatori del tifo) non si attaccavano.
Nel solo 1917 gli agenti del
Public Health Service spidochiarono 127.123
messicani direttamente sul ponte di Santa Fe, il punto di transito da
Juarez.
Non solo gli emigranti: anche gli abitanti di Chihuahuita, il quartiere
messicano di El Paso, furono sottoposti al «bagno profilattico»:
consistente nella rapatura a zero, nell'incinerazione dei loro vestiti, e
nella loro immersione in un bagno di kerosene ed aceto.
Ciò, nonostante l'ispezione di 5 mila case a Chihuahuita avesse portato alla
scoperta di due soli casi di tifo, uno di tbc e uno di morbillo.
Nel 1916, un bagno disinfettante del genere ordinato da Lea sui detenuti di
El Paso (quasi tutti messicani) era finito in tragedia.
I detenuti avevano avuto l'ordine di denudarsi, e di gettare i loro abiti in
una cisterna riempita di una mistura di benzina, creosoto e formaldeide.
Poi, essi stessi furono obbligati a prendere un bagno in una mistura di
benzina, aceto e carbone vegetale.
Alle 15.30 del 15 marzo, l'accensione di un fiammifero provocò un incendio
nel carcere saturo di benzina.
Il giornale The El Paso Herald contò 50 «detenuti dai cui corpi nudi si
levavano fumi»; alcuni erano ancora chiusi nelle loro celle.
Il morti furono 27.
Nel gennaio 1917, 200 donne messicane s'erano ribellate all'orrendo bagno
obbligatorio, innescando una rivolta che costrinse a mandare l'esercito ai
due lati del confine.
Probabilmente per questi precedenti, l'adozione del Zyklon B apparve più
sicura.
Si tratta, spiegava The El Paso Herald in un articolo del 1920, «di gas
cianidrico, il più potente veleno conosciuto, più letale dei gas usati nei
campi di battaglia europei (1914-18)».
Unito ad acido solforico, il Zyklon B era usato specificamente per fumigare
gli abiti degli immigrati.
Ovviamente, la sostanza è mortale quando messa a contatto della pelle, in
concentrazione di 50 parti per milione.
Quanti messicani morirono
dopo essersi rivestiti?
Non si sa.
David Dorado Romo, lo storico che ha rievocato questa vicenda (2),
ammette: «Ho solo racconti orali sugli effetti del trattamento. I
parenti e discendenti dei messicani immigrati parlano di morti strane, di
nascite difettose, di tumori. Ma nessun documento ufficiale, e ciò è
incredibile».
C'è olocausto e olocausto.
C'è «memoria» obbligatoria e smemoratezza coltivata.
Ci sono colpe collettive inestinguibili, e felici auto-assoluzioni.
Eppure, l'esperimento americano in corpore vili ispirò l'uso del Zyklon B
nei lager dei Reich.
Un direttore della tedesca DEGESCH, Gerhard Peters, propose l'uso del
preparato nelle camere di disinfestazione (Desinfektionskammers) dei campi
di concentramento.
Il suo articolo apparve su una rivista specializzata, «Anzeiger fuer
Schadlingskunde»: Peters lo illustrò con foto delle camere di
fumigazione allestite ad El Paso per volontà del sindaco Lea.
En passant, Peters fu processato a Norimberga e condannato a cinque anni.
Fece ricorso, e nel 1955 fu dichiarato non colpevole.
Il Zyklon B non impedì che nel 1918 una tremenda epidemia si propagasse tra
Messico ed USA, ma al contrario.
La «spagnola», il cui primo caso
fu rilevato nella contea di Haskell in
Kansas, raggiunse il Texas e ad El Paso fece strage di messicani, almeno 10
mila.
Gli americani, naturalmente, pensarono che fossero gli immigrati ad
importare il male: e intensificarono i «bagni preventivi», con
acido solforico e cianidrico.
Maurizio Blondet
Note
1) Alexander
Cockburn, «Zyklon B on the US border», Counterpunch, 23 giugno
2007.
2) David Dorado Romo, «Ringside Seat to a Revolution:
An underground history of El Paso and Juárez: 1893-1923», Cinco Puntos
Press, El Paso.
01/07/2007