|
|
Segreteria provinciale di Verona
comunicato stampa
Calvario Angelo Segretario Provinciale
Veltroni a Verona ..(s)parla di sicurezza
Siamo indignati e sorpresi dalle
dichiarazioni rilasciate dal Segretario Nazionale del Partito
Democratico, confermate anche dal Sottosegretario agli Interni,
presente anch’egli ieri in città, quando, ieri, testualmente, in
occasione del proprio comizio elettorale tenutosi presso
l’auditorium della Gran Guardia in Verona, dove, tra i punti di
attuazione del suo programma, ha inserito, tra le priorità per
risolvere i problemi della sicurezza, quella di “ non volere più
vedere mettere i timbri sui passaporti dagli operatori della
polizia, in possesso della fondina e della pistola n.d.r.” – “tutti
i poliziotti devono uscire dagli uffici”.
Vogliamo ricordare che gli appartenenti della Polizia di Stato, nella propria veste operativa, oltre a adempiere a procedure amministrative quali i passaporti, permessi di soggiorno, licenze d’armi ecc. , vengono impiegati normalmente anche in attività esterne di ordine pubblico e di polizia giudiziaria, che molte volte contemplano le stesse autorizzazioni sopra citate.
Non dimentichiamo che gli appartenenti alle forze dell’ordine, ad un certo punto della loro attività professionale, o per l’avanzata l’età che si avvicina alla pensione, o che per gravi lesioni permanenti subite nel corso della professione, non possono essere “rottamati”, per non essere più abili a ricorrere di corsa dei malfattori, o guidare una autovettura intenta a inseguire un fuggitivo.
Di conseguenza questi operatori vengono, talvolta destinati ad attività burocratiche connesse ai servizi di polizia.
Ci dicano chiaramente come intendono impiegare “ su strada” questi operatori di polizia?
Ci sembra strumentale ed indecoroso addebitare il malfunzionamento della pubblica amministrazione ai singoli individui che la compongono.
Non ci stiamo a subire passivamente le solite filastrocche preelettorali.
Vorremmo che la casta politica si mettesse in discussione ma non solo a parole ma con fatti dimostrativi chiari e inequivocabili.
Mettiamo in discussione le migliaia di auto blu e le innumerevoli scorte che ogni giorno attraversano l’Italia in lungo e largo.
Incominciamo a mettere in discussione che una persona che accetta un ruolo politico non debba per forza essere scortata, accettandone i rischi.
Gli appartenenti alle Forze di Polizia, nell’espletamento quotidiano della loro professione, vengono minacciati anche di morte; quante volte ci tocca udire dalla bocca degli arrestati “ quando esco ammazzo te e la tua famiglia”, soprassedendo inconsapevolmente o consapevolmente in quanto se denunciamo il fatto alla nostra dirigenza veniamo trasferiti per “motivi di opportunità”, senza scorta.
Da Verona, dove è stata lanciata questa provocazione elettorale, noi vorremo di rimpetto lanciarne un’altra.
Tutti i politici che vengono in questa città e anche a livello nazionale, abbiano il coraggio di rinunciare alla scorta, all’auto blu, e utilizzino i mezzi pubblici o privati, in modo da destinare gli operatori delle forze dell’ordine a servizi di polizia utili alla collettività e di destinare le enormi risorse economiche, utilizzate per le scorte, all’acquisto dei mezzi di lavoro utili alle forze di polizia per contrastare la sempre più dilagante criminalità nazionale ed internazionale.
Molte volte chiediamo, ai nostri colleghi di altri stati europei, come funziona nel loro paese e rimaniamo esterrefatti nell’apprendere che le scorte vengono assegnate a pochissimi responsabili istituzionali che hanno solo responsabilità di governo e di sicurezza nazionale.
L’Italia è il paese degli scortati, quasi quindicimila appartenenti alle forze dell’ordine vengono impiegati per le scorte e anche con mansione permanenti di autisti.
Un “esercito” che potrebbe essere impiegato al servizio del cittadino che nota con dispiacere e rabbia i cortei di autoblu che transitano per le corsie preferenziali delle nostre città, creando così una disaffezione al sistema delle istituzioni.
Tra le personalità scortate ci giunge notizia che persino ad un’arbitro di calcio è stata assegnata una scorta; una figura che non ha nulla a che vedere con le istituzioni, scorta pagata con le tasse del contribuente e non dalla Federazione di propria affiliazione.
Per detti compiti di scorta, la politica potrebbe creare, come ha fatto con i cosiddetti “ portaborse”, una nuova figura professionale, direttamente pagata dall’interessato, che creerebbe migliaia di nuovi posti di lavoro
Non accettiamo che per fini di pura propaganda elettorale si giochi sulla pelle di uomini e donne in uniforme che quotidianamente mettono a repentaglio la loro vita per la sicurezza dei cittadini e del paese.
Peschiera il 13.03.2008
Rinnovamento Sindacale
Segreteria Provinciale
Angelo CALVARIO
16/03/2008