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STORIA 2007
Quando Cuba era sotto il giogo yankees. Come si viveva prima dell’avvento della rivoluzione cubana.
Da oltre 50 anni, i mass media mondiali e nostrani, hanno sviluppato una feroce campagna diffamatoria e ricca di menzogne nei riguardi di Cuba, un’opera d’insabbiamento degli eventi “scottanti”, come gli anni che vanno dal 1902 al 1959. Come mai, lo vedremo più avanti…
Cuba colonia per oltre 400 anni, non sviluppò mai, un’effettiva industrializzazione, ( l’uniche presenti erano gestite da capitali esteri ), il solo settore economico di rilievo era quello zuccheriero, che veniva venduto grezzo ( veniva raffinato negli altri stati ), specialmente negli Stati Uniti dove nel 1895, erano rivolte il 95% delle esportazioni. Nel 1898, dopo il conflitto ispano americano, l’isola fu occupata dalle forze statunitensi che svilupparono da subito, una ferma alleanza con le classi latifondiste, estromettendo dai giochi di potere il Movimento di Liberazione Nazionale, che cercava di creare una nazione libera e sovrana.
Nel 1900, sempre sotto occupazione militare, venne approvata una nuova Costituzione, votata dai rappresentanti dell’Assemblea Nazionale, che rappresentavano sia o no il 2% della popolazione.
La Costituzione autorizzava gli Stati Uniti a intervenire militarmente ogni qualvolta venissero minacciati i loro interessi economici ( in USA, a fu approvato un medesimo emendamento, denominato Platt, dal suo creatore ), Guantanamo fu ceduta agli USA, e inoltre fu autorizzata la dollarizzazione dell’economia, la liberalizzazione della barriere tariffarie ( un antiquato NAFTA e CAFTA, il primo ha già messo in ginocchio l’economia messicana, l’altro lo farà con l’economie degli stati centro americani ).
Inoltre, tramite appositi decreti, fu legalizzato lo sfruttamento delle risorse economiche, il generale Wood emise un particolare emendamento, dove furono cedute 218 concessioni minerarie, esenti da imposte, ai capitalisti americani, di cui 89 alla Beethelen Steel della Morgan. ( Tra il 1914/224 il settore zuccheriero fu totalmente monopolizzato dalle imprese americane ). La logica dell’alta finanza ( simile a quella odierna ), fu quella di assicurarsi in modo prioritario il controllo delle unità di produzione esistenti, per trarne il massimo profitto, da far rientrare il più rapidamente possibile nelle madrepatria e secondariamente contribuire all’espansione dell’apparato produttivo o al suo sfruttamento intensivo per mezzo dell’innovazione tecnologica. Lo stato cubano, sotto controllo yankee, non attuò mai una ferrea politica di controllo sul lavoro e sui profitti ottenuti. Fino al 1917, le esportazioni di zucchero non furono tassate, e quando lo divennero non superarono mai l’1%.
Ma, la grande finanza yankee, non aveva messo solo le mani sul settore agrario.
Nel campo minerario, i giacimenti di ferro erano sotto controllo della Bethlemen Steel Corp, quelli del rame all’ American Metal, mentre il monopolio elettrico era detenuto dalla General Eletric e la Cuba Telephone, la cui quasi totalità del capitale era della ITT alleata della ATT e della Western Union. Inoltre inglesi e americani avevano monopolizzato il settore dei trasporti ferrati, mentre i tram di L’ Havana erano sotto controllo dell’ Elecrtric Railway Light. La maggioranza delle suddette imprese, erano filiali della ben più grande J.P. Morgan. Il sistema bancario era completamene in mano ai neo colonizzatori. Il Banco Nacional Cubano era proprietà di banche estere, inoltre gli USA gestivano i conti del Tesoro Cubano. In più, i capitali nord americani erano in maggioranza, nei cementifici,industria pesante,tabacco e alimentazione.
Lo stato cubano, sprofondò nella dipendenza finanziaria, per via del debito pubblico. La J.P. Morgan accordò prestiti per 111 mlm. Di dollari, tra il 1914/27.
Il rimborso del debito, da parte del Tesoro Cubano in quattro decadi, costò alla nazione cubana, quello che fece guadagnare al gruppo statunitense ben 59.8 milioni di dollari, in ammortamenti e interessi vari. Anche la multinazionale Rockfeller non era da meno, la Chase Manhattan Bank formalizzò, negli anni venti, una serie di operazioni bancarie, di diverse decine di milioni di dollari sul debito pubblico. Alla fine degli anni venti, l’economia cubana era completamente dipendente dalle esportazioni e dal prezzo sui mercati internazionali dello zucchero, che rappresentava il 35% del PIL e l’80% delle esportazioni, tale prodotto era estremamente vulnerabile agli andamenti di mercato ( il prezzo sui mercati internazionali era di 2 centesimi di dollaro a libbra nel 1914, a metà degli anni venti passò a 23,5 per tornare a 2 nel 1926 e crollare a 0,6 nel 1932 ). Cuba era totalmente dipendente dagli USA suo principale cliente.
Successivamente la grande crisi capitalistica del 1929, mise in “discussione” qusto sistema di sfruttamento economico. Gli Stati Uniti, impedirono a Cuba di rompere con le regole liberali del commercio internazionali, tallone aureo e di ricorrere a misure di difesa ( dazi commerciali ) alla fine Cuba fu costretta a concedere ulteriori riduzione delle tariffe sulle esportazioni/importazioni e a mantenere il tasso di cambio tra dollaro e peso 1 a 1 ( il peso era entrato in circolazione nel 1914 ). Quest’ ultima politica creò una deflazione molte forte, contrasse la masse monetaria e indebolì la base economica nazionale.
Per far fronte alla crisi economica lo stato cubano, ( la caduta del PIL del 36% tra il 1929/32 e una diminuzione del 50% delle esportazioni ), iniziò ad attuare una feroce politica di tagli alla spesa pubblica, per circa la metà dei costi correnti, toccando punte di -65% per la sanità e educazione, mentre quelli per la difesa e sicurezza rimasero invariati.
Nel 1934, cinque anni dopo la crisi finanziaria, la situazione interna era nella più completa crisi, la disoccupazione toccava le 250.000 unità tra la popolazione attiva ( il massimo tasso dell’ America Latina ) e lo stipendio medio per un contadino era del 65% inferiore rispetto al 1929. Nelle province orientali, si svilupparono i primi moti rivoluzionari, contro l’inique politiche governative, ma tutte le rivolte finirono schiacciate dal pronto intervento cubano/statunitense.
Dopo la seconda guerra mondiale, Cuba divenne la capitale del gioco d’azzardo e della prostituzione, ospitando anche esponenti della mafia americana che si impadronirono del settore turistico. All’inizio degli anni 50, si sviluppò, una intensa e vitale guerriglia socialista, contro il governo del despota Batista. I ribelli appoggiati da quasi la totalità della popolazione sconfisse il già misero esercito governativo e conquistò il potere all’inizio del 1959.
Pochi mesi dopo, il nuovo governo, iniziò ad attuare una politica di rinascita nazionale.
Gli USA, per rappresaglia, attuarono un feroce embargo che dura ancora oggi.
DATI OTTENUTI dal Libro “Cuba Orgoglio e Pregiudizi” Edizione Achab.
Saverio Borgheresi
27/12/2007