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VERONA NOTIZIE 2007
La Magistratura all’attacco del Sindaco Tosi
Il
Sindaco di Verona Flavio Tosi, eletto in modo plebiscitario nelle recenti
elezioni amministrative , è ancora nel mirino dei magistrati. Già condannato
in appello a 2 mesi per “idee razziste”, (ma il Sindaco ha già presentato
ricorso in Cassazione), reo di avere“osato raccogliere firme per allontanare
i nomadi dal comune di Verona”, che come tutti sanno sono “ virtuosi
lavoratori”, ora è alle prese con una denuncia per “diffamazione” da parte
del giudice trentino Marco La Ganga.
La vicenda parte dall’inchiesta sulla sanità veneta privata, nella primavera del 2006, che vede Franco Toniolo funzionario regionale veneto, Raffaele Buzzoni presidente
della Commissione Sanità della Regione Veneto el’imprenditore veronese Puntin, ex direttore della clinica Pederzoli di Peschiera del Garda indagati per un giro di mazzette.
Un’intercettazione che faceva riferimento ad un “certi To..” ,fece scattare immediatamente un’indagine nei riguardi di Tosi, all’epoca Assessore alla Sanità, che si risolse
in una bolla di sapone, ma che provocò la
reazione del futuro Sindaco, al quale era stata anche perquisita la casa. Tosi partì allora al contrattacco e querelò il magistrato. Ora a distanza di sei mesi scatta la risposta del dott. La Ganga che ha deciso di querelare Tosi per le frasi polemiche che questi avrebbe pronunciato all’indomani dei fatti: “giudizi annebbiati” e “ toghe rosse”, ecco le “ingiurie” rivolte dal primo cittadino, che evidentemente sentiva “aria di persecuzione” nell’agire della magistratura, spesso
particolarmente solerte nei sui confronti.
Ora tutta la vicenda avrà uno strascico in più e viene proprio voglia di chiedersi se i giudici non hanno di meglio da fare, vista la precarietà della sicurezza nelle nostre città, con le forze dell’ordine che sudano lacrime e sangue ,assistendo impotenti alla vanificazione del loro lavoro dopo poche ore, con da facili scarcerazioni
I cittadini onesti, non capiranno quest’ennesima querelle, fino a prova contraria esiste “libertà d’espressione” in Italia e le affermazioni
di Flavio Tosi, non sono tali da ledere il “prestigio” della magistratura, ma fanno parte della normale dialettica politica.
Se invece si vuole censurare ogni forma di dissenso nei riguardi della magistratura, allora lo si dica apertamente, noi tutti però avremmo il sacrosanto diritto di richiedere pingui risarcimenti a quei giudici che per sbaglio condannino un innocente, sottoposti anche loro alla”dura legge della responsabilità personale nell’esercizio delle proprie funzioni”.
Ed intanto il 13 dicembre la Cassazione si pronuncerà definitivamente sulla”condanna per razzismo” di Tosi. La Legge Mancino
pende sulla testa di tutti quegli italiani che non hanno ancora
abbassato il capo di fronte al degrado che alligna nelle nostre città, mete di un’invasione non casuale……e che minaccia l’esistenza stessa del nostro popolo.
Federico Dal Cortivo
01/11/2007