STORIA 2007

 

Il conflitto delle Fillipine

 

La fine della prima repubblica e la nascita della più antica colonia americana.

 

Percorsi i corridoi e le stanze della Casa Bianca notte dopo notte; e non mi vergogno di dirvi, cari signori, che in più d’occasione mi lasciai cadere in ginocchio e pregai dio onnipotente perché mi concedesse la sua luce e la sua guida. E una notte, a tarda ora, ( non so ancora come, ma accade ) giunsi alle seguenti conclusioni: 1) che noi non potevano assolutamente restituirle ( le isole Filippine ) alla Spagna, poiché sarebbe stato un atto vile e disonorevole; 2) che noi non potevamo nemmeno affidarle alla Francia o alla Germania, nostre rivali commerciali in Oriente, poiché sarebbe stata una scelta pessima e avrebbe diminuito il nostro prestigio internazionale; 3) che noi non potevamo abbandonarle a loro stesse, poiché non erano in grado di darsi un governo autonomo, e ben presto sarebbero finite nell’anarchia o in mano a un governo ancora peggiore di quello della Spagna e 4) che non ci restava altro di fare se non occuparle e istruire i fillipini, sollevarli dalla loro condizione,civilizzarli,cristianizzarli, e con l’aiuto di dio fare del nostro meglio per aiutarli, anch’essi nostri fratelli per i quali cristo morì in croce.

 

William McKinley, presidente degli Stati Uniti,1899.

 

L’idea, che McKinley aveva, era d’utilizzare l’esercito per uccidere gli indipendentisti bruciare i loro villaggi, sottoporli a torture e gettare le fondamenta per la nascita di colonia da sfruttare in eterno. Dopo il conflitto ispano americano, gli spagnoli furono cacciati dalle Filippine, grazie ad una azione congiunta degli USA e dei ribelli, locali. I filippini sotto la guida del carismatico Andrès Bonifacio  avevano già proclamato la propria indipendenza, ma gli spagnoli e gli americani non la riconobbero, . La Spagna concesse l’arcipelago asiatico agli USA, per un valore di venti milioni di dollari, senza tener conto delle decisioni già prese dagli abitanti locali.

I gruppi di liberazione avevano già assunto il potere su tutto il territorio nazionale ad eccezione di Manila, dove la guarnigione iberica si arrese ai soli yankee.

Nei mesi successivi gli americani rafforzarono numericamente le proprie truppe, arrivando a contare i 150.000 effettivi, con l’obbiettivo dichiarato di ristabilire il dominio coloniale nell’arcipelago asiatico. La situazione sempre più tesa, esplose a Manila il 4 febbraio 1899, dopo un breve scontro tra filippini e soldati americani. Il giorno successivo il conflitto dilagò per tutta la città e provocò la morte di 2.000 filippini e 200 americani.

Dopo il “presunto” incidente, il presidente Aguinaldo propose al generale Otis una tregua unilaterale, subito rifiutata. Intanto McKinley ( il primo cittadino USA ), emise un ordine di cattura su Aguinaldo accusandolo di banditismo. McKinley non dichiarò mai guerra alle Filippine dato che veniva già considerata come parte integrante dello stato americano.

Alla fine di febbraio gli yankees riuscirono a pacificare le zone limitrofe di Manila e obbligarono l’armata filippina a ritirarsi a Nord. Successivamente l’esercito americano intraprese una poderosa offensiva militare che sconfisse l’armata nazionale a Quingao in Aprile, Zapotè a Giugno e Tirad a dicembre.

Nel primo anno di conflitto, le truppe filippine, subirono gravi sconfitte militari, oltre alla perdita dei suoi più valorosi generali come Gregorio del Pilar e Antonio Luna.

I comandanti dell’esercito asiatico per far fronte alla notevole superiorità decisero di intraprendere nuove tattiche militari, volte ad eliminare la presenza americana.

Sabotaggi, attentati e brevi scontri si sarebbero sviluppati negli anni successivi.

Nei primi quattro mesi del 1900, oltre 500 militari yankee persero la vita nelle azioni di guerriglia. I filippini ottennero piccole vittorie militari a Paye,Catubig, Makahambus, Pulag, Balangigga e Mabitac. Per far fronte al notevole successivo dei ribelli asiatici, gli yankees attuarono una feroce  repressione ai danni della popolazione civile ( la maggior parte dei militari era già abituata a calpestare i diritti umani, dato che erano per la maggior parte veterani delle guerre indiane ), distruggendo interi villaggi, eliminando simpatizzanti e capi locali e furono creati campi di internamento, dove migliaia di filippini furono rinchiusi e lasciati morire per inedia.

La tattica yankee riuscì a minare le base al movimento locale, il 23 marzo 1901 grazie all’aiuto di traditori locali fu catturato il presidente Aguinaldo nei pressi di Palan. Una settimana dopo a Manila, Aguinaldo, fu costretto a giurare obbedienza agli USA, e “invitare” i filippini a deporre le armi.

La cattura del Presidente, fu un duro colpo per la resistenza, ma non come speravano gli USA. L’esercito di liberazione sviluppò un feroce contrattacco, focalizzato principalmente nella regione di Batagans. Sebbene queste vittorie militari non scalfirono la superiorità militare yankee, ( poche perdite tra i marines ), fecero capire che la guerra non era ancora finita. Il generale Bell rispose duramente alla rinascita indipendentista, rafforzando le misure contro insurrezionali. Nel 1903 il fronte indipendentista si trovò di fronte a gravi problemi logistici e finanziari ,di fronte a un nemico troppo potente le rimanenti truppe ribelli si arresero all’invasore. Alcuni nazionalisti filippini non accettarono la resa e continuarono la guerriglia per un altro decennio.

Simeon Ola, che guidava alcuni gruppi, nell’area di Bicol, fu sconfitto il 25 aprile.

Fu l’ultimo generale ad essere sconfitto sul campo.

I residui gruppi militari, erano milizie composte da contadini poveri guidati da presunti leader messianici, che si rifacevano a credenze animistiche e cattoliche.

Nel 1913 la milizia guidata da Dioniso Sequela meglio conosciuto come Papa Isio, depose le armi, ponendo la parola fine alla guerra filippino americana.

Il conflitto causò la morte di oltre un milione di persone ( 90% vittime civili ). Gli yankee per salvare le loro apparenze “democratiche” instaurarono una presunta Assemblea Nazionale composta in massima parte da latifondisti. Nel 1946, fu “concessa” l’indipendenza, allo stato asiatico, sebbene gli USA, abbiano ancora un enorme influenza nella vita economica e politica.

 

Saverio Borgheresi

 

30/11/2007


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