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VERONA NOTIZIE |
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Due agenti assassinati a Verona…e tante belle promesse.
di Federico Dal Cortivo
Caro
ministro Pisanu non basta lasciare la piazza per ultimo, dopo aver
assistito al funerale dei due agenti, non serve “consolare “i familiari delle vittime, così come è
ridicolo prendersela con chi ha regolare porto d’armi come
l’investigatore assassino ( spesso proprio il porto d’armi è
l’ultima difesa per il cittadino onesto abbandonato dalla legge..) .
Forse era lei, … la
somiglianza era tanta, che ha
dichiarato all’indomani dei gravi fatti camorristici di Scampia
(Napoli), che la camorra era stata colpita duramente? Non è lei che
convoca, come i suoi illustri predecessori, inutili e dispendiosi vertici
e super vertici ministeriali all’indomani di ogni fatto criminale
rilevanti, senza che poi alla fine ne esca qualcosa di concreto? Lo sa
ministro che le auto della polizia veronese
sono oramai quasi da rottamare? Sono le Fiat Marea, acquistate
dalla casa torinese che non sapeva che farsene di un modello berlina che
era risultato un fiasco commerciale colossale….Saprà anche, immagino,
che gli agenti alla guida corrono il
rischio di restare a piedi nel bel mezzo di un inseguimento?( le officine
presso i reparti sono pressochè scomparse e così la Polizia si deve
affidare ai privati come un qualsiasi cittadino per la manutenzione dei
propri mezzi…. E’ poi al corrente
ministro che le armi in dotazione alle forze di polizia sono
inadatte, sia di calibro, sia come modelli, per
fronteggiare una criminalità che oramai scende per strada con
pistole di grosso calibro anche semiautomatiche e fucili d’assalto
militari, che per volume e potenza di fuoco ridicolizzano le pistole
d’ordinanza degli agenti? Ci piacerebbe che ella sig. Ministro ci rispondesse, insieme ai suoi stretti collaboratori, una volta tanto, senza pensare alla poltrona ed alle elezioni imminenti, ma siamo certi che ella non saprebbe cosa dire vista l’incompetenza che la caratterizza e gli “esperti che la circondano”…. Già .. la “statale 11” ….E’ tornata ad essere quello che era prima dei tragici fatti di questi giorni, così come la nostra città, Verona, continua il suo lento ed inesorabile degrado civile, con quasi una rapina al giorno, assalti a mano armata a negozi in pieno centro, spaccio di droga sugli antichi bastioni austriaci , clandestini e sbandati d’ogni risma che si aggirano per le strade ecc.ecc. Ridicole
sono al solito le misure prese dai sui” collaboratori”, dopo
“ gli inutili e retorici vertici” in Prefettura, come le
telecamere da posizionarsi in più punti del centro storico (
l’esperienza della stazione forse non ha insegnato proprio nulla, anche
qui sono state installate diverse telecamere, ma i risultati sono
sconfortanti come dimostrano i numerosi reati che vengono compiuti dentro
e nei pressi dello scalo di Porta Nuova.-vedi italiasociale- sez.notizie
Verona-). E
così si continua con i “pannicelli caldi”, quando invece ci vorrebbe
una terapia d’urto per ripristinare la legalità sul territorio
veronese. Uomini e mezzi( non vi sono nemmeno questi…) da soli non
bastano. Occorre una volontà “politica” slegata da lacci e lacciuoli
di buonismo d’accatto, quasi curiale, che pervade un “classe
impolitica” tutta dedita alla “cura dei propri affari” non curante
degli interessi della comunità. Da
essa si ramifica il
malcostume, passando attraverso i vari funzionari, fino ad arrivare spesso
alla base…. A Verona purtroppo ancora una volta abbiamo assistito
all’ennesima sceneggiata all’italiana, con i “soliti protagonisti”
e le solite comparse. Il pubblico era quello di sempre: i veronesi, spesso
inetti ,che preferiscono mettere la testa sotto la sabbia per paura di
protestare, di ragionare con il proprio cervello ( spesso all’ammasso
imbevuto com’è di quiz televisivi e pallone e sermoni del vescovo....),
che ambiscono solo al quieto vivere, con la speranza che siano “sempre e
soltanto gli altri” a “risolvere i problemi”, che non li riguardano
mai,.. finché non li toccano
di persona. Allora
ecco partire il lamento, le grida disperate, la rabbia…ma è solo
questione di qualche giorno, qualche ora …poi tutti in pizzeria …. Con siffatti protagonisti difficile pensare che i gravi fatti di Verona possano aver ridestato un “antico senso dello Stato” andato perduto oramai da tempo immemore…… Ora che i riflettori si sono spenti , tutto tornerà come ieri, forse peggio, perché il contrario dell’azione è l’inazione, da qui la rassegnazione e la morte civile. FORZE
DI POLIZIA:
ARMI E PROIETTILI INADEGUATI. Il
referto emesso dall’istituto di medicina legale del Policlinico di
Verona indica in circa venti le lesioni da proiettile sui diversi corpi:
Andrea Arrigoni,l’investigatore privato è stato colpito da ben 11
colpi, mentre i due agenti da quattro e tre proiettili ciscuno.. Questo fa
supporre che se anche la risposta al fuoco da parte dei poliziotti sia
stata probabilmente tempestiva , non sono bastati i numerosi proiettili
andati a segno( tre nella parte superiore della gamba sinistra, due
all’addome, due al fianco destro, uno in testa, uno al torace e alcuni
di striscio) a fermare l’assassino. Le
armi in dotazione alla polizia , escluso i reparti speciali, sono
normalmente la Beretta FS-cal. 9mm parabellum e la pistola mitragliatrice
Beretta PM12S, sempre in calibro 9mm para. L’Arrigoni
aveva una Glock di fabbricazione austriaca-, il cui calibro sembra essere
un 9mm(?).- la pistola Glock è calibrata nei vari modelli con
il 9X19mm,il classico 9 parabellum, -proibito in Italia perché
considerato calibro militare- 10mm
AUTO- 357 Magnum- 380 ACP- 40SW- 45 AUTO.Il dubbio sul calibro
ci sembra doveroso perché molto spesso chi non conosce le armi fa
di tutta un erba un fascio, ed invece le differenze sono sostanziali,
soprattutto quando avvengono scontri a fuoco
a distanza ravvicinata, dove il potere d’arresto del
munizionamento impiegato spesso decide chi deve vivere e chi morire.. Gli
agenti hanno messo a segno ben 11 colpi e nonostante tutto il detective è
riuscito a sparare ed a ferire
mortalmente i due polizziotti . Ciò dimostra in maniera eloquente che il
calibro in uso nelle forze di polizia, il tradizionale 9X19 parabellum
-Full Metal Jacket- non è sufficiente, nonostante le ottime
caratteristiche di precisione, perché il suo
potere d’arresto è limitato. Va ricordato che nell’impiego di
polizia la cosa più importante è proprio il potere d’arresto, cioè la
capacità di neutralizzare l’avversario impedendogli di reagire.Per
stabilire il potere d’arresto si
deve tener presente la quantità d’energia ceduta dalla palla quando
colpisce il bersaglio, che a sua volta è data dall’energia residua del
proietto al momento dell’impatto e dalla percentuale che viene
trasferita al bersaglio. Tra una palla, che trapassa il bersaglio, ed una
che si ferma dentro di esso, trasferendo tutta l'energia residua sul
bersaglio, è da preferire la seconda- In più si corrono meno rischi
derivanti dai rimbalzi contro muri od
oggetti come nel caso di scontri a fuoco all’interno di edifici o luoghi
chiusi . La palla FMJ, in
piombo camiciato con metallo, è ottima per le armi semiautomatiche e
automatiche d’impiego
soprattutto militare, ma ha il grave difetto di cedere poca energia al
bersaglio( se spariamo ad un blocco di gelatina vedremo come esso verrà
facilmente trapassato da un proiettile 9X19, senza arrecare altri danni
collaterali).E’ la tradizionale munizione “umanitaria”, ma che a più
riprese ha dimostrato di non poter fermare un malvivente anche se centrato
varie volte . Il caso Arrigoni sembra ancora una volta provare tutto
questo. Se gli agenti avessero avuto a disposizione un munizionamento più
adatto all’uso di polizia( negli Stati Uniti
e non solo, la scuola di pensiero che privilegia il grosso calibro
al 9X19 si fa forte proprio del fatto che viene data la priorità al
potere d’arresto, anche a scapito della precisione e del volume
di fuoco; ( In questi anni anche le forze di polizia statunitensi si sono
convertire in gran parte al 9X19, essenzialmente per il maggior volume di
fuoco ed autonomia, ma la disputa rimane tra i fautori dei grossi calibri
e quelli del 9X19mm). Proprio in questi giorni in Iraq i militari Usa
lamentano che le Beretta 92 F in dotazione, calibrate 9X19mm non sono
sufficientemente potenti e rimpiangono forse i vecchi revolver in 357
Magnum o la mitica Colt 1911 in 45 ACP. Per ovviare all’inconveniente
l’industria delle munizioni ha sviluppato due diversi tipi di
munizionamento, specifico per compiti di polizia:1) La munizione Lead
Hollow Point (LHP), fatta in piombo, con punta cava e non camiciata. Essa
riesce in calibro 9X19 a cedere quasi tutta l’energia al bersaglio, non
oltrepassando un blocco di gelatina balistica da 200mm. 2) La Jacket
Hollow Point (JHP), e le Jacketed Soft Point sono una via di mezzo, con le
prime camiciate, ma con punta cava, mentre le seconde hanna la camiciatura
che termina prima dell’ogiva, lasciando così scoperta la parte
sommitale del piombo. Altre
munizioni specifiche sono ora in commercio, come la Hydra-Shock, che è un
munizionamento cavo in piombo, con al centro uno spillo in acciaio. Questa
forma particolare, che ricorda vagamente i proiettili ad elevata energia
cinetica dei carri armati, permette di generare uno shoch idraulico nel
corpo, danneggiando i tessuti, e poi grazie alla particolare forma, il
proiettile si deforma cedendo energia. In pratica si uniscono le doti
balistiche di una palla FMJ e di una
espansiva. Ora
se nella circostanza dell’assassinio dei due giovani poliziotti, questi
ultimi avessero avuto nel loro caricatore proiettili idonei all’impiego
di polizia, sicuramente con pochi colpi l’aggressore sarebbe stato messo
fuori combattimento, se poi in dotazione avessero avuto anche una pistola
mitragliatrice come l’ottima Beretta PM12S, che sebbene utilizzi il 9
X19 FMJ, ha il pregio di un elevato volume di fuoco, molto probabilmente
ora non staremmo piangendo i due agenti della Polizia di Stato. L’Arrigoni,
con ogni probalità, oltre ad una buona padronanza dell’arma( una
pistola Glock- che deve il
suo successo mondiale anche al largo uso di materiali compositi che la
rendono difficilmente rilevabile ai comuni metal detector), avrà
sicuramente avuto nel caricatore proiettili espansivi di calibro anche
superiore al 9mm, che gli hanno consentito di mettere fuori combattimento
due avversari con pochi colpi. E’ giunto probabilmente il momento di
rivedere finalmente il munizionamento impiegato dalle forze di polizia e
tutta la panoplia di armi in dotazione, che sono inadeguate alla realtà
dei tempi. Se chiunque può entrare in possesso in modo lecito ed illecito
di armi di grosso calibro, non si capisce perché il anche la Polizia non
si debba armare di conseguenza. |
Ultimo
aggiornamento:
sabato 26 febbraio 2005