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VERONA NOTIZIE 2007
COMUNICATO STAMPA UGL CREDITO
Banche sempre sotto tiro, ma il prefetto non interviene.
Le ultime due rapine messe a segno venerdì 15 a Verona, dimostrano ancora una volta la totale inadeguatezza dei sistemi di sicurezza messi in atto dalla maggior parte delle banche. Come responsabile alla sicurezza dell’Ugl ho più volte richiesto, anche attraverso le pagine dell’Arena l’interevento del Prefetto Italia Fortunati affinché prendesse atto dell’inadeguatezza del protocollo sulla sicurezza stipulato nel novembre 2005 e richiamasse gli Istituti di credito ad applicare almeno il minimo delle misure previste dal protocollo stesso. Purtroppo a tutt’oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla prefettura, come se il problema non esistesse, ma forse si aspetta la prima vittima ? Il direttore di Banca Intesa, è stato trascinato all’uscita con un taglierino puntato alla gola e solo la fortuna ha voluto che il tutto non si trasformasse in una tragedia. Banca Intesa, così come Unicredit sono in cima alla lista delle banche che adottano il minimo e forse nemmeno quello in fatto di sistemi antirapina e lo dimostra nel caso della seconda l’alto numero di assalti subiti in questi anni. Abbiamo sempre sottolineato che solo la vigilanza esterna, nei punti più caldi è l’unico strumento efficace per scoraggiare la malavita cha assale con la ben collaudata tecnica del taglierino, il resto, telecamere, metal detector, a poco servono se non come ausilio al primo.Ed invece le banche insistono nell’installare telecamere, che hanno solo il pregio di costare pochissimo e così permettere a loro maggior guadagni a fine anno, anche a rischio dell’incolumità dei lavoratori e cittadini clienti. Gli utili degli istituti di credito non sono in rosso a quanto mi risulta. L’Italia a livello Europeo vanta ben il 50% di tutti i colpi messi a segno con 2774 rapine registrate nel 2006, contro 728 in Germani, 484 in Spagna, 445 Francia e 122 Regno Unito, con una media in Italia di 20 mila euro a rapina. Evidentemente il colpo in banca paga, e l’Abi afferma che la “colpa è dello scarso utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici da parte dei clienti”, così che vi è sempre molto contante negli sportelli( osservazione risibile perché allora anche i borseggi sono la conseguenza del denaro contante che tutti noi portiamo e non dell’escalation della microcriminalità) ed invece mio avvio i primi responsabili sono proprio i vertici aziendali che hanno intrapreso oramai da anni la disapplicazione sia dei protocolli di sicurezza, sia d’investimenti più mirati ed efficaci, certamente più costosi. Una guardia giurata costa in media 3500- 3800 euro al mese, ma un loro sapiente utilizzo, e la copertura di zone più vaste con il sistema della ronda , in sinergia con telecamere, metal detector, sistemi di macchiatura delle banconote, temporizzatori delle casseforti, può avere risultati positivi. A Verona quelle banche , poche, che hanno reintrodotto,proprio a seguito del nostro intervento , la vigilanza esterna , sono diventate pressoché immuni dalla rapine. Pertanto alla luce anche dei recenti fatti, mi auguro che il prefetto di Verona voglia riaprire al più presto un tavolo di trattativa sindacato-banche, affinché queste ultime vengano costrette a rivedere le evanescenti misure di sicurezza prese fino ad oggi. Come Ugl restiamo in attesa , con la speranza di non dover registrare eventi ben più gravi di quelli descritti: dopo sarebbe solo tardi.
Federico Dal Cortivo
Responsabile Sicurezza Ugl Verona
19/06/2007