|
Verona
2 marzo 2005
Comunicato
stampa
Consigliere Tosi, motivazioni della condanna per istigazione all’odio razziale
Il capogruppo della Lega nord in consiglio comunale Flavio Tosi ha commentato oggi le motivazioni della condanna del Tribunale di Verona per istigazione all’odio razziale nei confronti dei nomadi. Alla conferenza stampa hanno partecipato il consigliere comunale Paolo Tosato, il segretario provinciale della Lega Matteo Bragantini, il presidente della circoscrizione ottava Enrico Corsi, il capogruppo in quarta circoscrizione Maurizio Filippi. “Le 120 pagine della sentenza sembrano scritte più da un sociologo che da un magistrato –afferma Tosi- in sostanza, siamo stati condannati per aver detto che siamo diversi dagli zingari e che vogliamo difendere l’identità culturale veronese e veneta”.
Tosi precisa anche che il campo nomadi di via Montelungo (dalla cui richiesta di sgombero partì la campagna di raccolta firme della Lega nell’estate del 2001) “era abusivo, autorizzato arbitrariamente da una riunione informale non supportata da alcun atto amministrativo” e che nessuno dei Sinti che vi furono ospitati “era effettivamente residente nel comune, ma iscritto all’indirizzo anagrafico predisposto dagli uffici comunali per i senza fissa dimora”. “Siamo stati condannati con un processo politico e con una sentenza politica –dice Tosi- per la pericolosità della legge Mancino, che si presta a interpretazioni di questo genere”. “In questi giorni la Procura di Verona ha assolto per l’ennesima volta una nomade che aveva spinto i figli a rubare” prosegue Tosi, che cita una sentenza del Tribunale di Verona del 1995 con la quale un nomade viene condannato per sfruttamento di minori: ”la magistratura nel ’95 scriveva quello per cui noi siamo stati condannati oggi, che i Rom sono diversi da noi e che hanno metodi educativi nei confronti dei figli diversi dai nostri”.
“Il fondamento della condanna si basa sul presunto reato di razzismo, mentre la raccolta di firme era motivata dalla richiesta del rispetto della legalità –interviene Tosato- non c’era la volontà di favorire i cittadini veronesi o veneti, bensì la richiesta che i cittadini di altre nazioni si attenessero al rispetto delle regole e che l’amministrazione non seguisse vie illegittime, nel favorire diritti particolari”.
|