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VERONA NOTIZIE
2007
Federico Dal Cortivo-Relazione al 1° Convegno sulla Sicurezza e Forze di Polizia.
Programma per Verona sicura
VERONA 2007: Viaggio virtuale di due turisti:arrivo a Verona, con il mezzo di trasporto più comune sulle lunghe distanze,il treno,….. appena arrivati si ha la sgradevole sensazione appena varcata la soglia della Stazione di Porta Nuova di trovarsi in una specie di terra di nessuno: sporcizia, scarsissima segnaletica, traffico caotico e parcheggio disordinato, mezzi pubblici che arrivano spesso fuori orario, aree verdi semi abbandonate…., una vera e propria corte dei miracoli che bivacca nelle zone antistanti la stazione, fatta di rom,extracomunitari clandestini,piccoli spacciatori e prostitute. Ora ci dicono che presto partiranno i lavori di sistemazione del piazzale, proprio a due mesi dalla fine della campagna elettorale…..
Questo è lo spettacolo poco edificante che offre questa città a chi arriva sia dall’Italia , sia dall’estero, ma soprattutto si nota la mancanza di uomini in divisa, sia a piedi, sia su automezzi (NO così all’aeroporto Catullo, sarà perché di li passano che i big della politica, i questori,prefetti, magistrati e non i peones come noi..) Chi arriva, specialmente nelle ore serali deva viaggiare in compagnia onde evitare spiacevoli incontri( che tristemente le cronache anche vicine riportano). Alla notte le cose peggiorano,complice la scarsa illuminazione di certe zone, e l’arrivo dei clienti delle lucciole.
Ma seguiamo sempre i nostri incauti turisti, che ovviante decidono di prendere un mezzo pubblico per raggiungere il centro città. Ecco che arriva il bus dell’Aptv, ecologico fuori , ma non la suo interno. Qui spesso è il regno dei portoghesi, in massima parte stranieri che vanno e vengono a piacimento, vi si può incontrare nomadi, che si spostano da un capo all’altro della città, gratis anche loro, carchi di sacchi e sacchetti di ogni tipo. Dei viaggiatori vengono derubati, qualche studente italiano aggredito, qualche autista insultato perché esige il rispetto delle regole ( il tanto decantato progetto di sicurezza per mezzo di telecamere e pulsante d’allarme è ancora lontano dalla sua o meglio non è mai partito..) e poi qualcuno vorrebbe che l’autobus fosse preferito all’auto, che almeno è asettica e protettiva.
Ecco che in lontananza scorgersi l’Arena e i nostri visitatori decidono di scendere un po prima per fare quattro passi in Corso Porta Nuova, attraversano la strada e si dirigono verso Volto S Luca costeggiando i giardini di Piazza Pradaval. Ma che vedono? Tra gli alberi secolari, sulle panchine e nei vialetti, invece di famiglie, bambini, anziani, studenti,…stazionano permanentemente piccoli spacciatori e tossicodipendenti, barboni e sbandati con i loro cani , il tutto con un bel contorno di bottiglie di birra, lattine e cartacce.
Gli ignari turisti non hanno percorso che pochi chilometri, dalla stazione alla Bra e già hanno capito che la tanto decantata città di Giulietta e Romeo non è altro che un bluff. Dietro la facciata di città ricca, al centro di importanti snodi stradali ferroviari, con un patrimoni artistico notevole, vi è invece un’altra città degradata, con zone off limits anche nei quartieri, con un immigrazione in costante aumento, spesso clandestina, favorita dalle leggi permissive di questo governo di centro sinistra, dove anche andare in banca diventa pericoloso, perché basta un taglierino per compier una rapina, dove la cosiddetta microcriminalità, che è micro solo di nome, ma la possiamo chiamare tranquillamente –criminalità diffusa- e predatoria, più temuta di quella macro.. , , si fa sempre più spavalda.
E’ questa la Verona che ancora qualcuno si ostina a dire che tutto sommato ..in fin dei conti ..non siamo a Napoli,leggasi sindaco e prefetto di recente..
La stessa insicurezza si respira al Chievo, con i Rom alloggiati a Bosco Mantico… Ora con tanto rumore di fanfare si era gridato la miracolo i Roma tutti a scuola e in ordine con la legge,poi i fatti di questi ultimi mesi hanno dimostrato il contrario…,ed il problema è stato solo spostato un',nella ex base dell’ALE –Aviazione Leggera Esercito- occupando strutture militari, che il nostro “esercito” considera evidentemente inutili, ma che sono costate al contribuente italiano molti soldi. Chissà se all’estero le altre forze armate si comportano allo stesso modo, consegnando le loro attrezzature, al momento non operative, agli immigrati clandestini, che hanno praticamente distrutto tutto all’interno della base. Gli hangar sono stati spogliati delle parti di metallo asportabili, i vetri rotti ecc.
Verona è diventata la bengodi dei Rom, Sinti ecc.coccolati e sovvenzionati dall’amministrazione Zanotto-Pernigo-Brunelli-
Rubano nelle case dei veronesi e vengono pure pagati per farlo!!!Con i nostri soldi ovviamente..
-Come se non bastasse tutto ciò, gli italiani di Verona, sono costretti pure a subire nei pronto soccorsi degli ospedali cittadini, la presenza di balordi di ogni genere, in prevalenza i soliti immigrati clandestini, che come ebbe a dichiarare il responsabile del pronto soccorso di B.go.Roma, dott .Pistorelli qualche anno fa: arrivano dopo accoltellamenti, risse, pestaggi ecc, ecc. Accompagnati spesso dalle “forze dell’ordine”, “questi hanno ogni priorità”, costringendo i cittadini veronesi ad estenuanti attese di ore negli angusti locali dell’ospedale. E come se non bastasse, spesso si abbandonano ad atti di teppismo verso medici e paramedici, poi, se ricoverati scappano dai reparti alla prima occasione.
-Sarebbe finalmente un bell’esempio di “coerenza e carità cristiana”che La Curia veronese, a cui certamente non mancano i mezzi economici, allestisse a proprie spese, un centro medico attrezzato, sito nei propri locali, mettendolo a disposizione di ogni genere di balordo.Lo stesso potrebbero fare tutte quelle associazioni, partiti e organizzazioni sindacali, che da sempre appoggiano la deregolamentazione degli ingressi in Italia degli stranieri. In questo modo si decongestionerebbero di colpo gli ospedali cittadini, ridotti spesso a saloon da far west, con gran sollievo degli utenti italiani.
Anche Veronetta, alle Golosine, a S Lucia, in Borgo Roma, teatro recentemente di numersi episodio di microcriminalità, come furti ai danni di bar e negozi, in Piazza Simoni, nella zona universitaria e nello stesso centro città, dove si sono registrati episodi di violenza anche nella zona di Volto S Luca . Non di secondo piano è la paura che alberga tra chi ha un’attività commerciale, quanti sono i negozianti che dicono apertamente di avere paura? Che vorrebbero armarsi? Tutti fatti che abbiamo sempre denunciato e portato all’attenzione dei media cittadini in questi anni-
Una città, Verona, chi la ricorda nei prima anni “80, ora stenta a riconoscerla. Un’immigrazione incontrollata a favorita ha amplificato gli atti di violenza come gli stupri, lo spaccio della droga, la prostituzione, i furti. Sono nati come funghi in cosiddetti Phone Center ( legge 155 Pisanu del 2005 ora in scadenza 31-12-2007), con tutto il contorno di risse , molestie e disturbo della quiete pubblica. Ad essi si sono aggiunti i Money Transfer , dove , come la recente indagine partita dalla procura di Ancona ha dimostrato,e che ha interessato anche Verona, vengono utilizzati spesso per il trasferimento di denaro sporco. Controlli labili,basta un documento d’identità, anche scaduto o contraffatto,per spedire somme di denaro contante in tutto il mondo,in barba alle leggi bancarie ed alle norme sull’antiriciclaggio.
Ora in Italia, qualcuno vorrebbe ancora farci credere alla favola che tutto ciò sia ineluttabile ed inattuabile per ragioni “umanitarie” economiche ecc.ecc. Gli immigrati “servono” alla nostra economia e producono ricchezza…ci ripetono fino all’ossessione.. I motivi sono altri: tendenza a fare straordinari massicciamente-meno sindacalizzati- più flessibili nei turni e nelle mansioni-disposti a percepire salari più bassi-meno attenti alle norme di sicurezza-quindi una vera pacchia per gli imprenditori senza scrupoli ( l’alto tasso d’incidenti sul lavoro nel Veneto lo dimostra ogni giorni. E’ stato calcolato che l’opera di blando contrasto ci costa circa 114 milioni di euro l’anno,mentre il ministro Bianchi (Pdci) ha chiesto quest’estate la bazzecola di 10 milioni di euro per potenziare, si fa per dire,la Guardia Costiera, che poi si limita a scortare in Italia le banche cariche di clandestini invece di respingerle dalle acque territoriali.
L’Italia ,con un territorio limitato e già densamente popolata,non può certo permettersi di sostenere flussi migratori di nessun genere, al suo interno vi sono ancora sacche di povertà notevoli, con uno Stato sociale oramai a pezzi e le “istituzioni”( anche religiose) conniventi con la suicida politica delle porte aperte. Dati Istat 2004, diffusi nel 2005: famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà 2.674.000,pari a 7.588.000 persone.Così ripartite: 4,7% Nord-7,3% Centro - 25% Sud. Bassi pure sono i livelli d’istruzione in molte regioni, con punte elevate di disoccupazione. Con uno specchio del società siffatto entro pochi anni si andrà incontro allo sfascio completo,sociale e legale, ed i nostri figli si ritroveranno ad ereditare una situazione pesantissima, con pochi strati di popolazione benestante che vivrà blindata e masse di disperati,italiani e non in mezzo ad un mare di criminalità dilagante.
Ne vanno dimenticate le rapine alle banche, che seguono un loro calendario solare: Meno in estate, di più nei mesi freddi, complice pure la quasi totale disappliccazione delle norme di sicurezza da parte delle maggiori banche, che effettuano risparmi sulla pelle dei dipendenti ed anche dei cittadini che ignari si trovano al loro interno, i costi dei premi maggiorati ricadono poi sui clienti.
Questo perché le banche in generale adottano misure di sicurezza antirapina molto blande, e comunque ben al di sotto degli standard previsti dal protocollo sulla “sicurezza” firmato a fine 2005 in prefettura dall’ABI ,e Organizzazioni sindacali, e l’allora prefetto Giovannucci (l’Ugl Credito aveva invece preteso dal prefetto che fossero apportate delle modifiche migliorative e solo dopo le rassicurazioni dello stesso aveva siglato l’intesa, ma poi la cosa è rimasta lettera morta…perché nessuna variazione è stata apportata dal successore), . I dati al 2006 avevano evidenziato un aumento delle rapine nella nostra città di ben il 39% ed una media nazionale del 10% in più. Se poi raffrontiamo gli ultimi 5 anni, sempre fino al 2006, abbiamo un rapporto tra rapine e sportelli sul territorio nazionale dal 7,8% del 2001 al 8,8% del 2006, quindi una situazione che desta più di una preoccupazione e che andrebbe affrontata con mezzi idonei e non semplici palliativi.
Solo a gennaio in una giornata sono state prese di mira la filiale Hypo Alpe Adria e la sede Unicredit di via Mazzini, quindi in pieno centro, a dicembre invece erano state colpite le agenzie della Banca Popolare in via Interrato Acqua morta e ancora Unicredit in Viale del Lavoro
Proprio il protocollo ,che porta la data del 30 novembre 2005 e che scadrà nel novembre del 2007, presenta delle grosse lacune:1) Non tiene in alcun conto di quelle che sono le realtà locali, il protocollo è redatto su base nazionale. 2) E’ estremamente vago sulle misure di sicurezza obbligatorie che le banche dovrebbero adottare( ci si limita ad elencare una serie di provvedimenti che vanno dalle telecamere a cc, al metal detector, al sistema di macchiatura delle banconote, al temporizzatore per le cassettiere contenenti i soldi), suddividendo il tutto in tre categorie, con dieci misure di sicurezza. Le banche hanno facoltà di scegliere nell’ambito di due categorie, tre misure di sicurezza. E’ facile intuire, e di fatti di cronaca lo confermano ogni giorno, che gli istituti di credito, tranne qualche eccezione, hanno adottato le misure più economiche per i loro bilanci, tralasciando ad esempio il piantonamento fisso all’esterno delle agenzie più a rischio che risulta il più oneroso, ma che indubbiamente per il particolare tipo di rapina che si consuma a Verona e provincia, quella con taglierino, è senza dubbio la più efficace, così come efficaci sono le bussole d’ingresso con sistema biometrico, che rileva le impronte digitali delle dita. Se si guardano i bilanci poi della banche, proprio Unicredit che è la più tartassata a Verona ed è quella che spende meno per la sicurezza, ha presentato un utile netto di bilancio al 30-6-2006 di ben 3.043.000 di euro, con un più 48% rispetto al 2005. In pratica tale protocollo è troppo sbilanciato a favore degli istituti di credito e non tiene conto delle esigenze di chi in banca ci lavora e degli utenti, perché spesso ci si dimentica che durante le rapine all’interno della agenzie vi sono dei cittadini.
Assalti agli esercizi commerciali: non passa giorno che un bar, negozio od altra attività commerciale non venga rapinata o vi sia un furto. Trovarsi la bottega scassinata al mattino,oltre al danno materiale,comporta la sosta dell’attività commerciale e un mancato guadagno, c’è chi vorrebbe chiudere e chi invece vorrebbe armarsi: quando si arriva a queste estreme conclusioni significa che il controllo del territorio non esiste, e la risposta data è resa inefficace anche dall’arrivo continuo di nuove facce in città, senza fissa dimora,clandestine, difficili da acciuffare ed identificare, perché non sono in alcuna banca dati del ministero dell’Interno. Fantasmi che cercano il bottino facile per poi proseguire il viaggio…oppure compiono azioni efferate prive come sono di freni inibitori, è risaputa la ferocia degli albanesi e dei balcanici in genere, che appartengono ad una cultura distante dall’Europa e che affonda le sue radici nell’Impero Ottomano.
INDULTO:A tutto questo quadro, si va ad aggiungere l’indulto, voluto dal governo Prodi, che ha liberato migliaia di detenuti i tutta Italia e che come ebbe a dire Di Pietro all’indomani della sua applicazione: pagheremo in termini di sicurezza pubblica- sociale e credibilità delle Istituzioni. Cosa che sta puntualmente avvenendo….purtroppo…
Indulto:.dati CENSIS- Al 31 luglio 2006 risultavano presenti nelle carceri 60.710 detenuti, a fronte di una capienza massima di 43.233 unità. Di questi 38.134, pari al 62,8% risultavano condannati. Gli stranieri erano 20.088……Il 30 settembre del 2006, a due mesi dall’indulto, le carceri italiane avevano una popolazione complessiva di 38.326 detenuti, al di sotto della soglia della capienza massima.
Intanto arrivano i primi dati del dopo indulto:
Secondo l’Ismu .Ente Scientifico Autonomo di studi multietnici-Ad
agosto 2006 sono state scarcerate
16.568 persone e a metà novembre la cifra è salita a
17.455.
Le cinque nazionalità più rappresentate sono la marocchina, l’albanese,
la tunisina, la romena e l’algerina.
Sempre
secondo L’Ismu la criminalità straniera si sta “modernizzando”, ovvero
sta abbandonando il ruolo di manovalanza per passare a vere e proprie
organizzazioni criminali, con una prevalenza del traffico di
stupefacenti, ( a Verona lo spaccio ad esempio nelle ex cartiere è in
mano ai marocchini), la prostituzione( slavi e albanesi), e traffico di
esseri umani.
RITORNATI IN CARCERE: già oltre 7000 sono già ritornati dietro le sbarre, ed in poco tempo si ricreerà il problema del sovraffollamento, che solo un’attenta politica d’edilizia carceraria potrà risolvere risolvere e non le scarcerazioni facili(
Che esista un problema carcerario è evidente, non saremmo certo noi a negarlo, perché come scriveva Dostojevski: “la qualità della società si misura dalla qualità delle sue prigioni” .Basta dare un occhiata a certe strutture fatiscenti come lo sono taluni istituti di pena italiani, per rendersi conto che la vita dietro le sbarre non è poi così rosea.Le celle d’isolamento sono spesso sporche e maleodoranti, prive di riscaldamento ed a volte di servizi igienici, le celle comuni sono per capienza insufficienti e con problemi simili alle prime, gli spazi ricreativi restano per molti detenuti un sogno, così come la possibilità di poter lavorare in prigione.
Le infermerie non sono adeguate ai bisogni della popolazione carceraria mentre sono numerose , le malattie che si contraggono dietro le sbarre. Il sistema “ Italia” dal punto di vista dell’edilizia penale e dell’organizzazione interna non ci fa certo onore.
DATI CRIMINALITA’ NAZIONALE per capire l’effetto sulla città-Poi Dati Verona da Polizia-
..-Attualmente sono 205 le carceri in Italia,In esse il 33.1% di detenuti sono extracominitari( gli ultimi dati Ismu-Ente Scientifico Autonomo-che promuove studi sulla società multietnica- indicano la percentuale del 33% del totale,quindi in forte crescita..)-.Il governo Prodi ha stanziato 35.000.000 di Euro dei contribuenti italiani, per coloro che sono stati “liberati”, ma nulla è trapelato circa gli obiettivi e dove siano finiti questi euro- Il Viminale,nella nota sulla sicurezza di quest’agosto, dice che in Italia nel 2005 si è registrato un aumento del 6,5% del totale dei delitti, rispetto al 2004, e nello specifico sono stati commessi 2.575.168 delitti: furti +2,5%-violenze sessuali +5%-lesioni dolose +9%-tentati omicidi +4,1%- reati inerenti stupefacenti +6,2%-danneggiamenti +12%, nel primo semestre del 2006 sono stati già commessi 1.218.269 delitti, con una leggera diminuzione rispetto al primo semestre del 2005, ma pur sempre impressionanti nella quantità. Da tener presente che la maggior parte della criminalità diffusa è riferibile a reati contro il patrimonio, ovvero furti-rapine-scippi ecc.
Nel interessante libro di Marzio Barbagli( docente di Sociologia all’Università di Bologna), e dal titolo emblematico “ Immigrazione e reati in Italia”? ( la prima edizione era uscita con il titolo non politicamente corretto “Immigrazione e criminalità in Italia” ). Che prende come campione solo 4 anni dal 1988 al 2000..
Si dice chiaramente che oramai ben il 28% della popolazione( ora sono di più come abbiamo visto ) carceraria italiana e fatta da immigrati…che i reati commessi dagli immigrati sono aumentati notevolmente- i furti per esempio da un 6,9% del 1988 sono passati ad un 42,5 del 2000-le rapine da un 3,4% ad un 18,9% -le violenze carnali da un 5,9% a un 16,25%- il traffico di stupefacenti da un 6,8% ad un 30,3% -la prostituzione da un 9% al 56%- sempre per i medesimi periodi. Inoltre si rivela che i fatti di sangue per risse o diverbi che interessano vittime italiane, vedono protagonisti gli immigrati nella misura del 35%…e sempre vittime italiane per reati di criminalità comune, vede gli extracomunitari implicati per ben il 27,8%…
E già si parla di una possibile Legge Amato-Ferrero che dovrebbe sostituire la Bossi Fini, del resto sempre annacquata dalla magistratura che ha la responsabilità di averla destrutturata e depotenziata in maniera scientifica.
IL RUOLO DELLA MAGISTRATURA
NOTIZIA DI IERI PAPALIA STRIGLIA IL COMUNE DI VERONA A POTENZIARE LA COLLABORAZIONE TRA POLIZIA MUNICIPALE E LE ALTRE FORZE DI POLIZIA,bene quello che stiamo dicendo da anni viene ora capito anche in procura…miracoli delle elezioni vicine… Così come il povero Zanotto ha dichiarato sempre ieri che a Verona che “servono Uomini e Mezzi”….,dopo aver detto sempre l’opposto per mesi…
La magistratura dicevamo…
Ridare sicurezza a questa città, non è impossibile, e non significa solo potenziare gli organici ed i mezzi delle forze di polizia, anche la magistratura deve fare la sua parte, “rendendo certe le pene di chi delinque”, “ dura lex sed lex “.Troppo spesso le azioni compiute sul territorio dalle forze di polizia, vengono vanificate da “scarcerazioni facili”, che mettono in dubbio sulla reale funzione della magistratura, un’interpretazione” buonista” e forse anche” interessata” della legge, sicuramente destabilizzante, che permette a tanti cosiddetti microcriminali o stranieri di uscire in fretta dal carcere e spesso nemmeno di entrarci… Tutto ciò suona come una beffa per chi in divisa opera sul territorio, a rischio della propria vita, così come proprio l’ultimo indulto ha schiaffeggiato sonoramente tutte le persone oneste di questa città.
La legge va applicata senza sconti, con fermezza ed i giudici debbono tutelare gli interessi della nostra collettività e non di qualche settore della politica…..
LE RICHIESTE DELLA GENTE: (il povero Zanotto ha dichiarato qualche giorno fa… che a Verona che “servono Uomini e Mezzi”….,dopo aver detto sempre l’opposto per mesi…mentre qualche giorno prima aveva sbandierato ai 4 venti con l’assessore Frigo la POLIZZA ANTICRIMINE-( leggere dati)
Oggi più che mai la gente di Verona chiede sicurezza, per se per i propri cari, per i propri beni.
Scomodando Macchiavelli, Lutero, si scopre che il “patto politico della modernità “-la nascita dello Stato Moderno-tra il sovrano ed il cittadino è proprio la Sicurezza del Popolo, patto stipulato alla nascita dei moderni Stati Nazionali. Sicurezza che il Sovrano da hai cittadini in cambio dell’assunzione del monopolio della forza e del prelievo fiscale. Ora qualcosa è cambiato come vedremo successivamente, perché certe prerogative dello Stato centrale sono state demandate agli enti locali,. Ma la domanda dei cittadini è la medesima: SICUREZZA
Lo confermano non solo i sondaggi, che vedono sempre la criminalità tra le principali preoccupazioni, ma anche quello che si sente in giro, nei posti di lavoro, nella case, come i fatti di cronaca testimoniano..
Ma la sicurezza sembra un’utopia in questa città, dove l’unica volta che forse ci si è sentiti sicuri è stato in occasione della recente visita del Papa:
La visita del papa ha fatto scattare i vari servizi d’intelligence, prevenzione anticrimine ed antiterrorismo.Un controllo del territorio capillare che ha portato la città ad essere cosiddetta “ blindata” .Prefetto, Comune,Carabinieri e Polizia sono stati in prima fila tenendoci a fare bella figura,anche se noi ci teniamo ancor di più alla nostra tranquillità quotidiana e non saltuaria. Ogni 18 passi un agente schierato lungo tutte le vie transennate.., con circa 1000 uomini scherati a Verona, anche i tombini sono stati sigillati. Cassonetti e cestini rimossi, con gli elicotteri che volteggiavano in aria, altri 1200 uomini invece sono stati impiegati al Bentegodi.
Ma dopo che è rimasto?? Praticamente nulla perché le “istituzioni hanno solo mostrato i muscoli “, a Verona sono tornate come prima o peggio… Porta Nuova è ancora zona franca ; Piazza Pradaval idem ; Veronetta,casbah e regno dello spaccio, Boscomantico è base operativa di Rom che si recano diligentemente a ripulire gli appartamenti e a fare accattonaggio ai semafori.. Le prostitute sono tornate alle Golosine - Zai, senza contare quelle di Via Albere( fin sotto i condomini……),Porta Palio e Stazione idem.
Anche la Polizia Locale ha compiuto uno sforzo in più del solito, nei giorni precedenti all’arrivo del pontefice si è visto : il solito furgone mobile,uno di numero, che staziona “solo qualche ora nei quartieri”e fa..”miracoli”a sentire i “bollettini” emessi da Via del Pontiere, poi qualche blitz in baracche abusive allo Stadio, qualche sporadico controllo in centro contro i venditori di merce contraffatta, mentre il l’agente di quartiere, nominato spesso e volentieri negli “spot comunali” resta tutt’ora un desaparecidos..così come gli “agenti di prossimità” da dispiegarsi nei vari quartieri voluti da Pisanu. Alla festa per il 140° anniversario del Corpo il Comandante Altamura ha” ringraziato il Sindaco”(quello che diserta regolarmente le riunioni in Prefettura sulla sicurezza) per aver dato uomini e mezzi alla Polizia Locale. Ma in realtà le cose stanno diversamente. Sono state mostrate tre nuove Skoda Octavia 4X 4 ( su 6 acquistate..) cercando di gettare fumo negli occhi ai cittadini. Le tre auto sono solo una goccia nell’acqua, visto che oltre a poter valutare mezzi meno costosi e magari di produzione nazionale, non porteranno alcun visibile vantaggio operativo. Le Seat Toledo in dotazione,oramai obsolete, andranno dismesse dal Rep.Motorizzato e passate a quello Territoriale, che al momento attuale utilizza le Fiat Punto oramai sfasciate..( tanto che gli agenti preferiscono le biciclette alle auto..).Dei due furgoni dell’antinfortunistica, il più nuovo è spesso in officina e si utilizza quello vecchio finchè va.. Le cose non vanno meglio, aggiungendo il fatto che molti locali, anche del comando sono fuori norme di legge-Dlgs 626/94- .organico: sono circa 264 gli agenti in servizio , ma ne servirebbero almeno 300---(-pianta organica di Verona, che viene stilata in base a parametri nazionale a seconda dell’imprtanza della città e sui eventi-) a fronte delle realtà di Verona
E che dire dell’attuale assessore alla sicurezza Pernigo? Ha perso nel dicembre 2006 ben100 mila euro stanziati dalla Regione Veneto a favore della Polizia Municipale, più altri 170 mila sempre stanziati dalla Regione per le politiche alla sicurezza. Per il resto NOTTE E NEBBIA su tutta la linea, un vero desaparesidos della politica locale, tra incompetenza e latitanza, ma anche lui qualche giorno fa ha avuto la sua giornata di gloria: ha dichiarato che in stazione ,nonostante l’impegno della Polizia Municipale( dove?), vi sono dei problemi…anche lui si ridesta ora…in clima elettorale.
POLITICHE DI SICUREZZA URBANA E RUOLO DELLA POLIZIA LOCALE
Cosa intendiamo per “politiche di sicurezza urbana”? Tutti ne parlano, spesso a sproposito, soggetti politici, economici,del mondo della cultura. Io le definirei come “il complesso di azioni che influiscono direttamente sulla possibilità, per tutti. Di utilizzare in libertà, sicurezza e agio lo spazio pubblico urbano”, ovvero “senza sicurezza non vi è libertà”, come spesso amo ripetere. Ma tutto questo si ottiene con una politica integrata fatta di azione preventiva, repressiva( con certezza della pena che è fondamentale) e riqualificazione urbanistica dei luoghi pubblici. Una sinergia che vede in prima linea Polizia Municipale, e Nazionale e amministrazione comunale
A questo punto è giusto chiedersi: che fare??
Un apporto fondamentale lo può apportare la Polizia Municipale, o locale come viene definita oggi.
Essa ha un ruolo importante, perché i proprio uomini dovrebbero e possono essere fortemente inseriti nel territorio, collegati alle problematiche quotidiane della città, visto l’ampio spettro di attività che svolgono: polizia giudiziaria, edilizia, ambientale,infortunistica, annononario, amministrativo.
Da quando oltre vent’anni fa è entrata in vigore la Legge quadro n.65 del 1986,sull’ordinamento della Polizia Municipale, veniva attribuita ai Comuni le funzione di Polizia Locale. In un passaggio fondamentale, alla Polizia Municipale, venivano attribuiti,oltre al compito di vigilare sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti, anche le funzioni di POLIZIA GIUDIZIARIA, STRADALE E LE FUNZIONI AUSILIARIE DI PUBBLICA SICUREZZA.
La qualifica di Polizia Giudiziaria, che deriva direttamente dall’applicazione dell’art 55 del codice di procedura penale, obbliga gli agenti a: prendere notizia dei reati-impedire che vengano portati a termine-ricercare gli autori-compiere gli atti necessari ad assicurare le fonti di prova e raccogliere tutto quello che è necessario per l’applicazione della legge penale”. Oltre a ciò, “ svolgere ogni indagine disposta o delegata dall’autorità giudiziaria”.
A questo si aggiunge la “funzione ausiliaria di pubblica sicurezza”, ciò possono collaborare con le altra forze di polizia per operazioni di ordine pubblico- previa disposizione del Sindaco, quando ne viene fatta richiesta dal Prefetto.
Ma le novità non riguardano solo i compiti ampliati della vecchia figura del “vigile”. Con l’elezione diretta del Sindaco, l’amministrazione comunale assumeva una responsabilità chiara e ineludibile nei confronti dei cittadini, anche per quel che concerne il tema della sicurezza. I cittadini si rivolgevano così alla figura che è loro più vicino come riferimento politico, il sindaco. Così all’inizio degli anni “90 venivano stipulati i primi “ contratti per la sicurezza”, dove anche i comuni entravano in gioco, questo al fine di meglio armonizzare l’utilizzo delle forze disponibili sul territorio cittadino. Ed infatti nel 1999 veniva modificato l’art 20 della legge 121 del 1981, nella quale si definivano i soggetti ammessi al “ comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico”, ora anche il sindaco poteva partecipare.
Di fatto i comuni venivano proiettati in prima linea , cosa che prima non avveniva. Ma tale possibilità va sfruttata sino in fondo, il che spesso non avviene…per incapacità, o scelta politica.
RUOLO DELLA POLIZIA LOCALE IN UNA CITTA’ COME VERONA:
1) La Polizia Municipale può erogare un vasto spettro di servizi , efficaci per contrastare i comportamenti illegali presenti a Verona. 2) gioca un ruolo fondamentale,se ben comandata e coordinata politicamente, nell’azione di contrasto del degrado e della criminalità urbana.
I cittadini non chiedono solo di veder assicurato alla giustizia il criminale, ma chiedono anche assistenza per un gioco mal collocato in un parco pubblico -un tentativo di truffa, un malore di un anziano. Traffico pericoloso davanti ad una scuola, emissioni inquinanti da una fabbrica ecc.ecc.
E proprio la Polizia Municipale è la forza più adatta ad assolvere ai suddetti compiti,perché è un’organismo di polizia con la vocazione, per“ la vigilanza dei quartieri..e per l’agente di prossimità” .
Partendo dal presupposto che nell’Italia di oggi, Stato unitario, il compito delle forze dell’ordine nazionali è fondamentale, è pur vero che la Polizia Municipale rappresenta una forza estremamente utile per il controllo e presidio del territorio.
Presidiare e conoscere il territorio significa conoscere ciò che avviene, le sue caratteristiche, chi vi abita, avere cioè il polso della situazione ed intervenire non appena si scorgano dei cambiamenti che possono a mettere in pericolo la nostra collettività, questo in sinergia con le altre forze di polizia. In più la Polizia Municipale si può muovere con l’appoggio di altri settore del comune, si pensi a quello del traffico o dell’arredo urbano, oppure quello addetto alla manutenzione
Quindi come si vede le potenzialità di questo corpo a disposizione dell’assessore competente e del sindaco sono vaste, sarebbe restrittivo accontentarsi di far svolgere agli agenti il ruolo di semplici accertatori di sosta o regolamentare il traffico. La vecchia figura del “vigile” non esiste più o meglio non dovrebbe più esistere. Infatti tutto cozza con l’incapacità o la non volontà politica di chi amministra una città e l’esempio di Verona è palese.
In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un rapido e costante decadimento di quello che è il ruolo della Polizia Municipale in città, svilendola nei compiti principali e relegandola a servizi minori.
Si è cominciato con il togliere lo sfollagente, meglio noto come “mazzetta di segnalazione”, buon deterrente contro eventuali aggressioni non infrequenti agli agenti, fino a dare disposizioni di non intervento ad esempio per quel che concerne la repressione del fenomeno dei venditori abusivi in centro città. Per poi magari ammassare oltre 70 agenti durante il Vinitaly, e gli altri servizi? Se capita un’emergenza? Il Vinitaly è o non è un manifestazione privata?..E poi.. Le cosiddette “delegazioni” nei quartieri, che non sono altro che uffici con orari da ufficio e quindi non servono a nulla, come a poco è servito il fantomatico “camper mobile” fiore all’occhiello di questa amministrazione,che girando di quartiere in quartiere per poche ore al giorno, avrebbe dovuto risolvere i problemi di sicurezza dei cittadini.
Quindi non per colpa degli uomini, ma dei vertici, fino ad oggi è mancato questo valido supporto alla altre forze di polizia ed alle pressanti richieste della gente.
A nostro avviso bisogna attuare un cambiamento radicale, già con la prossima amministrazione di Verona, che dovrà destinare risorse anche ingenti alla Polizia Municiapale, che Verona possiede perché è una città ricca.
( del resto la giunta Zanotto non ha speso migliaia di euro per i Rom? Per creare il campo di Boscomantico?)
Alcuni esempi estratti dal programma che questo coordinamento alla sicurezza ha elaborato:
NUOVA SEDE: EX CASERMA MARTINI…
A)Importante funzione riveste la Centrale Operativa che deve essere H 24 ovviamente, dotata di mezzi moderni per poter monitorare la situazione sul territorio e ricevere le chiamate da parte dei cittadini( ciò implica anche un numero di persone sufficienti –attualmente sono 3 per il turno 7-19 e 2 per quello 19,00 - 07,00 e le telefonate in arrivo sia dirette, sia quelle smistate dal 113.. causa numero sconosciuto .. ) , inviando poi il personale nel più breve tempo possibile. Telecamere collegate alla centrale operativa dovrebbero esser poste anche nei principali incroci con elevato traffico, così da poter verificare costantemente la situazione e prendere le opportune misure in caso d’incidente od altro. Si richiederà alla Telecom o ad altro operatore di telefonia di dotare la centrale operativa e le varie delegazioni, che sarà meglio chiamare d’ora in poi“comandi di zona”- di un unico numero telefonico tipo 113, così da agevolare gli utenti.
B)Le principali arterie cittadine devono essere pattugliate con fini dissuasivi e di controllo degli automobilisti. Ma al tempo stesso anche le zone sensibili della città-E questo anche di notte. La presenza della pattuglia è da sempre il miglior deterrente contro chi vuole commettere infrazioni, o reati, così come i controlli a campione svolti sugli automobilisti in transito, servono di più degli autovelox, per altro segnalati oggi da un sms.. Attualmente purtroppo si assiste alla totale latitanza della PM sulle nostre strade. Il personale deve ritornare a svolgere il servizio in prevalenza sulla strada, lasciando un minimo di uomini a presidio dei posti fissi e delegando le varie incombenza burocratiche al personale civile dell’amministrazione comunale. B)Ma al tempo stesso La Polizia Municipale dovrà riappropriarsi del suo ruolo di Polizia Giudiziaria- Reintroduzione dello sfollagente ed aumento degli agenti abilitati all’uso delle pistole d’ordinanza - Corsi teorico-pratici di difesa personale . Uso di spray anti aggressione e della mazzetta di segnalazione--Aumento salariale e delle indennità, si potrebbe anche contemplare un premi di rendimento per coloro che volontariamente effettueranno servizi anche notturni o festivi non previsti ,questo compatibilmente con le capacità di bilancio del comune. -E’ importante comprendere che gli uomini oltre ad essere motivata, tutelati, attrezzati, devono essere anche giustamente retribuiti per il servizio svolto…..si pagano i portaborse lautamente e non chi rischia la vita per la nostra sicurezza..- Così come gli organici vanno rivisti in base alla reale situazione della città, visto che esiste, ma pochi lo sanno, una scala nazionale che indica in base al tipo di città e di eventi od altro, quanto personale vi debba essere operativo, cosa che attualmente non è stata tenuta in alcun conto da questa amministrazione.
-Ogni risorsa disponibile,dovrà essere utilizzata per i fini istituzionali,per potenziare al meglio il Corpo.
C) COMANDI di ZONA- Ex DELEGAZIONI: importanza notevole rivestono le varie delegazioni della PM sparse sul territorio della città. Il loro attuale numero e di 5 : 1a Centro Sorico-2a Borgo Trento-3a Borgo Milano- 4a Borgo Roma-S.Lucia e Golosine e la 5a Borgo Venezia-Porto S.Pancrazio –S.Michele e zona collinare.
Si nota subito che la 4a e la 5a sono costrette a coprire un’area troppo vasta ( la 4a Golosine-S.Lucia-Zai , Quadrante Europa B.go Roma e Cadidavid e la 5a S.Michele Ex- Porto S.Pancrazio- l’area collinare con Poiano, Quinto ecc.- Corso Venezia , Via Fincato e Via Torbido ), che ovviamente rende più difficoltoso il servizio anche alla luce del male utilizzo degli uomini disponibili e del loro insufficiente organico.
Si dovrebbe aumentare il numero delle delegazioni di almeno due unità, così da coprire metà della 4a e metà della 5°, oppure supportarle di mezzi-uomini e strutture-
Intanto va cambiato, come già detto, il nome:COMANDO DI ZONA–Con insegne luminose facilmente visibili-segnaletica stradale che ne indichi l’ubicazione –Va ampliato l’orario come le caserme dei CC ,almeno fino alle 19,00, poi funzionerà il Posto di allarme e ascolto notturno con telecamera che inquadra l’utente cittadino
Il personale delle delegazioni deve anch’esso essere prevalentemente utilizzato sul territorio( che fine a fatto il cosiddetto vigile di quartiere?? ). Uff. SottUff. ed Agenti hanno il compito di primo contatto con il cittadino, di rassicurazione, di vigilanza sulle strade dei vari quartieri, di controllo delle aree verdi , rete informativa per la centrale operativa, che a seconda della gravità dell’intervento potrà allertare altre pattuglie e le altre forze di polizia.
I compiti d’ufficio debbono essere contenuti al massimo e se possibile svolti da personale civile( evitare che gli agenti di PM facciano i postini o messi comunali-come spesso accade ora nelle delegazioni).
Il cosiddetto Vigile di quartiere dovrà possibilmente essere motorizzato –auto-moto-scooter- secondo il tipo d’intervento previsto. Un efficace decentramento di uomini e mezzi consente un migliore controllo del territorio e maggiore rapidità d’intervento.
D) I mezzi motorizzati dovranno essere svecchiati per quanto possibile e aumentati, per dare la massima mobilità agli agenti), anche attraverso convenzioni di leasing con Fiat o altre case automobilistiche e di motocicli, privilegiando ove possibile i prodotti nazionali. In particolare il settore motociclistico deve essere aumentato,dato il suo elevato grado di mobilità sul territorio. I carri attrezzi per le rimozioni debbono essere del Corpo e non delle ditte esterne. Con i proventi delle contravvenzioni i loro costi iniziali saranno facilmente ammortizzabili in poco tempo.
Inoltre dovrà essere attivata una collaborazione costante con le altre Forze di Polizia, sia attraverso una formazione congiunta, sia mediante l’accesso ai dati, anche la auto dovranno essere dotate del sistema di rilevamento targhe e di gps.
Dotazione di palmari agli agenti di prossimità per ottimizzare il rilevamento delle infrazioni e reati ed avere un costante collegamento con la centrale operativa.
VIDEO SORVEGLIANZA:
Un capito a parte merita la video sorveglianza che spesso si tende a sopravalutare ed a considerarla la panacea di ogni male. Uno studio britannico, Stato tra i più video sorvegliati in Europa, ha individuato alcuni dei i principali meccanismi tramite i quali le telecamere potrebbero manifestare la loro efficacia-
1)meccanismo del colto in flagranza, si può contenere la microcriminalità in quanto che aumentano le probabilità di arresto- 2) meccanismo dell’essere inquadrato e osservato, il criminale ha timore di essere identificato-3) meccanismo del ficcanaso, l’aumento dei potenziali guardiani del territorio accresce i timori del criminale di essere scoperto e fermato- 4) meccanismo dell’efficace dispiegamento delle forze, le forze di polizia ,grazie ad un miglior controllo del territorio, possono essere meglio distribuite sul territorio- 5) meccanismo del tempo a disposizione per il reato, la video sorveglianza ha un minore impatto sui crimini che possono essere compiuti con maggior rapidità , mentre ha i massimi effetti nei confronti dei reati che richiedeono tempi lunghi6) meccanismo dello stimolo di memoria, ovvero la presenza di telecamere e di simboli che ne attestino l’esistenza , induce le potenziali vittime ad essere più prudenti-
Oltre a tutto questo non va dimenticato che per il solo fatto di aver ripreso delle immagini di eventi criminosi, le indagini saranno agevolate.
Gli effetti positivi della “video sorveglianza” possono essere condizionati dal contesto cui operano: Ad esempio se la zona video sorvegliata è già molto frequentata da altre persone , come ad esempio i centri cittadini, il meccanismo 3 non avrà più effetto, se invece viene ripresa una zona isolata, avrà minore efficacia il n. 5.
Il convincimento errato che aumentando la tecnologia dispiegata sul territorio per la sicurezza,via sia un aumento della stessa è smentito da tutte le ricerche più recenti-
Infatti la sua efficacia, dipende molto dall’integrazione con le reali forze di polizia,la gestione di tutto il sistema elettronico, il contesto fisico e sociale.-
Un altro esempio britannico: si è visto che la video sorveglianza è più efficace per ridurre i crimini contro la proprietà, in particolare i furti di e su autoveicoli ( nostra richiesta zona stazione), e rapine. Mentre i reati di tipo impulsivo, come le aggressioni o le lesioni, i vantaggi appaiono contenuti, le telecamere in questi ultimi casi non sono un buon deterrente.-
La video sorveglianza sembra poi funzionare meglio nei piccoli centri urbani e in spazi ben delimitati, ad esempio all’interno dei parcheggi auto. Come pure questi sistemi risultano più efficaci in aree caratterizzate da confini ben visibili e da una quantità di entrate ed uscite ridotte.- Invece al contrario le aree residenziali, i grandi spazi ed i centri cittadini, contraddistinti da numerosi e differenti accessi aperti, danno i peggiori risultati.-( Piazza Bra, ad esempio).
Come si vede le problematiche sono molteplici da affrontare….e l’installazione di sistemi di visione diurna e notturna, va valutato sotto vari punti di vista.
Non va infine sottovalutata la fase di gestione delle immagini, perché dietro ai monitor ci sono delle persone:
Uno dei problemi più frequentemente segnalati dagli operatori addetti al monitoraggio delle riprese è dato dalla visione continuativa delle immagini poco significative che può facilmente causare distrazione o cali di attenzione. Gli studi di settore consigliano un numero di monitor non superiore a 6 per operatore e l’adozione di tecniche di “rilevamento del movimento”motion detector, che è in grado di riconoscere automaticamente situazioni di pericolo predefinite dall’utente, quali ad esempio auto in zono vietate, l’occlusione di certe zone , movimenti rapidi delle persone..ecc.
Quindi in conclusione l’uso di telecamere non deve essere gestito a casaccio, o sulla reazione emotiva ad un reato, ma fatto dopo un’attento studio del contesto urbano e della specificità dei problemi di criminalità che in esso si manifestano.
21/04/2007