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VERONA NOTIZIE |
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L’usura entra a scuola
il Banco Popolare di Verona e Novara lancia un nuovo prodotto finanziario
Croce e Delizia si può
definire l’inizio dell’anno scolastico in questa Italia scalcinata.
“Croce” per gli studenti che debbono fare i conti con le amministrazioni
locali e centrali incapaci spesso di garantire aule a sufficienza,
edifici ripuliti e sicuri, mense funzionanti fin dal primo giorno e
“Croce” anche per i genitori che debbono fare i conti con il “caro
libri” che si ripete puntualmente ogni anno. La “Delizia” invece è per
la
Una autentica vergogna, complici forse anche quei consigli di classe che assecondano i capricci di un editore o dell’altro…o che non fanno sempre scelte oculate e di un Ministero che a forza di cambiare programmi, e di conseguenza testi, ha perso il contatto con la realtà che non è fatta sola di famiglie benestanti. Ora, anche quest’anno per l‘ennesima volta è scoppiata la polemica, riportata dai principali media nazionali, ma è stato il solito fuoco di paglia, tanto per far vedere che ci s’interessa del problema. Poi tutto ritornerà come prima o peggio di prima. Per le medie inferiori esisterebbe un tetto di spesa stabilito dal Ministero dell’Istruzione e fissato in 280 € per le prime classi,108€ per le seconde e 124€ per le terze, per un totale di 512 €. Alle superiori invece da due anni a questa parte è stato abolito il tetto di spesa( che bellezza..….)con spese medie che si aggirano sui 320-330 euro per il liceo classico,242-44€ per gli istituti tecnici commerciali, 290-2€ circa per quelli industriali e 291€circa per lo scientifico. Ebbene, considerato che in molti casi i tetti di spesa sono stati anche superati,facendo quattro conti, vediamo subito che per una famiglia monoreddito che si trova ad avere più figli a scuola, il bilancio familiare rischia di diventare rosso cupo. Si può, è vero, ricorrere dove previsto a fondi regionali o comunali, che però sono vincolati alla presentazione del modello Ise, e quindi rivolti a fasce di reddito estremamente basse e dove la concorrenza dei nuovi arrivati- extracomunitari- si fa sempre più agguerrita.. Ora però qualcuno ha “annusato l’affare” come si suole dire. Il Banco Popolare( ..popolare solo di nome ma non di fatto..) di Verona ha avuto la brillante idea di lanciare un “nuovo prodotto”, un prestito personale a condizioni vantaggiose-si fa per dire-per l’acquisto dei libri scolastici. Quindi non lo Stato è intervenuto con una seria politica per calmierare i prezzi, ma è una banca, in questo caso la principale banca cittadina ( che presto, ne siamo sicuri, verrà imitata da altre realtà creditizie) che si fa promotrice di un intervento, teso nelle parole, a “venire incontro alle difficoltà delle famiglie”, ma in realtà volto solo a lucrare ed a indebitare ulteriormente le famiglie stesse. Si tratta di un mutuo chirografario con durata massima di sei mesi, con un importo minimo di 500 € e massimo di 2000€, tasso del 4% e Taeg del 5%. – ad es. per 500 € la rata mensile per 6 mesi sarà di 84,55 € e per 2000€ la stessa rata sempre per sei mesi ammonterà a 338€-. Cifre non indifferenti per un bilancio familiare che deve fare costantemente i conti con i continui aumenti delle utenze domestiche, della benzina, dell’affitto, della spesa, delle cure sanitarie ecc.ecc. e anche del blocco dei salari (un dipendente su due aspetta il rinnovo del contratto, pari al 46,2% del totale, ovvero 5,7 milioni di lavoratori. Un ritardo pari in media a circa 12 mesi ), ecc.ecc. Dimenticavamo, vi è l’obbligo di aprire anche un c/c presso la medesima banca. Quindi doppio affare per la banca veronese che ha comunicato proprio in questi giorni alcuni dati del suo bilancio, tra cui figura un utile netto di 297 milioni di euro nel primo semestre del 2005. E così “l’usura legalizzata” entra anche nella scuola, già le banche controllano di fatto l’economia, ora potranno anche lucrare nel campo dell’istruzione, ma qui le responsabilità non possono che essere attribuite a tutti coloro che hanno fino ad oggi gestito, in malo modo l’Istruzione in Italia. Oggi abbiamo i paladini delle” Tre I di Berluscon”i, - Impresa- Internet- Inglese, che stanno lavorando per ridurre l’istruzione ad una sorta di apprendistato in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro, in precedenza invece vi era la scuola gestita dal centrosinistra, quello che si divertiva così tanto nel dare il 6 politico anche agli asini( e ne sono usciti tanti da allora ed occupano tutt’ora anche delle cattedre, sfornando a loro volta altri asini..),ma che però si guardò sempre dall’intervenire concretamente per togliere il caro libri….( tanti editori sono da sempre legati a filo doppio alla sinistra…e gli affari di famiglia si sa non si toccano mai…). Via dunque al “libero mercato”..anche nel mondo della scuola, con costi per le famiglie che aumentano di anno in anno invece di diminuire, dove troviamo le maestre elementari che alla fine di ogni anno scolastico consegnano ai genitori una lunga lista di oggetti da acquistare( i pochi testi sono ancora gratuiti, ma poi ci s’inventa d’integrarli con qualcun altro, a pagamento ovviamente..), dai colori alla colla, ecc.ecc.Alle medie la stessa storia, con l’aggravio dei libri ed alle superiore la medesima cosa, per non parlare poi dell’università, che tra tasse d’iscrizione e testi crea non pochi problemi alle tasche di padri e madri. Ed allora perché non cambiare tutto? Rivoluzionare completamente e con poca fatica tutta questa sovrastruttura da mercato,che serve solo a mantenere in piedi gli affari di tanti? Basterebbe che lo Stato s’impegnasse a stampare attraverso l’Istituto Poligrafico i libri di testo per ogni ordine e grado, stringendo accordi direttamente con gli autori, utilizzando non necessariamente carta patinata ed inutili copertine multicolori. Una grafica sobria, ma funzionale, una rilegatura resistente, adatta per chi dei libri ne fa un uso quotidiano, come “strumenti di lavoro per la mente”. Al loro interno ci dovrà essere ovviamente quanto di meglio i vari autori produrranno. A questo punto si potrà poi decidere di seguire due strade: per le scuole dell’obbligo i testi saranno gratuiti, per le classi successive e l’università invece si potranno dare in comodato d’uso per tutto il ciclo di studi ed alla fine gli studenti che volessero trattenere i libri potranno versare una modica somma a titolo di spesa, in caso contrario quelli restituiti, se ancora utilizzabili, potranno essere ridistribuiti ad altri studenti del medesimo istituto, evitando così sprechi inutili. Non assisteremmo certamente più alle ridicole polemiche ferragostane sul caro-libri, le case editrici non avranno più modo di speculare su di un bene prezioso come l’istruzione e per le casse dello Stato l’esborso sarà sicuramente modesto(..basta pensare alle migliaia di euro che ogni giorno vengono letteralmente gettati dalla finestra per mantenere inutili scorte ad ex vip politici, a magistrati da copertina o per accogliere le migliaia di sbandati che sbarcano sulle nostre coste…), tenuto conto poi del ritorno che si ha sempre quando s’investe nel campo dell’istruzione. Troppe sono le energie ed i soldi che quotidianamente in questa “repubblica parolaia, rissaiola ed inconcludente”, vengono gettanti al vento. Forse, e senza il forse, non sarebbe male iniziare ad investire meglio per il futuro del nostro popolo.
Quest’anno saranno 8.728.800 gli alunni, con circa 1.017.000 nelle scuole private. Di questi 1.617.168 nella scuola d’infanzia ( ex materna)-2.728.945 nella primaria (ex elementare)-1.728.910 della secondaria di primo grado( ex media) e 2.653.775 nella secondaria di secondo grado.
Federico Dal Cortivo |
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aggiornamento:
sabato 10 settembre 2005