STORIA 2007

Un pugile  particolare…

di F. R.

Sidney Robey Leibbrandt nacque a Potchefstroom1, in Sud Africa, il 25 gennaio del 1913 in una famiglia boera di origini tedesche ed irlandesi.2 Frequentò il Grey College3 a Bloemfontein. Pugile dilettante, si appassionò alla disciplina divenendo un brillante atleta. Nel 1934 rappresentò il proprio paese agli Empire Games4 vincendo la medaglia di bronzo nella categoria dei pesi massimi. Partecipò alle Olimpiadi di Berlino del 1936 insieme alla squadra olimpica sudafricana, rimanendo affascinato dal Nazionalsocialismo e dal Führer. Tornato in patria vinse con facilità i suoi primi cinque incontri da professionista prima di conquistare il titolo dei pesi medio-massimi sudafricani, il 31 luglio del 1937, battendo Jim Pentz a Johannesburg.5 Nello stesso 1937 e l’anno successivo, in trasferta in Inghilterra e in Germania, perse alcuni incontri e nel ’38 ritornò a Berlino per studiare all’Accademia della Ginnastica del Reich6. Allo scoppio della guerra decise di rimanere in Germania e si arruolò nell’Esercito tedesco, dove seguì un corso di paracadutismo e conseguì il brevetto di pilota d’aliante. Entrato in contatto con l’Abwehr7, Leibbrandt fu coinvolto nell’operazione Weissdorn8, un piano per l’organizzazione e la realizzazione di un colpo di stato in Sud Africa, allo scopo di rovesciare il governo del generale Smuts9 che aveva imposto al paese l’ingresso in guerra a fianco degli anglo-americani, nonostante la forte resistenza degli Afrikaaner.10 L’operazione prevedeva che Leibbrandt ottenesse il sostegno di una potente organizzazione sudafricana apertamente filotedesca, l’Ossewabrandwag11, allo scopo di instaurare un governo favorevole all’Asse, se non addirittura, come sostengono alcuni, una “repubblica Nazionalsocialista sudafricana”. L’operazione contava sul fatto che in Sud Africa vi era una forte presenza di elementi di sentimenti filo-tedeschi fra la popolazione e lo stesso Ministro degli Esteri von Ribbentrop aveva deciso un potenziamento delle attività di spionaggio e di propaganda in quell’area.12 L’eliminazione di Smuts sarebbe servita a catalizzare tutte le forze sud-africane contrarie all’intervento in guerra a fianco degli anglo-americani.13 L'operazione Weissdorn era un progetto sensato sia dal punto di vista politico che militare. E' vero infatti che nelle province del Capo e nel Natal gli inglesi erano in maggioranza ma in tutto il resto del paese erano predominanti gli Afrikaaner, i cui sentimenti anti-britannici e filo-tedeschi erano ben noti a tutti. Eliminato Smuts, quindi, si prevedeva una forte reazione da parte di questi ultimi, vista anche la politica brutalmente assimilazionista condotta dagli inglesi nei confronti degli Afrikaaner fin dalla sconfitta da questi subita nella Seconda Guerra anglo-boera.14 Vi erano poi degli aspetti militari significativi, per esempio il fatto che i rifornimenti alle basi britanniche in Egitto e in tutto il Medio Oriente passavano per il Capo di Buona Speranza e ciò avvenne fino al 1943 inoltrato; una forte base per gli U-Boat nei porti sudafricani avrebbe consentito di spazzare via del tutto i trasporti bellici anglo-americani da e per l'Oceano Indiano -Australia e Nuova Zelanda, in particolare-, oltre ad avere delle ripercussioni negative anche per i rifornimenti britannici verso la Somalia e il Sudan. Altro fattore importante dell'operazione Weissdorn era il fatto che il Sud Africa fosse (e sia) un grande produttore di cromo, il metallo necessario per la costruzione dei motori a reazione per aerei -la Germania comprava cromo dalla Finlandia che, però, non ne produceva a sufficienza, per il motore del Me-262A-1a Schwalbe-, oltre ad avere grandi riserve di rame, oro, eccetera ed essere un grande produttore d’acciao. 15 Leibbrandt, utilizzando il nome in codice di Walter Kempf, salpò da Paimpol16, in Bretagna, il 2 aprile del 194117, su un panfilo d’altura, requisito, di fabbricazione inglese, il “Kyloe”. Lo comandava il mitico Christian Nissen18 che, in 67 giorni e con una traversata di oltre 8.000 miglia, fece arrivare Robey in Sud Africa. Il Kyloe giunse a Mitchell’s Bay19, alla foce del Groen River, 150 miglia a nord di Città del Capo, il 10 giugno del 1941.20 Nissen, col suo yacht, dopo 110 giorni di viaggio ininterrotto e 14.000 miglia, raggiunse sano e salvo il porto di Villa Cisneros nel Marocco spagnolo. Al principio il luogo dello sbarco avrebbe dovuto essere un altro, Lambert’s Bay21, e Leibbrandt avrebbe dovuto condurre con sé un radio-operatore, il sottufficiale tedesco Dorner. Pare sia stato Robey a decidere di cambiare il luogo dello sbarco e di scendere a terra da solo, su un battello di salvataggio che si capovolse e lo costrinse a raggiungere la riva a nuoto, riuscendo a salvare ben poco dell’equipaggiamento. Dopo aver nascosto il battello, iniziò il viaggio a piedi, senza cibo né acqua. Aiutato da alcuni afrikaaner, raggiunse prima Sariesam, poi Wallekraal22 e quindi Città del Capo. In seguito ritornò sul posto a recuperare la radio-trasmittente ed il danaro.23 Messosi in contatto con alcuni camerati costituì con loro il gruppo Nasionaal Sosialistiese Rebelle24, che condusse una violenta campagna anti-inglese e compì numerosi attentati e sabotaggi dello sforzo bellico sud-africano a favore degli anglo-americani. Il gruppo di Leibbrandt ebbe anche dei contatti con l’Ossewabrandwag e non è escluso che alcune delle attività di Robey abbiano coinvolto anche dei militanti dell’O.B., ma il leader dell’ Ossewabrandwag, Johannes Van Rensburg25, durante l’incontro che ebbe con lui, si mostrò indifferente alle proposte di collaborazione di Leibbrandt.26 Fra l’altro, nel dopo guerra, circolò insistentemente la voce che van Rensburg fosse sul libro paga di Smuts. Leibbrandt ebbe contatti, nei pochi mesi di attività, anche con la Afrikaaner Broederbond.27 Leibbrandt continuò comunque a cercare appoggi, conquistando sostenitori alla propria causa con discorsi ardenti e conducendo una attiva campagna politica, più che altro nel Transvaal28 e nell’Oranje Vrystaat29. I membri del gruppo si addestrarono nel sabotaggio, nell’uso degli esplosivi e pianificarono, attuandoli, assalti a depositi d’armi e a banche.30 Buona parte di loro provenivano dagli Stormjaers31 dell’O.B. Robey ebbe un primo scontro con la polizia, che aveva ricevuto una soffiata, ma riuscì a sfuggire all’arresto.32 Subito dopo, per la sua cattura, vivo o morto, fu offerta una taglia di 1000 rand33. Leibbrandt fu arrestato nei pressi della residenza di Smuts, fuori Pretoria, con un fucile da cecchino, il 21 dicembre del 1941.34 Oltre a lui la polizia arrestò svariati Stormjaers. Il Rand Daily Mail35 titolò a tutta pagina: “Leibbrandt Group Smashed”.36 Il processo per alto tradimento contro Leibbrandt iniziò il 16 novembre del 1942 a Pretoria. Durante tutte le udienze Robey si rifiutò di deporre, sostenne di aver agito "for Volk and Führer" e, al suo primo ingresso in aula salutò col braccio teso37. Il processo terminò con la condanna a morte, che Leibbrandt accolse dicendo, chiaramente ed ad alta voce, “I greet death”.38 Sul Time del 22 marzo 1943 è riferita la risposta che Robey dette al giudice, quando fu letta la sentenza e quest'ultimo gli chiese se avesse niente da dire: “Lunga vita ad Adolf Hitler, lunga vita al Sud Africa Nazionalsocialista. Mi aspettavo di morire se fossi tornato e non ho paura che ciò accada, all'inferno la tua misericordia”. La sentenza fu commutata in carcere a vita dal presidente Jan Smuts39, per l’ammirazione da questi nutrita nei confronti del padre di Leibbrandt, un “coraggioso guerriero Boero”40 della guerra anglo-boera.41 Dopo la vittoria del Partito Nazionale42 alle elezioni del maggio 1948, partito che si era fortemente opposto all’entrata in guerra del Sud Africa al fianco degli Alleati, Robey e tutti gli altri prigionieri politici furono amnistiati e quindi rilasciati.43 Tornato libero, Robey sposò, nel 1949, Eda Botha, una ragazza diciottenne. Ebbero cinque figli: Hermann, Remer44, Izan45, Rayna e Meyder Johannes. In seguito, venduta la propria fattoria di Honeydew, si trasferì a Springbok46, nel Namaqualand dove iniziò una nuova attività. Nel 1949 ritornò anche alla sua vecchia passione, il pugilato, e nonostante l’età –ormai 36 anni- vinse due incontri.47 Ma rimase anche politicamente attivo; poco dopo il suo rilascio annunciò la propria intenzione di creare un fronte anticomunista per sostenere il governo nazionalista di Daniel François Malan48, ma non c'erano i presupposti politici e gli furono fatte pressioni perchè abbandonasse il progetto, cosa che Robey fece “per evitare imbarazzo al governo nazionalista”. Anni dopo, con Hendrik Verwoerd49 Primo Ministro e B.J. Vorster –ex Stormjaers- Ministro della Giustizia, Robey rilanciò il proprio piano e Vorster dichiarò ufficialmente che, nella sua lotta contro il comunismo, avrebbe accettato aiuto da qualsiasi parte provenisse. Nel 1962 fondò l’Anti-Kommunistiese Beskermingsfront50 e stampò una serie di opuscoli intitolati Ontwaak Suid-Afrika51. Nel 1961 pubblicò una autobiografia intitolata “Geen Genade”52, ristampata in seguito. Morì il 1° agosto del 1966. Nel 1983 lo scrittore Hans Strydom scrisse un libro di lui, intitolato “For Volk and Führer”53, dal quale, in seguito, venne tratto un film per la TV, “The Fourth Reich”.54 La sua famiglia, almeno fino al 2005, viveva ancora a Bloemfontein e conservava la copia del Mein Kampf, autografata dal Führer, avuta in dono da Leibbrandt alle Olimpiadi del 1936.

                   

06/02/2007


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