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VERONA NOTIZIE 2007
A VERONA L’UGL DICE NO AL” PROTOCOLLO FARSA ANTIRAPINE”.
Il Sindacato non firma il 13 dicembre in Prefettura il testo redatto “ sotto dettatura” dell’Associazione Banche Italiane, che invece viene accettato da Cgil Cisl e Uil
Presenti all’evento il Prefetto di Verona Italia Fortunati, il questore, i comandanti provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza , il responsabile dell’Abi e delle banche cittadine. Per i rappresentanti dell’Ugl si può e si deve fare di più nel settore sicurezza, che vede ogni anno gli sportelli bancari bersagliati dalla cosiddetta “microcriminalità”, ma ecco in sintesi le motivazioni che hanno portato alla drastica decisione.
“Ancora una volta il Protocollo è stato redatto su base nazionale, quindi non tiene minimamente conto della realtà locale, che varia da provincia a provincia, e che pertanto difficilmente potrà cogliere, quali che siano, le misure più adatte da adottare da parte delle banche presenti sulla piazza.
Nella stesura di suddetto accordo, non è stato interpellato il sindacato, che pure riveste un’importanza non marginale nella valutazione dei rischi che incombono sui lavoratori, essendo lo stesso a
stretto contatto con chi opera sul territorio ed avendo quindi una panoramica precisa dei fenomeni criminosi. Il non averlo interpellato denota la precisa volontà dell’ABI di non affrontare in maniera definitiva le problematiche della sicurezza.
Nell’incontro del 14 giugno 2006 tra Prefetto, sindacalisti
Ugl Credito, assieme ai rappresentanti dell’Ugl Polizia di Stato e successivi interventi sulla stampa locale, l’Ugl ha sempre posto l’accento come la “politica della in-sicurezza” portata avanti dagli istituti di credito” in Verona, non abbia nemmeno tenuto in considerazione l’accordo precedente, già lacunoso, non applicando spesso le già minime misure previste, pur essendo Verona da sempre una piazza bersagliata dalla criminalità, e questo nonostante gli” utili “delle banche siano in costante aumento. Sempre in quella sede si era richiesto la riapertura in tempi brevi del tavolo prefettizio, così come era stato assicurato dal precedente prefetto Giovannucci.La firma al protocollo del 30 novembre 2005, era stata apposta solo dopo avere ricevuto precise garanzie di una revisione celere dello stesso…con l’apporto di migliorie segnalate proprio da Ugl, ma non vi era stato alcun seguito.
Manca nel documento un richiamo preciso alle norme di sicurezza dei luoghi di lavoro, previste dal Dlgs 626/94 e successive modificazioni, sempre disattese dalle aziende di credito, che mal volentieri fanno rientrare il “fenomeno rapina” tra la casistica della “sicurezza sul lavoro”. E’ bene ricordare che l’Art.4 del Dlgs 626/94, prevede obblighi precisi del datore di lavoro riguardo alla sicurezza e salute dei lavoratori e che anche la Cassazione ( III Sezione Penale di Cassazione 29 marzo 1995. n 3437) cita “ un intervento di sicurezza tecnologicamente possibile dovrà essere attuato a qualsiasi costo economico”.
E’ dunque necessario, sempre a parere dell’ Ugl, oltre a coinvolgere direttamente il sindacato nella stesura del documento antirapina, inserire alcune misure obbligatorie sul territorio là dove il ripetersi dei fenomeni criminosi lo richieda e gli sportelli bancari sono più esposti, ad esempio il piantonamento fisso è l’unico deterrente contro le rapine con il taglierino, così come le bussole biometriche sono certamente più efficaci di quelle con solo rilevatore di metalli, che risultano spesso disinserito per non “disturbare la clientela”.L’aver posto come “obbligo generico “ l’adozione di 4 sistemi di sicurezza, su di un totale di 13, lascia alle banche assoluta discrezionalità sui mezzi da adottare, le quali perseguiranno come sempre l'obiettivo del minor costo possibile.”
E’ bene ricordare come già qualche magistrato, come il giudice Guariniello a Torino ha iniziato ad indagare sulla mancata applicazione del Dlgs 626/94 nelle banche e va ricordato come nel recente incontro del 23 ottobre 2007 ,presso il Ministero della Salute, richiesto proprio dalle OO.SS. del credito, presente il Sottosegretario On.Gian Paolo Patta e l’Abi, si sia evidenziato che i Protocolli, veri e propri Accordi Quadro tra Prefetture e Abi, uguali in tutte le province, sono “strumenti operativi ulteriori “ rispetto alla normale e dovuta procedura di prevenzione che le aziende devono adottare a tutela dei propri dipendenti e della clientela: valutazione del rischio ed adozione delle misure per eliminarlo o ridurne la portata, quindi sarebbe opportuno che fossero migliorativi ed a sostegno delle leggi vigenti. L’Italia ha il non invidiabile record europeo con il 50% delle rapine consumate, compiute per lo più da sbandati o in ogni caso non professionisti, ma per questo anche più pericolosi.
"Secondo un'indagine dell'Ugl Credito, risulterebbe che la quasi totalità degli investimenti della banca serva a coprire i costi assicurativi per il denaro, spese per il servizio portavalori e non per provvedere all'adeguamento e la messa in sicurezza dei locali delle banche, dove si trovano sia i dipendenti sia i clienti”.
Federico Dal Cortivo
16/12/2007