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Rapine record a Verona e le banche intanto risparmiano sulla sicurezza….
Affollata conferenza stampa il 2 maggio presso il comune di Verona, tenuta dal sindacato Ugl settore banche- Ugl Polizia di Stato e Lega Nord, alla presenza dei Dirigenti sindacali Dal Cortivo . Colognato e Maira, del capo gruppo in comune Flavio Tosi, dall’assessore provinciale alla sicurezza Codognola e dal vice segretario della Lega Filippi. Tema :la sicurezza dei lavoratori bancari e l’incremento delle rapine ai danni delle banche.
Verona e provincia sono da circa un anno a questa parte sotto un vero e proprio assedio da parte della criminalità e nonostante le “rassicuranti parole” del questore di turno dott.Merolla ( che evidentemente sembra vivere in un mondo tutto suo…fatto di casa e ufficio e ufficio e casa..), ha visto crescere in maniera esponenziale il numero dei colpi portati ai danni degli istituti di credito. La tecnica è la solita e ben collaudata : un taglierino, che riesce a passare anche il rilevatore di metalli se tarato debolmente e che permette anche di avere sconti sulla pena in caso di cattura e rinvio a giudizio. Nel solo mesi di aprile di quest’anno gli assalti alle banche si sono susseguiti a ritmi vertiginosi, senza che la direzione dei vari istituti bancari si attivassero sul fronte della prevenzione, adottando opportune misure di sicurezza. (Il 14 aprile incursione con il taglierino nella filiale della Banca Antonveneta in Borgo Venezia, bottino 5000 euro, il 19 aprile viene assalita l’agenzia di Banca Intesa alla Croce Bianca, il 20 aprile sono invece ben due le banche rapinate nella stessa mattinata, prima la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e poi l’agenzia dell’Unicredit di Corso Milano. Il bottino rispettivamente di 20.000 e 10.000 euro. Altra giornata dedicata al colpo in banca il 21 aprile, con l’assalto alla Banca Veronese di Credito Cooperativo a San Giovanni Lupatoto, bottino 4.300 euro. Infine il 27 aprile viene colpita l’agenzia Unicredit di Sandrà. Il mese di maggio si apre subito con un nuovo fatto criminale, questa volta a farne le spese è l’agenzia di Via Mameli della Banca Nazionale del Lavoro). La “scuola “ del presidente dell’Abi Maurizio Sella(..che privilegia gli utili di fine anno anche e soprattutto scapito della sicurezza dei lavoratori..) evidentemente ha fatto molti adepti tra i dirigenti di banca. Una scuola che fino ad oggi non ha voluto riconoscere il “rischio rapina” come parte integrante dei rischi a cui sono esposti i lavoratori del credito, dando così un’interpretazione “viziata” del Dlgs 626/94. Ora invece sembra che le cose stiano cambiando. Il Procuratore Generale aggiunto di Torino, dott. Guariniello, ha aperto un fascicolo teso ad indagare la condotta proprio delle banche nel settore della prevenzione del rischio rapine e sul rispetto della 626/94. Inoltre recentemente vi è stata la condanna dell’Italia da parte dell’Alta Corte di Giustizia Europea, perché non ha fino ad oggi “applicato correttamente le direttive europee sulla sicurezza” ( Legge Comunitaria n.39/2002). Il sindacato Rinnovamento Sindacale Ugl della Polizia di Stato che ha chiesto una maggiore collaborazione da parte delle banche(..visto che sono private non possono certo scaricare le perdite sulla collettività e incamerare gli utili..) , perché la Polizia, oltre ai suoi compiti istituzionali, non può certamente pensare a controllare tutti gli sportelli bancari sparsi sul territorio….. Per questo Rinnovamento sindacale ha chiesto insieme ai colleghi sindacalisti del credito, l’adozione di opportune misure antirapina come: guardie giurate nelle zone più a rischio,rilevatori di metallo, allarmi collegati alla questura o stazioni dei cc, barriere antisfondamento davanti alle vetrate. Ora sembra che “finalmente” il prefetto di Verona Giovannucci abbia deciso di prendere carta e penna e scrivere all’Abi per “invitarla ad adottare delle precise misure di sicurezza”, a giorni dovrebbe essere predisposto un protocollo d’intesa che chiarirà meglio gli ambiti in cui gli istituti di credito debbono intervenire. La situazione in città, che qualcuno si ostina ancora a definire sotto controllo, evidentemente ha superato da un pezzo la soglia di massima allerta, peccato che a fronte di tutto ciò, ancora una volta si debba aspettare un ulteriore escalation dei fatti criminali affinché i cittadini possano sperare in un qualche intervento decisivo. Il degrado in cui è sprofondata la ridente città veneta in questi ultimi 10 anni è sotto gli occhi di tutti: dall’irrisolto problema delle ex cartiere, ricettacolo di spacciatori e delinquenti extracomunitari abituali, alla stazione di Porta Nuova insicura al calare della sera, dalla microcriminalità in centro storico, alle quasi quotidiane rapine alle banche…..Forse sarebbe ora che qualcuno imparasse l’arte “sconosciuta” in Italia di “rassegnare le dimissioni” per manifesta incapacità e qualcun altro invece fosse severamente punito per la sua ingordigia nel fare utili sulla pelle di chi lavora.
Italiasociale
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aggiornamento:
sabato 07 maggio 2005