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Due agenti assassinati a Verona…e tante belle promesse.

 

di Federico Dal Cortivo

 

  Nella notte tra il 20 e 21 febbraio, due agenti della Polizia di Stato in servizio presso la questura di Verona ,sono stati uccisi durante un conflitto a fuoco alle porte della città. Il luogo è la “famosa statale 11” quella che collega la città scaligera  al Lago di Garda e Brescia, meta abituale di prostitute e clienti. Dalle prime ricostruzioni sembra che un investigatore privato abbia freddato una “lucciola ucraina” e poi all’arrivo della volante della polizia, abbia aperto il fuoco contro gli agenti. Bilancio quattro morti: i due poliziotto, la donna e l’investigatore. Non è la prima volta che la zona è teatro di atti criminali ed a  nulla sono servite le proteste dei residenti volonterosi… così come insufficienti si sono dimostrate le misure prese dai vari comuni che costeggiano la statale. La strada rappresenta un vero e proprio mercato del sesso, aperto anche di giorno. Ma questa volta a morire sono stati anche due giovani agenti di polizia e la cosa è di colpo rimbalzata su tutti i media nazionali, ponendo Verona ancora al centro dell’attenzione. Come di consueto, a “cadaveri ancora caldi” sono iniziate le dichiarazioni dei vari rappresentanti dello “Stato”,Regione, Provincia, Comune, forze politiche e chi più me ha ,più ne metta….Tutti a condannare, a ricordare, a promettere e giù fiumi di parole che grazie alle tv sono rimbalzate in tutta la penisola, riempiendo le case degli italiani a colazione, pranzo e cena. Il tutto ha raggiunto il suo punto massimo il giorno delle esequie dei due poliziotti,con i “funerali di Stato” e la presenza del ministro dell’Interno Pisanu e del Presidente della Camera Casini. Ancora una bella occasione per qualcuno per far bella mostra di se davanti alle telecamere, con aria contrita e occhi bassi, voci sommesse e volti pallidi.., come se  fino al giorno prima avessero fatto  tutto il possibile per ripristinare l’ordine e la legalità nelle nostre città, dando alla Polizia i mezzi di cui necessità, l’addestrando di cui abbisogna il personale ,varando leggi idonee per poter operare efficacemente, mettendo a capo dei vari reparti, questure, comandi dei CC, prefetture, uomini capaci e nel contempo rimuovendo gli inetti. Ma sappiamo tutti che ciò non è mai avvenuto e che non avverrà certamente domani, nonostante le “parole d’ordine” e le “belle promesse” lanciate ai veronesi….Tralasciando Casini, il Prefetto Giovannucci, il questore Merolla, vorremmo però fare qualche domanda al sig. Ministro dell’Interno…ben sapendo che non risponderebbe mai…

Caro ministro Pisanu non basta lasciare la piazza per ultimo, dopo aver assistito al funerale dei due agenti, non serve  “consolare “i familiari delle vittime, così come è ridicolo prendersela con chi ha regolare porto d’armi come l’investigatore assassino ( spesso proprio il porto d’armi è l’ultima difesa per il cittadino onesto abbandonato dalla legge..) . Forse  era lei, … la somiglianza era tanta,  che ha dichiarato all’indomani dei gravi fatti camorristici di Scampia (Napoli), che la camorra era stata colpita duramente? Non è lei che convoca, come i suoi illustri predecessori, inutili e dispendiosi vertici e super vertici ministeriali all’indomani di ogni fatto criminale rilevanti, senza che poi alla fine ne esca qualcosa di concreto? Lo sa ministro che le auto della polizia veronese  sono oramai quasi da rottamare? Sono le Fiat Marea, acquistate dalla casa torinese che non sapeva che farsene di un modello berlina che era risultato un fiasco commerciale colossale….Saprà anche, immagino, che gli agenti alla  guida corrono  il rischio di restare a piedi nel bel mezzo di un inseguimento?( le officine presso i reparti sono pressochè scomparse e così la Polizia si deve affidare ai privati come un qualsiasi cittadino per la manutenzione dei propri mezzi…. E’ poi al corrente  ministro che le armi in dotazione alle forze di polizia sono inadatte, sia di calibro, sia come modelli, per  fronteggiare una criminalità che oramai scende per strada con pistole di grosso calibro anche semiautomatiche e fucili d’assalto militari, che per volume e potenza di fuoco ridicolizzano le pistole d’ordinanza degli agenti?

Ci piacerebbe che ella sig. Ministro ci rispondesse, insieme ai suoi stretti collaboratori, una volta tanto, senza pensare alla poltrona ed alle elezioni imminenti, ma siamo certi che ella non saprebbe cosa dire vista l’incompetenza che la caratterizza  e gli “esperti che la circondano”….

Già .. la “statale 11” ….E’ tornata ad essere quello che era prima dei tragici fatti di questi giorni, così come la nostra città, Verona, continua il suo lento ed inesorabile degrado civile, con quasi una rapina al giorno, assalti a mano armata a negozi in pieno centro, spaccio di droga sugli antichi bastioni austriaci , clandestini e sbandati d’ogni risma  che si aggirano per le strade ecc.ecc.

Ridicole sono al solito le misure prese dai sui” collaboratori”, dopo  “ gli inutili e retorici vertici” in Prefettura, come le telecamere da posizionarsi in più punti del centro storico ( l’esperienza della stazione forse non ha insegnato proprio nulla, anche qui sono state installate diverse telecamere, ma i risultati sono sconfortanti come dimostrano i numerosi reati che vengono compiuti dentro e nei pressi dello scalo di Porta Nuova.-vedi italiasociale- sez.notizie Verona-).

E così si continua con i “pannicelli caldi”, quando invece ci vorrebbe una terapia d’urto per ripristinare la legalità sul territorio veronese. Uomini e mezzi( non vi sono nemmeno questi…) da soli non bastano. Occorre una volontà “politica” slegata da lacci e lacciuoli di buonismo d’accatto, quasi curiale, che pervade un “classe impolitica” tutta dedita alla “cura dei propri affari” non curante degli interessi della comunità.  Da essa  si ramifica il malcostume, passando attraverso i vari funzionari, fino ad arrivare spesso alla base…. A Verona purtroppo ancora una volta abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata all’italiana, con i “soliti protagonisti” e le solite comparse. Il pubblico era quello di sempre: i veronesi, spesso inetti ,che  preferiscono mettere la testa sotto la sabbia per paura di protestare, di ragionare con il proprio cervello ( spesso all’ammasso imbevuto com’è di quiz televisivi e pallone e sermoni del vescovo....), che ambiscono solo al quieto vivere, con la speranza che siano “sempre e soltanto gli altri” a “risolvere i problemi”, che non li riguardano mai,..  finché non li toccano di persona.

Allora ecco partire il lamento, le grida disperate, la rabbia…ma è solo questione di qualche giorno, qualche ora …poi tutti in pizzeria ….

Con siffatti protagonisti difficile pensare che i gravi fatti di Verona possano aver ridestato un “antico senso dello Stato” andato perduto oramai da tempo immemore……

Ora che i riflettori si sono spenti , tutto tornerà come ieri, forse peggio, perché il contrario dell’azione è l’inazione, da qui la rassegnazione e la morte civile.

 

 

FORZE DI POLIZIA: ARMI E PROIETTILI  INADEGUATI.

 

Il referto emesso dall’istituto di medicina legale del Policlinico di Verona indica in circa venti le lesioni da proiettile sui diversi corpi: Andrea Arrigoni,l’investigatore privato è stato colpito da ben 11 colpi, mentre i due agenti da quattro e tre proiettili ciscuno.. Questo fa supporre che se anche la risposta al fuoco da parte dei poliziotti sia stata probabilmente tempestiva , non sono bastati i numerosi proiettili andati a segno( tre nella parte superiore della gamba sinistra, due all’addome, due al fianco destro, uno in testa, uno al torace e alcuni di striscio) a fermare l’assassino.

Le armi in dotazione alla polizia , escluso i reparti speciali, sono normalmente la Beretta FS-cal. 9mm parabellum e la pistola mitragliatrice Beretta PM12S, sempre in calibro 9mm para.

L’Arrigoni aveva una Glock di fabbricazione austriaca-, il cui calibro sembra essere un 9mm(?).- la pistola Glock è calibrata nei vari modelli con  il 9X19mm,il classico 9 parabellum, -proibito in Italia perché considerato calibro militare-  10mm AUTO- 357 Magnum- 380 ACP- 40SW- 45 AUTO.Il dubbio sul calibro  ci sembra doveroso perché molto spesso chi non conosce le armi fa di tutta un erba un fascio, ed invece le differenze sono sostanziali, soprattutto quando avvengono scontri a fuoco  a distanza ravvicinata, dove il potere d’arresto del munizionamento impiegato spesso decide chi deve vivere e chi morire..

Gli agenti hanno messo a segno ben 11 colpi e nonostante tutto il detective è riuscito a sparare ed a  ferire mortalmente i due polizziotti . Ciò dimostra in maniera eloquente che il calibro in uso nelle forze di polizia, il tradizionale 9X19 parabellum -Full Metal Jacket- non è sufficiente, nonostante le ottime caratteristiche di precisione, perché il suo  potere d’arresto è limitato. Va ricordato che nell’impiego di polizia la cosa più importante è proprio il potere d’arresto, cioè la capacità di neutralizzare l’avversario impedendogli di reagire.Per stabilire il potere d’arresto  si deve tener presente la quantità d’energia ceduta dalla palla quando colpisce il bersaglio, che a sua volta è data dall’energia residua del proietto al momento dell’impatto e dalla percentuale che viene trasferita al bersaglio. Tra una palla, che trapassa il bersaglio, ed una che si ferma dentro di esso, trasferendo tutta l'energia residua sul bersaglio, è da preferire la seconda- In più si corrono meno rischi derivanti dai rimbalzi contro muri  od oggetti come nel caso di scontri a fuoco all’interno di edifici o luoghi chiusi .  La palla FMJ, in piombo camiciato con metallo, è ottima per le armi semiautomatiche e automatiche  d’impiego soprattutto militare, ma ha il grave difetto di cedere poca energia al bersaglio( se spariamo ad un blocco di gelatina vedremo come esso verrà facilmente trapassato da un proiettile 9X19, senza arrecare altri danni collaterali).E’ la tradizionale munizione “umanitaria”, ma che a più riprese ha dimostrato di non poter fermare un malvivente anche se centrato varie volte . Il caso Arrigoni sembra ancora una volta provare tutto questo. Se gli agenti avessero avuto a disposizione un munizionamento più adatto all’uso di polizia( negli Stati Uniti  e non solo, la scuola di pensiero che privilegia il grosso calibro al 9X19 si fa forte proprio del fatto che viene data la priorità al  potere d’arresto, anche a scapito della precisione e del volume di fuoco; ( In questi anni anche le forze di polizia statunitensi si sono convertire in gran parte al 9X19, essenzialmente per il maggior volume di fuoco ed autonomia, ma la disputa rimane tra i fautori dei grossi calibri e quelli del 9X19mm). Proprio in questi giorni in Iraq i militari Usa lamentano che le Beretta 92 F in dotazione, calibrate 9X19mm non sono sufficientemente potenti e rimpiangono forse i vecchi revolver in 357 Magnum o la mitica Colt 1911 in 45 ACP. Per ovviare all’inconveniente l’industria delle munizioni ha sviluppato due diversi tipi di munizionamento, specifico per compiti di polizia:1) La munizione Lead Hollow Point (LHP), fatta in piombo, con punta cava e non camiciata. Essa riesce in calibro 9X19 a cedere quasi tutta l’energia al bersaglio, non oltrepassando un blocco di gelatina balistica da 200mm. 2) La Jacket Hollow Point (JHP), e le Jacketed Soft Point sono una via di mezzo, con le prime camiciate, ma con punta cava, mentre le seconde hanna la camiciatura che termina prima dell’ogiva, lasciando così scoperta la parte sommitale del piombo.

Altre munizioni specifiche sono ora in commercio, come la Hydra-Shock, che è un munizionamento cavo in piombo, con al centro uno spillo in acciaio. Questa forma particolare, che ricorda vagamente i proiettili ad elevata energia cinetica dei carri armati, permette di generare uno shoch idraulico nel corpo, danneggiando i tessuti, e poi grazie alla particolare forma, il proiettile si deforma cedendo energia. In pratica si uniscono le doti balistiche di una palla FMJ e di  una espansiva.

Ora se nella circostanza dell’assassinio dei due giovani poliziotti, questi ultimi avessero avuto nel loro caricatore proiettili idonei all’impiego di polizia, sicuramente con pochi colpi l’aggressore sarebbe stato messo fuori combattimento, se poi in dotazione avessero avuto anche una pistola mitragliatrice come l’ottima Beretta PM12S, che sebbene utilizzi il 9 X19 FMJ, ha il pregio di un elevato volume di fuoco, molto probabilmente ora non staremmo piangendo i due agenti della Polizia di Stato.

L’Arrigoni, con ogni probalità, oltre ad una buona padronanza dell’arma( una pistola Glock-  che deve il suo successo mondiale anche al largo uso di materiali compositi che la rendono difficilmente rilevabile ai comuni metal detector), avrà sicuramente avuto nel caricatore proiettili espansivi di calibro anche superiore al 9mm, che gli hanno consentito di mettere fuori combattimento due avversari con pochi colpi. E’ giunto probabilmente il momento di rivedere finalmente il munizionamento impiegato dalle forze di polizia e tutta la panoplia di armi in dotazione, che sono inadeguate alla realtà dei tempi. Se chiunque può entrare in possesso in modo lecito ed illecito di armi di grosso calibro, non si capisce perché il anche la Polizia non si debba armare di conseguenza.


Ultimo aggiornamento: sabato 26 febbraio 2005