STORIA 2007

 

L’ultima battaglia della seconda guerra mondiale in Europa

 

La rivolta di Texel

 

Il 4 maggio di due anni fa, il presidente georgiano Saakasvili commemorò i suoi connazionali che combatterono a Texel, nominandoli “Eroi dell’Unione Sovietica”, sebbene molti storici, concordino, che questa rivolta fu inutile ai fini militari e politici.

La battaglia che si svolse tra il 5 aprile – 20 maggio 1945, fu causata dall’ammutinamento del 882esimo reggimento georgiano ( composto da 1.200 uomini di cui 400 tedeschi )  stanziato nell’isola olandese di Texel, avamposto di estrema importanza nel Vallo Atlantico.

La divisone georgiana  formata nel giugno del 1943, nei pressi di Random in Polonia, era  composta essenzialmente di elementi georgiani catturati durante l’operazione Barbarossa, gli ex, sudditi dell’Impero Sovietico, abbandonarono la madrepatria e si arruolarono in massa nella Wehrmarcht, con la “speranza” di trasformare la Georgia in una nazione indipendente e sovrana. In principio la 882 divisione “Regina Tamara” fu utilizzata in operazione antipartigiane,fino al suo trasferimento in Olanda avvenuto il 24 agosto 1943, dove rimasero fino alla fine del conflitto. Nel marzo del 1945, fu stabilito che il battaglione Regina Tamara, si sarebbe trasferito nei pressi della città di Amsterdam, per cercare di fermare l’avanzata dell’esercito alleato. Ma i piani saltarono la sera del 5-6 aprile 1945.

In quella notte, i soldati georgiani assalirono nel sonno i tedeschi, che furono squartati con coltelli e baionette, per un totale di 400 morti. ( alcuni testimoni puntualizzano che al massacro parteciparono anche elementi civili del luogo ). Gli ammutinanti che assunsero il potere, sperarono in un intervento liberatorio delle truppe alleate, che non arrivò mai. L’esercito tedesco dopo aver appreso del massacro, organizzò una feroce controffensiva, composta da 3.600 soldati comandati dal maggiore Klaus Beirtner. Il conflitto si sviluppò nei giorni seguenti e durò fino al 20 maggio 1945, ben 15 giorni dopo la resa delle truppe tedesche di stanza in Olanda e Danimarca e 12 giorni dopo la resa totale della Wehramacht. La battaglia causò la completa distruzione del tessuto urbano e rurale dell’isola, i morti furono, 800 tedeschi, 565 georgiani, 117 olandesi e si concluse con lo sbarco delle truppe canadesi e la resa ad essi della Wehramcht.

In base all’accordo di Yalta i 228 superstiti georgiani furono trasferiti in Unione Sovietica, dove furono accusati di tradimento per la loro resa ai tedeschi durante l’operazione Barbarossa e rinchiusi nei tristemente famosi gulag siberiani.

Questo ammutinamento, inutile ai fini militari e politici, si trasformò in un bagno di sangue che colpì ambo le parti ( specialmente tedeschi )  a pochi giorni dalla fine del conflitto quando le sorti erano state già scritte.

 

Saverio Borgheresi

16/12/2007


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