VERONA NOTIZIE 2007

 

Prefetto e questore: nessun allarme a Verona….

 

Nulla di nuovo sotto il sole, perché anche quest’anno i vertici istituzionali ci hanno allietato con la solita litania…” Verona città sicura”..” Non vi sono segnali preoccupanti”…La stessa cosa detta già a fine 2005 dall’allora prefetto Giovannucci e dall’attuale questore Merolla. Dichiarazioni fatte con la carta a carbone, tese solo a dare un quadro tranquillizzante della reale situazione in cui versa la città scaligera,un tempo sinonimo di tranquillità e benessere, ora con zone off limits o ridotte a casbah, come già riportato in passato. Il giochetto riesce bene perché i vertici istituzionali snocciolano solo i dati che fanno comodo, riguardanti eventi legati alla malavita organizzata o mafia, cosiddetta macrocriminalità, nel primo caso sono stati messi a segno azioni importante e nel secondo caso non vi sono al momento tracce significative di una presenza di cosche in città , ma tralasciano volutamente il costante aumento della cosiddetta  “microcriminalità”,quella che spaventa di più la gente, perché predatoria, fatta di furti, sia in casa, sia in auto, scippi, rapine, piccolo spaccio,il tutto con un contorno di violenze.

. Considerarla micro è del tutto errato, sia sotto il profilo criminologico, sia sotto quello sociologico, perché le conseguenza sulla salute della collettività sono gravi, come afferma in una intervista il dott. Nicola Cipriani, Presidente Aggiunto di Cassazione: “La valenza dirompente sulle persone di questi fenomeni criminali, erratamente definiti micro, è alta, dice il magistrato,e la sicurezza, prosegue il dott. Cipriani, è un bene della società, che lo Stato deve garantire, inoltre essa è anche un fatto psicologico di coesione sociale.”

Il prefetto di Verona Italia Fortunati, nella sua relazione di fine anno afferma invece che i segnali che” le sono giunti dai cittadini veronesi” sono “ rassicuranti” , “una città che non da segnali preoccupanti”…Il questore Luigi Merolla l’incalza, smentendo i dati forniti dal Sole 24 Ore per quel che riguarda Verona,precipitata dal 92°al 97° in quanto a sicurezza, parlando anche lui di “dati positivi” nella lotta al crimine organizzato.

Ma il compito dei vertici delle forze dell’ordine non è forse quello di dare il massimo per tutelare la sicurezza dei cittadini ed al tempo stesso fornire un’informazione corretta ?  Invece si prosegue nello sport di gonfiare le cifre che più fanno comodo e minimizzare i dati scomodi, temendo chissà quali ripercussioni per la propria carriera, che poi è la cosa che alla fine più sta a cuore alla stragrande maggioranza dei vertici in Italia… E così ecco che le paure dei nostri connazionali sono esorcizzate e spariscono come d’incanto.

Affermare che i cittadini hanno una “percezione positiva “ della sicurezza è dire il falso, basterebbe vivere la città e parlare con la gente, invece di snocciolare cifre stando nel palazzo o girare sotto scorta. La stessa cosa avviene ovviamente anche a livello nazionale, dove assistiamo all’indecente farsa di quell’emergenza continua che si chiama Napoli, od alla totale latitanza dello Stato in intere regioni. Ma ascoltando le veline del Viminale e le dichiarazioni del Ministro Amato, sembra che problemi non ve ne siano…..

 Proprio qualche giorno fa un sondaggio condotto da ResPublica Swg e commissionato dalla Confesercenti ha dato come risultato, su un campione di 600 adulti, al primo posto come paure la criminalità, seguita dai disastri ambientali e dalle nuove malattie. Un sondaggio, che sia pur fatto su scala ridotta, mette in chiaro che la percezione degli italiani è ben diversa da quella dei cosiddetti vertici istituzionali. Così come smentisce tanta fiducia l’ultimo sondaggio dell’Eurispes, che fotografa l’Italia dopo cinque mesi dall’entrata in vigore dell’indulto:  il 43,6% dei cittadini lo ha considerato inutile e non indispensabile il 14%, solo un 5,6% si è detto favorevole. Da notare che i più contrari alla clemenza sono i giovani sotto i 34 anni e la sua lettura va fatta in chiave politica trasversale. A Verona sono stati quasi 300 i detenuti che hanno lasciato il carcere di Montorio quest’estate. Basta vivere tra la gente, frequentare strade e piazze di Verona per accorgersi che aria tira. Una presenza sempre più inquietante di extracomunitari,di nomadi, un proliferare di centri telefonici, conosciuti come “phone center”, frequentati da tutta un’umanità  da corte dei miracoli, spazi verdi a due passi dal centro zone di ritrovo di spacciatori e tossici…..Se solo coloro che stanno ai vertici, con un atto d’umiltà, la smettessero di fare della propaganda e si impegnassero a non ripetere stupidamente ogni anno la solita manfrina, già sarebbe un ottimo risultato. Siamo di fonte ad una mancanza di “uomini”, di “idee”, di “ mezzi”. Inesistente una “seria politica per la sicurezza”in questa città. Non va dimenticato neppure che circa l’80% dei reati, su scala nazionale, restano impuniti, complice una magistratura che spesso disapplica le leggi esistenti, come la Bossi – Fini o irroga blande pene che non contemplano neppure la detenzione.

La giunta di Palazzo Barbieri non è da meno in quest’opera di disinformazione e inazione. Il Sindaco non partecipa mai alle riunione tenute in prefettura sull’ordine e la sicurezza, ed il suo assessore alla “ sicurezza”,non è mai stato in grado di elaborare alcuna iniziativa atta a contrastare i fenomeni malavitosi sul territorio. Una figura del tutto priva di spessore, così come l’attuale comandante alla Polizia Municipale.  Un panorama desolante questo di Verona, una città  delle potenzialità enormi, città d’arte e di cultura,ma gestita con pressappochismo, leggerezza, ed incompetenza.  Vizi che si pagano prima o poi.

 

Federico Dal Cortivo

 

14/01/2007


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